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Dall’alimentazione alla ricostruzione in gel: trucchi e consigli per unghie impeccabili

  Quanto curiamo noi mamme le nostre unghie? Diciamoci la verità, tra il lavoro, i figli, la casa e gli impegni vari le nostre mani vengono spesso trascurate. Ma è pur vero che oggi pochissime donne, dalle ragazze più giovani alle nonne, rinuncerebbero ad una buona manicure e ad una decorazione in linea con il look oppure con l’umore del giorno.

Le mani sono un importantissimo strumento di comunicazione. Basti pensare a quanto una semplice stretta di mano possa dirci di una persona, già al primo incontro. Molti di noi, poi, sono abituati a gesticolare e a sottolineare il senso delle proprie affermazioni durante una conversazione proprio muovendo le mani, per coinvolgere l’interlocutore ed enfatizzare quanto sostenuto.

L’aspetto delle mani è fondamentale in molti ambiti lavorativi. In tutte le situazioni in cui è previsto il contatto con il pubblico, le mani curate, pulite ed ordinate aiutano a mettere a proprio agio il cliente e a trasmettergli una sensazione di sicurezza ed affidabilità.

Molti uomini e donne confermano che le mani sono uno dei primi particolari che catturano l’attenzione quando si conosce un potenziale partner, confermandone il ruolo di punta per quanto riguarda i meccanismi della seduzione. In sostanza è evidente che, nella società moderna, le mani curate ed attraenti rappresentino un ottimo biglietto da visita, capace di rivelarsi di grande aiuto in molte situazioni diverse.

Quando si parla di cura delle mani, non può certo essere trascurata l’importanza rivestita dalle unghie: una perfetta manicure completa qualunque look, aiutando ad apparire eleganti ed impeccabili in ogni circostanza.

Se è vero che le mani e le unghie curate hanno una grande importanza nel mondo di oggi e sono in cima alla lista delle preoccupazioni estetiche di molte ragazze e donne, è altrettanto vero che mantenerle sempre belle e in ordine non è affatto facile.

Molte delle attività che svolgiamo quotidianamente mettono a rischio l’integrità delle unghie: praticando sport, svolgendo le faccende di casa o quelle lavorative, le unghie possono indebolirsi, assumere un aspetto poco sano, spezzarsi, o andare incontro a vere e proprie patologie.
Sapere come comportarsi in ogni situazione, quali precauzioni prendere per assicurare l’incolumità delle proprie unghie e come agire per risolvere le problematiche più comuni non sempre è facile. Spesso, i trucchi e i consigli di amiche e conoscenti per avere unghie perfette si rivelano privi di fondamento mentre, in altri casi, si commette l’errore di affidarsi a prodotti di scarsa qualità oppure alle mani di onicotecniche ed estetiste poco preparate.

Se l’aspetto delle unghie è fondamentale sia per gli uomini che per le donne , è risaputo che è sopratutto il gentil sesso ad amare le infinite possibilità in termini di stili, forme, colori e decorazioni con le quali è possibile abbellire e valorizzare queste semplici lamelle di cheratina.

La passione tutta al femminile per la nail care  vede le sue origini perdersi nella notte dei tempi. La decorazione delle unghie era, con certezza, già ampiamente diffusa presso gli antichi egizi; tuttavia, testimonianze di pratiche di questo tipo giungono da popoli sparsi in tutto il mondo e da epoche ben più remote.

Nel corso della seconda metà del Novecento, questo costume è andato diffondendosi sempre più e, sull’onda delle tendenze lanciate dalle dive e dalle celebrità del mondo dello spettacolo, si sono susseguite le mode più disparate per quanto riguarda forma delle unghie, colore degli smalti e stili nella loro applicazione.

Il crescente interesse per il mondo della nail care ha rappresentato una ghiotta occasione per le case di produzione di cosmetici, che sfornano a ritmo continuo nuovi prodotti per curare e decorare le unghie: da lime di ogni forma e con qualunque grana a smalti speciali che permettono di ottenere effetti fluo, metallizzati o marmorizzati. 

Negli ultimi anni, sono addirittura nate nuove figure professionali, dedite proprio alla cura delle mani e delle unghie: quella dell’onicotecnica e quella della nail artist. Nel primo caso, ci si riferisce ad una professionista che si occupi di eseguire manicure, applicazioni di unghie finte, ricostruzioni e trattamenti mirati al benessere e alla bellezza della pelle delle mani.

Quella della nail artist è una professione ancora più originale ed interessante: con questo termine si indicano veri e propri artisti dediti alla creazione di decorazioni delle unghie uniche ed originali, che vengono realizzate a mano, utilizzando i più svariati strumenti e facendo ricorso a molte tecniche diverse. La bellezza delle opere realizzate da alcuni di questi artisti ha già portato all’organizzazione di competizioni e mostre, in occasione delle quali si celebra il fascino di questi piccoli capolavori, effimeri per definizione, ma di grande impatto estetico.
Per fare un po’ di ordine nella miriade di informazioni che è possibile reperire in tema di nail care, cerchiamo di prendere in considerazione gli aspetti salienti che devono essere valutati se si desidera far sfoggio di una manicure insuperabile e soprattutto sana.

Nutrire le unghie dall’interno

L’alimentazione gioca un ruolo di primo ordine nel garantire la nostra salute e bellezza. Questa regola vale in assoluto, ma in modo ancora più specifico per la pelle, le unghie e i capelli.

Questi tessuti, infatti, sono soggetti ad un continuo ricambio legato agli stress meccanici, fisici e chimici che continuamente subiscono. Affinché lo sviluppo e la crescita delle nuove cellule possa avvenire in modo corretto, è essenziale che l’organismo disponga di tutti i nutrienti necessari.

Proteine e aminoacidi sono in assoluto i composti più importanti per la salute delle unghie. La lamella ungueale è difatti costituita da cellule morte colme di cheratina, una particolare sostanza proteica che costituisce anche i capelli e lo strato corneo della pelle.

Per questo motivo è importante che la nostra dieta preveda sempre un sufficiente apporto di proteine, presenti in abbondanza nella carne, nel pesce e nei legumi e, più nello specifico, di aminoacidi solforati (metionina e cisteina), contenuti soprattutto nell’albume d’uovo e nelle carni bianche.

Anche i sali minerali svolgono un ruolo importante nel processo di formazione delle unghie e l’assunzione di alimenti ricchi di ferro, zinco, selenio e rame, aiuta a contrastare lo sviluppo delle classiche macchioline bianche sulla loro superficie (leuconichia).

La vitamina A e quelle del gruppo B, in particolare la vitamina B6 o piridossina sono coinvolte nel processo di sintesi della cheratina e, per questo motivo, una loro carenza si riflette immediatamente sull’aspetto delle unghie, che appariranno più fragili e tenderanno a sfaldarsi. Queste vitamine sono presenti in elevate quantità negli alimenti di origine vegetale di colore rosso e arancione, nei cereali e negli ortaggi verdi.

Il lievito di birra (Saccharomyces cerevisiae), tipicamente assunto sotto forma di capsule, rappresenta un integratore alimentare ottimo per la salute della pelle e degli annessi cutanei, proprio perché naturalmente ricco di aminoacidi solforati e vitamine del gruppo B. Può essere assunto periodicamente per rinforzare le unghie e proteggerle nei periodi di maggiore stress.

Bere molta acqua nel corso della giornata è un’abitudine molto salutare che si rivela utile anche per mantenere lucide e compatte le unghie che, specie con il passare degli anni, tendono a perdere la capacità di mantenere una buona idratazione, apparendo sempre più opache.

Manicure e trattamenti di bellezza

Per avere mani belle e in ordine è indispensabile concedersi almeno una manicure settimanale. La soluzione migliore è quella di rivolgersi ad un centro estetico e godersi un’esperienza rigenerante, affidandosi alle cure esperte di una onicotecnica.

Per chi fosse in cerca di un modo per contenere le spese e per le amanti del fai-da-te, è sempre possibile prendersi cura da sole delle proprie unghie.

Gli step fondamentali per una manicure perfetta sono:

  • pulizia della mani, che devono essere levate con un sapone neutro e delicato, per poi essere asciugate con cura. Ogni residuo di smalto o di precedenti trattamenti deve essere rimosso facendo ricorso agli appositi solventi;
  • taglio e limatura delle unghie, passaggio durante il quale le lamelle vengono accorciate e modellate nella forma desiderata. È importante che i margini delle unghie risultino perfettamente lisci e privi di irregolarità;
  • ammollo delle mani in una soluzione di acqua calda e succo di limone, oppure contenente oli essenziali dall’azione tonificante e rilassante;
  • rimozione delle cuticole, che non devono essere tagliate ma sistemate utilizzando un bastoncino di arancio.

A questo punto, le unghie sono pronte per essere smaltate e colorate. L’applicazione di un prodotto classico, indipendentemente dalla tonalità desiderata, deve avvenire secondo le seguenti regole:

  • lo smalto deve essere steso utilizzando l’apposito pennellino, solo dopo averlo liberato dal prodotto in eccesso, premendolo contro il bordo interno del collo della boccetta;
  • il colore va steso dal margine superiore dell’unghia a quello inferiore, con pennellate ampie e continue;
  • si deve procedere stendendo un primo strato ed aspettando che asciughi completamente, senza soffiare o ricorrere al phon o ad altri espedienti. Per ottenere un colore più intenso è possibile ripetere l’operazione applicando un secondo strato di smalto;
  • infine, è consigliabile ricorrere ad uno smalto sigillante, che vada a fissare il risultato ottenuto aumentandone la durata.
  • Eventuali sbavature possono essere corrette usando un bastoncino di cotone bagnato con l’acetone.

    A tal proposito, è importante sottolineare che questo composto, utilizzato per la rimozione dello smalto, esercita un’azione molto aggressiva sull’unghia, disidratandola fortemente.

    Per questo motivo, si consiglia di lasciar sempre trascorrere qualche giorno tra un’applicazione di smalto e quella successiva e di non cambiare il colore troppo frequentemente. Può essere una buona idea ricorrere all’uso di prodotti naturali che presentino formulazioni delicate.

    Di tanto in tanto è opportuno lasciare le unghie libere, per dar loro modo di rigenerarsi, sottoponendole a qualche trattamento nutritivo e riparatorio.

    Esistono molti prodotti naturali che possono rivelarsi alleati perfetti della bellezza delle nostre unghie. Tra questi, vogliamo ricordare l’olio di oliva e il succo di limone, con cui è possibile preparare un’emulsione idratante e schiarente da stendere sulle unghie.

    Allo stesso modo, l’olio di mandorla, di ricino e di germe di grano, in virtù del loro elevato contenuto di vitamina E dalle spiccate proprietà antiossidanti, sono perfetti per andare a nutrire e a proteggere le unghie.

    La ricostruzione in gel

    Da qualche anno a questa parte, si è andato affermando un trattamento grazie al quale è possibile ottenere unghie davvero perfette, decorate a proprio piacimento e molto durature: la ricostruzione in gel. Si tratta di un escamotage perfetto per chi presenta unghie fragili e molto lente nella crescita, oppure per chi sogna una manicure sempre curata pur avendo poco tempo a disposizione. Uno specifico gel va a ricoprire l’unghia naturale e, una volta reso solido grazie alla reazione di polimerizzazione catalizzata da una lampada UV, questo forma una struttura molto rigida che può tranquillamente resistere per settimane.

    Rispetto alle unghie finte di un tempo, che venivano incollate sul corpo ungueale, con le ricostruzioni si ottengono risultati molto più fini e naturali.

    Un lavoro davvero impeccabile richiede una buona manualità e molta esperienza, specie per la fase di preparazione dell’unghia, che deve essere accuratamente limata, sgrassata e trattata con prodotti che ne aumentino l’adesività e per la stesura del gel, che deve formare una bombatura nella giusta posizione per garantire la stabilità dell’intera struttura.

    Facendo un po’ di pratica sarà possibile realizzare le ricostruzioni anche senza rivolgerci ad un centro estetico. In ogni caso, rimane essenziale la scelta di prodotti di qualità, possibilmente made in Italy e con la garanzia di formulazioni sicure e a norma di legge.

    Usufruendo dei servizi offerti un portale e-commerce dedicato alle forniture per centri estetici, si avrà la possibilità di reperire dei gel per la ricostruzione delle unghie efficaci, inodore e atossici, scegliendo tra un’ampia selezione di nuance e texture.

    Tra gli altri prodotti e strumenti necessari per realizzare le unghie in gel ricordiamo lo sgrassatore, il primer acido, il gel base e quello fissante (a meno che non si opti per il gel monofasico, ovvero tutto in uno), nonché le lime, il buffer e il fornetto UV.

    La rimozione delle coperture in gel rappresenta una fase molto delicata. In molte commettono l’errore di rimuovere le unghie artificiali un pezzetto alla volta, strappandole e danneggiando seriamente l’unghia naturale sottostante. L’unico modo sicuro di agire consiste nell’utilizzare una lima o una fresa per rimuovere tutto il gel, facendo attenzione a non intaccare la lamella ungueale.

    Il pericolo onicomicosi

    Uno dei nemici più insidiosi per la bellezza delle nostre unghie è rappresentato dalle onicomicosi, ovvero le infezioni fungine.

    Questa patologia è molto frequente, data la semplicità con cui può essere contratta. Il contatto con strumenti per la manicure, o con superfici contaminate con le spore fungine è la prima causa di onicomicosi, una condizione che causa prurito, fastidio ed altera profondamente la struttura dell’unghia favorendone lo sfaldamento e modificandone il colore.

    Oltre a risultare particolarmente antiestetica, un’unghia colpita da un fungo, se non trattata, può addirittura andare incontro all’onicolisi, ovvero al distacco della lamella dal letto ungueale.

    La prevenzione di questa patologia richiede l’osservazione di un’attenta igiene, per cui è necessario evitare di condividere gli strumenti per la manicure con altre persone e pretendere che ne vengano impiegati di sterilizzati o monouso quando ci si sottopone ad un trattamento estetico. Particolare attenzione deve essere posta nelle piscine e negli spogliatoi, dove è importante non camminare mai scalzi.

    La cura di un’onicomicosi richiede tempi piuttosto lunghi, ma raramente sfocia in complicazioni. Per il trattamento è possibile ricorrere a creme antimicotiche o a smalti curativi contenenti sostanze fungicide, in funzione dell’estensione della lesione. É inoltre importante intervenire in maniera tempestiva per evitare che il fungo si diffonda alle unghie limitrofe.

    Attenzione allo stress

    Lo stress è un grande nemico della nostra salute e della nostra bellezza e ciò vale anche per le unghie. Più nello specifico, è in costante aumento il numero di persone che soffrono di onicofagia, ovvero dell’irresistibile impulso a mangiarsi le unghie anche in età adulta. Questa patologia, ufficialmente inserita nella lista dei disturbi ossessivo-compulsivi, è spesso associata a stati ansiosi e ad una scorretta gestione delle stress.

    Oltre a rappresentare un comportamento molto sconveniente, l’onicofagia può causare gravi danni alla struttura delle unghie, rovinandole anche in modo irreparabile e provocando dolorose infezioni.

    Si può cercare di limitare questo comportamento utilizzando gli speciali smalti dal sapore repellente, o indossando guanti protettivi ma, in alcuni casi, si rende necessario intervenire sulle cause profonde del problema avvalendosi

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    Cucinare sano per i nostri bimbi: qualche consiglio!

      
    Care mamme super,

    oggi vorrei parlare un po’ di scelte alimentari. Sono convinta che ognuna di noi si è spesso interrogata su quale sia lo stile di vita più sano da proporre ai nostri bimbi, quali cibi preferire e quali controindicazioni esistano quando optiamo per una dieta piuttosto che un’altra. Di certo, le scelte alimentari di ognuno dipendono da molti e diversi fattori, prevalentemente etici o legati ai valori nutrizionali. Quello che non dobbiamo dimenticare però è che per i bambini il cibo è soprattutto strumento di conoscenza e permette il loro sviluppo. Apprezzare il cibo soddisfa sì un bisogno primario ma serve anche ad esprimere il legame con l’ambiente in cui sono inseriti: la famiglia, la scuola, gli ambienti di gioco. Farne una questione morale però è sbagliato: i bimbi non hanno gli strumenti adatti per comprenderla e otterremo l’effetto opposto. Come fare allora a proporre una sana e valida educazione alimentare? Usiamo le nostre energie per preparare piatti sani ma al tempo stesso gustosi e accattivanti, e prendiamoli per la gola!

    Per questo, il mio consiglio è iniziare dalla cucina naturale. Ma che cos’è esattamente? Una delle definizioni più calzanti è questa: “una cucina che rispetta la natura degli alimenti e di chi dovrà consumarli”.

    Si tratta di una cucina particolarmente gustosa, che non esclude cibi e che predilige l’utilizzo di prodotti il meno lavorati possibile (ovvero i prodotti confezionati delle industrie alimentari), meglio se semi-integrali o integrali. Si preferiscono le proteine vegetali (per intenderci, quelle contenute nei legumi e nelle farine) ma senza escludere quelle animali. Inoltre, si fa largo uso di tutti quegli insaporitori naturali che danno gusto e carattere alle ricette: erbe, spezie, semi in generale, come quelli di lino o di girasole.

    Per ottenere buoni risultati vi consiglio di frequentare un corso di cucina naturale in cui imparare tecniche, ricette, valori nutrizionali dei cibi e loro stagionalità. Per farlo senza stress e in modo divertente vi suggerisco di cercare un corso di cucina su uno dei tanti portali di annunci presenti online. Il più famoso e completo per me è senza dubbio Bakeca.it: presente da più di dieci anni è un ottimo strumento per trovare in modo rapido e facile quello che stiamo cercando.

    Se per esempio, cercate dei corsi a Roma, non dovete far altro che arrivare sulla home del sito, impostare come città di riferimento Roma e poi, dal menu a sinistra, scegliere “Formazione” e di seguito “Corsi di Formazione Professionale”. Dalla pagina dei risultati, cliccate sul filtro “Turismo e Ristorazione”: otterrete una lista di tutti i corsi di cucina disponibili. Nel nostro caso, possiamo affinare maggiormente la ricerca scrivendo alcune parole chiave nella barra in alto: “cucina sana” o “vegetariana” oppure ancora “macrobiotica” etc. A questo punto, cliccando sul singolo annuncio avete la possibilità di leggere tutte le informazioni sul corso: sedi, orari, frequenze e costi e inoltre di contattare l’inserzionista se volete saperne di più.

    Vi auguro di iniziare al meglio questa bella avventura in cucina: una buona idea che farà felici voi e i vostri piccoli!

     

     

    Ottobre: un mese importante per la prevenzione e la lotta ai tumori al seno

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    Care amiche mamme, donne, questo mese per noi tutte è molto importante. Siamo nel mese di ottobre: il mese della Campagna Nastro Rosa di sensibilizzazione per la lotta ai tumori al seno.
    La Campagna Nastro Rosa ideata nel 1989 negli Stati Uniti da Evelyn Lauder ed esportata in oltre 70 Nazioni, nasce con l’obiettivo di ampliare la cultura della prevenzione nel campo della salute, in particolare si propone di sensibilizzare le donne sulla necessità di sottoporsi ad opportuni esami per prevenire il tumore del seno. Nel mese di Ottobre vengono realizzate quindi diverse attività per rendere visibile ed efficace il messaggio sull’importanza vitale della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori della mammella, informando il pubblico femminile anche sugli stili di vita correttamente sani da adottare e sui controlli diagnostici da effettuare.
    In Italia la Campagna Nastro Rosa è presente da 21 anni, frutto di un’importante collaborazione tra Estée Lauder Companies e la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, LILT, da quasi 90 anni impegnata nella promozione della salute e nella diffusione di una corretta cultura della prevenzione oncologica.
    Pertanto durante il mese di ottobre i 397 Punti Prevenzione o ambulatori LILT, la maggior parte dei quali all’interno delle 106 Sezioni Provinciali della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, saranno a disposizione per visite senologiche e controlli diagnostici clinico-strumentali.
    Per conoscere giorni e orari di apertura dell’ambulatorio LILT più vicino, in cui poter effettuare esami di diagnosi precoce e controlli, si può chiamare per informazioni il numero verde SOS LILT 800-998877 o consultare i siti http://www.lilt.it o http://www.nastrorosa.it.

    È importante scoprire il tumore il più precocemente possibile. Scoprendo un tumore quando misura meno di un centimetro, la probabilità di guarigione è di oltre il 90%, gli interventi sono conservativi e non procurano danni estetici alla donna.

    Quali sono gli esami per scoprire precocemente il tumore?

    Gli esami più importanti per la diagnosi di un tumore mammario sono:

    Visita clinica senologica
    È l’esame della mammella eseguito dal proprio medico o da uno specialista (esperto in senologia), al fine di riscontrare l’eventuale presenza di noduli o di altri segni clinici sospetti, meritevoli di ulteriori indagini. La visita, anche se eseguita da medici esperti, non è però sufficiente ad escludere la presenza di tumore e qualsiasi risultato deve essere integrato da altri esami. In presenza di un nodulo, l’esame clinico deve far parte integrante degli accertamenti diagnostici strumentali. La visita senologica è anche l’occasione per un colloquio approfondito con la donna sul problema “cancro della mammella”.

    Autoesame
    È il controllo che la stessa donna dovrebbe eseguire ogni mese. Esso consiste nell’osservazione allo specchio delle proprie mammelle e nella palpazione delle stesse. La metodologia di esame è semplice, ma è bene che sia un medico ad insegnarla. È particolarmente importante che la donna comprenda che il fine dell’autoesame non è la diagnosi bensì, la sola “conoscenza” delle caratteristiche delle proprie mammelle e quindi l’individuazione di eventuali cambiamenti verificatisi nel tempo e/o persistenti, da comunicare tempestivamente al proprio medico. È anche utile evidenziare con una leggera spremitura del capezzolo se sono presenti secrezioni.

    In particolare fare attenzione se:
    -La cute della mammella o dell’areola sembra alterata, arrossata, ispessita o retratta.
    -Il capezzolo appare retratto, soprattutto se la rientranza del capezzolo è di recente comparsa e se sulla cute dell’areola compaiono delle piccole eruzioni cutanee o delle crosticine.
    -Comparsa spontanea di secrezioni dal capezzolo, soprattutto se sierosa o ematica.
    -Alla palpazione della mammella o del cavo ascellare noti la comparsa di una tumefazione.
    -La mammella ti sembra arrossata ed aumentata di volume. Non preoccuparti invece se periodicamente accusi dolore o senso di tensione al seno, soprattutto in corrispondenza del ciclo mestruale.

    Mammografia
    È la tecnica più idonea e valida nel diagnosticare, con una metodologia piuttosto semplice, la maggior parte dei tumori della mammella in fase iniziale, prima ancora che siano palpabili. Per questo motivo la mammografia è attualmente l’unica tecnica che possa essere utilizzata come test di base in un programma di screening e alla quale non si deve mai rinunciare nel caso di sospetto carcinoma, qualunque sia l’età della donna. Il rischio di sviluppare un tumore indotto dalle radiazioni provocate dalla mammografia è solo ipotetico.

    Ecografia
    Nonostante la rivoluzione dell’imaging ed il rapido evolversi della tecnologia, l’ecografia non deve essere utilizzata come unico test per la diagnosi precoce dei tumori della mammella non palpabili. Peraltro essa offre contributi talora insostituibili nella diagnosi di lesioni nodulari benigne. Allo stato attuale delle conoscenze, quindi, salvo casi particolari (es. giovane età) è consigliabile che l’ecografia sia utilizzata soprattutto in associazione alla mammografia, ed eventualmente, per casi particolari, alla risonanza magnetica.

    Mammografia o ecografia mammaria?
    La mammografia infatti è l’esame di elezione per la ricerca dei tumori al seno soprattutto nelle donne al di sopra dei 40 anni. Rappresenta l’indagine ottimale per individuare la presenza di microcalcificazioni, che talora possono essere espressione di lesioni tumorali o preneoplastiche. L’uso della tecnica digitale è oggi preferibile a quella tradizionale perché la qualità dell’immagine è migliore e l’impiego di raggi X ulteriormente ridotto.
    La mammografia, tuttavia, può avere dei limiti diagnostici per la densità della mammella, caratteristica nelle giovani donne e più in generale in età fertile. In questi casi lo studio viene completato con l’esecuzione di un’ecografia mammaria e, a volte, di una risonanza magnetica.

    L’ecografia rappresenta l’esame più utile per distinguere un nodulo solido da una cisti a contenuto fluido e consente una migliore caratterizzazione del nodulo e della sua vascolarizzazione attraverso la valutazione color-doppler.

    Fonti: http://www.nastrorosa.it, http://www.legatumori.it