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Un corredino neonato da Mamme Super

 Una mamma super del gruppo, Barbara, fa il bis dopo 4 anni…..ricorderà tutto quello che occorre per il piccolo in arrivo? E le future neo mamme saranno super-informate sul necessaire per il neonato?

La presenza di un fiocco azzurro o di un fiocco rosa alla porta non è soltanto sinonimo di felicità e speranza, ma anche di tanta responsabilità in più per i genitori, soprattuto se novelli. Una nuova creatura sta per fare il suo ingresso in questo mondo caotico e imprevedibile, e sta a noi fare in modo che non le manchi nulla fin dal primo giorno. Allestire un “corredino neonatonon è un’incombenza facile, ma qualcosa a metà tra un lavoro a tempo pieno e un’arte. L’impegno e il tempo necessario sono infatti notevoli, così come l’importanza di elementi estetici nella scelta degli accessori da acquistare. Si tratta, insomma, di un lavoro per super mamme!

Accessori di lungo corso: il seggiolone

Iniziamo subito col dire che non tutti gli accessori per neonati propagandati come indispensabili, lo sono strettamente. In primo luogo perché molti di questi sono sempre più degli ibridi, pensati per poter svolgere in maniera adeguata (seppur non ottimale) il compito solitamente affidato a un altro. Altri accessori fanno parte del corredino neonato da tempo immemore: è il caso del seggiolone, che non a caso è il componente del corredo per bambini maggiormente tramandato di generazione e generazione. I vecchi modelli in plastica dura sono ancora perfettamente utilizzabili, anche se risentono sempre più la concorrenza di quelli moderni, più leggeri, ergonomici e regolabili. Spesso tra un seggiolone e il “suo” bambino si crea un certo feeling, un “effetto oasi”: per questo la possibilità di poterlo chiudere e portare con sé in vacanza e in trasferta non è da sottovalutare.

I più in voga del momento: fasciatoio e fascia porta bebè

Tra gli accessori del corredino neonato più “alla moda” del momento ci sono sicuramente il fasciatoio e la fascia porta bebè, e per motivi tutt’altro che banali, superficiali e passeggeri. Il successo del primo deriva da una semplice constatazione: nella nostra vita ci aspettano, in media, 5000 cambi di pannolino per ogni figlio. Non è quindi naturale voler investire su un accessorio in grado di accelerare l’operazione del cambio, e renderla più pratica e sicura? Le fasce porta bebè, invece, devono il loro successo a una serie di studi sull’attaccamento. Secondo questa teoria, favorire il contatto tra madre (o padre) e bambino nei primi mesi intensifica il legame tra loro, riducendo il pianto e favorendo sorrisi e lunghe dormite. Inoltre, portare il bambino in fascia (facendo attenzione a legarla correttamente) ci permette di avere le mani libere e di poterci dedicare ad altre incombenze.

Tante altre cose da ricordare

Del corredino neonato fanno parte, ovviamente, tanti altri vestiti e accessori. I primi, in particolare, dovranno essere acquistati anche in base alla stagione in cui verranno indossati, scegliendo di conseguenza tra cotone, lino, caldo cotone e così via. Ci sono, poi, prodotti che vanno ad esaurimento e devono essere continuamente rimpiazzati: ecco perché ricevere in dono una torta di pannolini è sempre un piacere! Ma forse questo Barbara, come tutte le mamme bis, lo ricorda….per le neomamme, invece, per tenere traccia di questa lunga lista, ed essere sicure di avere tutto l’occorrente anche fuori di casa, vi proponiamo questa pratica infografica. Un rapido confronto vi permetterà di accertarvi di non star dimenticando nulla di fondamentale!
  
Auguri Barbara, auguri a tutte le bis- e neo- Mamme Super  in attesa!

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“NASCERE A ROMA” – Dove e come partorire nella Capitale.La prima guida gratuita per future mamme in DVD

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Per tutte le future mamme che intendono partorire a Roma ma non sanno come orientarsi nella scelta della struttura e hanno dubbi su come gestire il post-parto, ecco in arrivo domani 10 Aprile 2015 presso 700 farmacie di Federfarma Roma  la II edizione di “NASCERE A ROMA”, la prima guida gratuita di orientamento al parto in DVD, che aiuta nelle scelte legate alla gravidanza e alla nascita del proprio bimbo, ricca di clip video realizzate in 14 punti nascita (quelli che contano più di 1.000 parti) ed interviste ad esperti. 

Distribuita gratuitamente lo scorso giugno in 15.000 copie nelle farmacie, grazie all’importante collaborazione di Federfarma Roma, la guida è andata esaurita in pochi mesi mentre la richiesta continua ad essere costante. Ed ecco dunque che il 7 aprile in Campidoglio è stata presentata la seconda edizione di “Nascere a Roma” (da un’idea di Laura Ricci, regia Luigi Rotondo, per la parte giornalistica Francesca Romana Gigli e Patrizia Notarnicola), patrocinata dall’Assessorato alla Scuola, Sport e Partecipazione dei Cittadini di Roma Capitale e prodotta da Leeloo srl e Studiomaker sas.

Dal 10 aprile saranno reperibili presso le 700 farmacie di Federfarma Roma altre 15.000 copie con aggiornamenti e nuovi contenuti.

Uno strumento utile e capace di dare un aiuto concreto nella scelta della struttura in cui partorire e nell’affrontare dubbi e paure subito dopo il ritorno a casa. E’ stato questo il giudizio unanime ed entusiasta dei genitori romani su “Nascere a Roma”.

Oltre agli aggiornamenti su alcuni cambiamenti avvenuti nelle strutture visitate (Casilino, Città di Roma, Cristo Re, Fabia Mater, Fatebenefratelli Isola Tiberina, Policlinico Gemelli, Grassi di Ostia, Pertini, San Camillo, Santa Famiglia, San Filippo Neri, San Giovanni Addolorata, San Pietro, Policlinico Umberto I), la seconda edizione di “Nascere a Roma”offre ulteriori spunti. Tra le novità, nel capitolo degli esperti, l’intervista allo psicoterapeuta Antonio Fenelli su un tema delicato, forse ancora un tabù per molte coppie: il sesso in gravidanza e subito dopo il parto. I rapporti sessuali possono creare danni al nascituro o invece portano benefici? Ci sono delle differenze a seconda dei trimestri della gravidanza?
Come recuperare l’intimità della coppia dopo la nascita? “Nascere a Roma” ha cercato le risposte con il consueto obiettivo di informare ed aiutare.
La clip “Chi ben comincia” offre preziosi consigli sul ritorno a casa.
E poi c’è la preparazione della valigia per andare a partorire, il rito che agita le donne talvolta anche mesi prima: un divertente video, realizzato con la tecnica stop-motion, ricorda alle partorienti quello che è utile portare in ospedale per sè e per il proprio bambino.

Infine con questa seconda edizione parte l’iniziativa “Raccontaci il tuo parto”: le mamme e i papà potranno inviare il proprio videomessaggio o una foto all’indirizzo info@nascerearoma.it per testimoniare uno dei momenti più importanti della loro vita. I più belli saranno pubblicati sui canali di “Nascere a Roma” (facebook, twitter e youtube) e nella prossima edizione della guida.

Nascere a Roma” fa parte del più ampio progetto “Nascere in Italia” che le società produttrici Leeloo srl e Studiomaker sas intendono realizzare con approfondimenti in ogni regione italiana. La prossima tappa sarà Milano per raccontare il percorso nascita del capoluogo lombardo con “Nascere a Milano”, che sarà presentato a giugno 2015.

La II edizione di “Nascere a Roma” è stata realizzata con il sostegno di Artsana s.p.a. e
l’esperienza dell’Osservatorio Chicco, Sanofi Pasteur MSD e Mammamatta.

Info e contatti:

Yoga in gravidanza e post parto: per vivere questo momento in armonia con se stesse

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Da praticante di yoga e riconoscente verso questa disciplina e verso le mie “maestre” per i benefici che hanno apportato alla mia salute e alla mia vita, desidero fornire alcune informazioni utili a tutte le donne, in particolare alle future mamme e alle neo-mamme. Sono certa che ogni momento della propria vita è quello giusto per iniziare a praticare Yoga, ma dalla mia esperienza posso dire che se si sta per attraversare o si sta presentando un cambiamento, di qualsiasi natura, allora questo è proprio il momento migliore per iniziare la pratica dello Yoga.
Ringrazio Emanuela per le preziose info fornitemi, Selene, mia maestra di “sopravvivenza”, e infine Simona, mia maestra del “cambiamento”.

Yoga: per conoscere se stessi e vivere in armonia

Yoga in sanscrito significa unione, è una disciplina completa che ha avuto origine in India migliaia di anni fa. E’ il più antico metodo di crescita personale, il cui scopo è il raggiungimento della pace interiore e della consapevolezza di noi stessi e dei cambiamenti che avvengono a livello fisico e mentale. Lo Yoga mira a sviluppare il corpo, la mente e lo spirito in modo naturale, attraverso esercizi di scioglimento e semplici posizioni, tecniche di respirazione e tecniche di rilassamento. Le posture (asana), statiche o dinamiche, devono essere assunte senza sforzo e senza mai oltrepassare i propri limiti fisici o forzare il movimento; la respirazione (pranayama) consiste di tecniche volte all’acquisizione del corretto meccanismo di inspirazione-espirazione; il rilassamento è volto a migliorare la concentrazione e ad allontanare ansie e tensioni portando il corpo al completo abbandono e la mente ad un elevato stato di coscienza. A livello fisico, la pratica dello Yoga tende a favorire il benessere di ogni singola parte del corpo agendo in maniera dolce su muscoli, sistema scheletrico, articolazioni, organi interni ed intervenendo nel ripristinare il giusto equilibrio tra di essi e mantenere e/o migliorare lo stato di salute. A livello mentale, lo Yoga agisce aumentando la concentrazione, rendendo consapevole l’azione, favorendo la stabilità emotiva e l’intuizione, allontanando lo stress e aumentando l’energia positiva.

Yoga per le future mamme

Durante la gravidanza, ogni donna intraprende un viaggio attraverso trasformazioni fisiche e mentali che, con gradualità, la condurranno al parto. Lo Yoga predispone le future mamme a percepire il corpo, gestire i cambiamenti in maniera serena e positiva e trasmettere al bambino uno stato di calma dovuto a tecniche fisiche e pratiche di respirazione e rilassamento. Le tecniche di respirazione producono benefici effetti sia sul corpo sia sulla mente e possono esser praticate durante tutta la gravidanza fino al momento del parto stesso. Ad ogni trimestre, gli scioglimenti e le posizioni saranno adeguati alle trasformazioni del corpo in modo da apportare beneficio e sollievo ai più comuni disturbi legati alla gestazione (in particolare quelli a carico della colonna vertebrale) senza provocare disagi o arrecare danni.

Per praticare yoga prenatale non è necessario aver precedentemente seguito un corso. Le mamme neofite dello yoga avranno maggior attenzione nel dedicare tempo a comprendere e assimilare le posizioni, senza forzare i movimenti e lasciando che sia la postura ad adeguarsi al corpo e non il contrario. Per le mamme che hanno già esperienza di yoga, la raccomandazione sarà quella di tener conto dei cambiamenti del corpo e della necessità di adeguare posture già conosciute senza voler a tutti i costi eseguire le pratiche fisiche come lo si faceva prima della gravidanza.
Le lezioni prevedono: tecniche per lo scioglimento e la flessibilità articolare e muscolare, esercizi per il pavimento pelvico, per la flessibilità della colonna vertebrale (prevenzione del mal di schiena), esercizi per la flessibilità dei muscoli dell’anca e del bacino, posizioni antalgiche da assumere in travaglio. Tecniche di respirazione diaframmatica, toracica e clavicolare e loro applicazione in gravidanza e durante il travaglio. Pratiche di rilassamento guidato. Al termine del percorso, verranno proposte tecniche di respirazione per la rieducazione del respiro toracico e suo potenziamento, simulazioni delle varie fasi del travaglio e della fase espulsiva.

Yoga prenatale trimestre per trimestre e Yoga post parto

Primo trimestre: si suggerisce di iniziare la pratica di yoga prenatale dopo la 16a settimana poiché nel 1° trimestre il corpo deve aver il tempo di adattarsi ai cambiamenti ormonali e al rapido sviluppo del bambino. Consigliate sono le tecniche di respirazione yogica sotto la guida di istruttori qualificati più che la pratica fisica.

Secondo trimestre: è il periodo migliore per praticare Yoga Prenatale. Nonostante il corpo cambi e la stanchezza cresca, il pancione non impedisce ancora i movimenti e la pratica costante prepara per i notevoli cambiamenti delle settimane a venire. Consentire al sangue di defluire correttamente verso l’utero.

Terzo trimestre: a livello sia fisico sia mentale l’ultimo trimestre è molto impegnativo. Nei mesi precedenti la mamma praticante di Yoga ha imparato a conoscere il proprio corpo, ha assistito ai vari cambiamenti con serenità e consapevolezza e, soprattutto, ha imparato a conoscere ed accettare i propri limiti.

Post-parto: a conclusione di un così importante percorso, la neomamma dovrebbe trovare un piccolo angolo di spazio e tempo da dedicare in completa serenità a se stessa, per ripristinare il rapporto tra interiorità ed esteriorità, per riprendere contatto con la propria fisicità. Le posture yoga agiscono sulle articolazioni, tonificano i muscoli (con particolare attenzione ai muscoli addominali, dorsali, del pavimento pelvico), favoriscono il riassetto posturale e stimolano il sistema linfatico e circolatorio. Attraverso le tecniche di respirazione si agisce armonizzando corpo, sensi e mente grazie al migliorato apporto di ossigeno con conseguente beneficio sia a livello fisico sia mentale ed emozionale.

Per contatti:

Centro Yoga Armonia – Napoli Vomero
Emanuela 3395074679
Insegnante Yoga – Naturopata in Ᾱyurveda

Associazione Alchemia – Roma Monteverde
Simona 3386191610
Insegnante Yoga

Mamma! Quando te ne vai, salutami!

Ho sempre sostenuto questa teoria. Essere autentici con i propri figli, dir loro la verità sin da quando sono piccoli….

Quando sono rientrata al lavoro mentre mio figlio aveva pochi mesi, ogni volta i primi tempi era dura salutarlo e vederlo piangere disperato…ma poi, giorno dopo giorno, ha accettato sempre più facilmente questa separazione fino a salutarmi con un sorriso….

Ecco perché condivido volentieri questo articolo.

Mamma! Quando te ne vai, salutami!.

“Mi sento sola”: quello che le madri non dicono

Condivido questo articolo perchè penso che qualsiasi mamma ci si può, anche solo in parte, identificare…

Amore di mamma

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Io non so se le madri sono state create per crescere da sole i propri figli. Credo che nel mondo animale succeda così. Ma l’essere umano è, a differenza degli animali, dotato anche di intelligenza, oltre che di istinto.

E allora, una madre che non ha aiuto alcuno per crescere il proprio figlio (tranne quello di un compagno che lavora tutto il giorno ed ha anche lui il suo bel da fare…), che rimane spesso in casa, da sola, a badare completamente a lui, che mette da parte i suoi bisogni, anche quelli primari, come mangiare di corsa prima di mettersi a letto perché lui è stanco e dorme solo attaccato al suo seno o semplicemente per fare una doccia… ecco, allora l’intelligenza, che ha sede nel cervello, rischia di andare a farsi benedire. Perchè il cervello, come recita un detto popolare, “è come un chicco di riso” e se…

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Depressione post-parto. Come riconoscerla.

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Oggi affrontiamo un tema molto delicato: la depressione post-parto. Per far questo ci viene in aiuto il Dottor Antonio Maglione, ginecologo ed ostetrico di Napoli, che a tale proposito descrive il disturbo in maniera dettagliata, dando alcune indicazioni su come prevenirlo, come riconoscerne i sintomi e cosa fare per affrontarli.

“La gravidanza rappresenta per la donna un periodo di profondi cambiamenti non solo fisici ma anche psicologici. In questo periodo è molto importante dare ascolto a ciò che si sente accettando sentimenti contrastanti di felicità, tristezza, paura e gioia.Questo sconvolgimento emotivo può scatenare nelle donne più vulnerabili un’esperienza depressiva di varia intensità.La depressione postnatale è una forma di depressione generale che colpisce circa il 10-20% delle donne ed esordisce generalmente dopo 3-4 settimane dal parto. I primi segnali sono rappresentati da stanchezza,fatica e mancanza di energie che spesso non vengono correttamente interpretati. La madre depressa inoltre tende a vivere in modo ritirato e non ammette il proprio disagio. La depressione post partum ha molteplici manifestazioni cliniche ed uno dei pericoli che maggiormente corre una donna che ha sofferto di questo disturbo è l’elevato rischio di episodi depressivi futuri.
Per diagnosticare correttamente una depressione post partum bisogna innanzitutto differenziarla da altre sofferenze psicologiche riscontrabili nel puerperio: –
•MATERNITY BLUES: disturbo dell’umore di lieve entità che non implica conseguenze piscologiche a lungo termine e ha una remissione spontanea entro due settimane. I sintomi, che si manifestano pochi giorni dopo la nascita del bambino, mostrano una certa instabilità emotiva con pianto facile, ansia, paura, preoccupazioni, irritabilità, tristezza, nervosismo, stanchezza, disturbi del sonno e dell’appetito.
•PSICOSI PUEUPERALE: disturbo dell’umore molto grave e, fortunatamente, poco frequente caratterizzato da depressione, perdita di contatto con la realtà, disturbi della memoria e del pensiero, episodi deliranti e allucinazioni. Questa patologia insorge molti rapidamente o comunque entro i primi due mesi e richiede ospedalizzazione .

•DISTURBO POST TRAUMATICO POSTNATALE: lo sviluppo di questo disturbo dipende dall’esperienza traumatica del parto. I sintomi insorgono a breve distanza dal parto e consistono in una persistente ritualizzazione dell’evento traumatico attraverso pensieri intrusivi, incubi e flashback. Sono inoltre presenti disturbi del sonno, di concentrazione, di memoria, ipervigilanza, irritabilità e rabbia.
La sintomatologia della depressione post partum compromette la salute dalla donna e la sua relazione con il bambino. I sintomi della depressione postnatale sono:
•Umore depresso, tristezza;
•Pianto incontrollato;
•Sensazione di perdita di valore;
•Ansia e attacchi di panico;
•Senso di colpa e autobiasimo;
•Stanchezza, affaticamento;
•Eloquio e movimenti rallentati;
•Perdita di interesse per altre attività tra cui quella sessuale;
•Disturbi dell’appetito;
•Ridotta capacità di concentrazione e di prendere decisioni, confusione mentale;
•Instabilità emotiva;
•Disturbi del sonno;
•Ritiro dal mondo;
•Comportamenti difensivi;
•Giudizio negativo di sé come cattiva madre;
•Negazione dei vissuti depressivi;
•Preoccupazioni ossessive;
•Senso di disperazione, inadeguatezza e pensieri costantemente pessimisti;
•Angoscia, pensieri di morte e idee suicidarie
Quali le conseguenze? La depressione postnatale compromette il benessere non solo della donna ma anche la salute del figlio e la relazione con il partner.
Questo disturbo ha ripercussioni importanti nella funzione materna e nello sviluppo di una adeguata relazione madre – bambino e si presenta, infatti, come un fattore di rischio per lo sviluppo infantile.
Molte ricerche evidenziano come la depressione postnatale abbia degli effetti a lungo termine sul bambino che comprendono disturbi nell’attaccamento, disturbi cognitivi e sociali e disturbi nello sviluppo. La depressione postnatale ha inoltre un elevato rischio di ricadute e di comorbilità con altre patologie. Questo disturbo compromette anche la relazione di coppia. I partner di donne con depressione postnatale hanno inoltre maggiori possibilità di sviluppare un disturbo dell’umore.
Cosa fare? Un approccio preventivo di educazione pre e postnatale è di fondamentale importanza e permette l’individuazione già nel pre-parto delle donne maggiormente vulnerabili. Per ridurre il rischio depressivo sarebbe, infatti, utile mettere in atto degli interventi prima della comparsa del disturbo. Questo tipo di prevenzione primaria può essere fornita anche grazie a degli accoglienti percorsi di accompagnamento alla nascita che permettano alle future madri di trovare spazio per esprimere bisogni, condividere emozioni, informazioni e strategie. La rete sociale e il supporto reciproco diventano fondamentali soprattutto nel periodo successivo al parto. La vicinanza, il sostegno e la condivisione sono fattori importantissimi per accompagnare e sostenere la nascita psicologia della madre.
Oltre ad intervenire sui fattori di rischio, diminuendo soprattutto l’isolamento sociale, esiste la necessità di diagnosticare tempestivamente la depressione post partum per poter intervenire in modo adeguato e ridurre le conseguenze a lungo termine per la donna e per il bambino. E’ fondamentale che la madre mantenga i contatti con amici e famigliari imparando a chiedere aiuto, rafforzando il rapporto con il partner, cercando di comunicare ed esprimere le proprie emozioni e le proprie necessità. Amici, partner e famigliari devono prestare attenzione ai comportamenti, imparare a leggere oltre al silenzio offrendo sostegno nella quotidianità, comprensione e ascolto empatico.
Quando pensiamo alla nascita di un bambino la nostra mente si riempie di immagini di mamme serene e riposate che stringono tra le loro braccia bellissimi e tranquilli neonati. La pubblicità di prodotti per l’infanzia veicola questo messaggio di bellezza, serenità e perfezione dove tutto sembra naturale e semplice. La maternità invece è un periodo complesso dove convivono emozioni contrastanti e dove, a volte, sono presenti difficoltà e sofferenza. Esserne consapevoli permette di contrastare i sensi di colpa, di non percepirsi come cattive madri accettando i propri limiti e imparando a chiedere aiuto. La donna, prima di tutto, deve imparare ad ascoltare, comprendere e comunicare il proprio malessere e, per fare questo, deve sapere di poter ricevere aiuto, sostegno e incoraggiamento da chi la circonda”

Ringraziamo il Dottor Antonio Maglione per il suo speciale contributo.