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Smettila Di Reprimere Tuo Figlio.

 Ho deciso di parlarvi di un libro dal titolo avvastanza provocarorio, ma che ho trovato davvero utile per noi genitori. Si tratta di “Smettila di reprimere tuo figlio”, libro scritto da Roberta Cavallo e Antonio Panarese, formatori specializzati nell’infanzia secondo natura, consulenti genitoriali e fondatori di BIMBIVERI, la società per la crescita felice dei bambini secondo natura.

Dopo essersi formati presso la scuola di formazione L’Oasi Naturale” di Angela Pedicone, infermiera pediatrica, naturopata e ideatrice del metodo “Puericoltura naturopatica”, gli autori hanno deciso di portare avanti i suoi insegnamenti e attività, ispirandosi soprattutto alla sua grande dote di “leggere dentro” i bambini e gli adolescenti e di risolvere le difficili situazioni che le sottoponevano le mamme. Hanno cosi gestito per 5 anni, a partire dal 2008, un centro residenziale con bambini in affido famigliare, collaborando con i servizi sociali. Dopo la morte di Angela gli autori, visti i risultati positivi raggiunti, hanno fondato “Bimbiveri” e hanno creato la “Mappa per la Crescita Felice”, onde fornire tutti gli strumenti per crescere un bambino nella serenità e nella gioia.

“Smettila di reprimere tuo figlio” si propone come guida per noi genitori, in quanto intende aiutarci ad attivare una consapevolezza naturale e innata e fornirci informazioni utili per la gestione delle difficoltà nella crescita dei nostri figli.

Trovo che la straordinarietà del libro stia nelle premesse teoriche che sono alla base dei consigli forniti dagli autori.
Nel rivolgersi a noi genitori, Antonio e Roberta contattano prima di tutto quella parte bambina di noi che, nonostante l’età adulta, forse non é mai cresciuta o é cresciuta male e chiede cancora attenzione, protezione e amore, magari attraverso la malattia, l’ansia, la rabbia, la depressione, la frustrazione…
Tutti siamo venuti al mondo con una sola richiesta: “Tutto quello che i bambini chiedono una volta venuti al mondo è di essere amati, e di essere amati per quello che sono”. [cit]
Ognuno di noi nasce perfetto a modo suo, amabile e speciale. Ma quasi sempre succede che la parte bambina di quelli che si dovrebbero occupare di noi, purtroppo, a suo tempo, non fu amata incondizionatamente. Cosi accade che a nostra volta cadiamo nella trappola del “devi essere/non devi essere”, perpetuando un circolo vizioso che si ripete di generazione in generazione. Per spezzarlo abbiamo bisogno di ricontattare la nostra parte bambina e far pace con lei.
Imparare ad amare noi stessi, smettere di reprimere noi stessi, è dunque il primo passo per poter donare amore incondizionato ai nostri bambini e non “reprimerli”.
Fai di tutto per essere felice, risolvi i conflitti con il passato, amati e realizza te stesso. L’apatia, la rabbia, il rancore sono contagiosi. Tuo figlio ti osserva e ti imita o comunque, anche senza volerlo, assorbe i tuoi atteggiamenti e le tue ferite. Se vuoi che sia davvero felice, iniziare da te è il modo più semplice. [cit]”

Obiettivo del libro è farci capire che dobbiamo imparare a osservare e ascoltare i nostri bambini perché solo loro possono dirci quello di cui hanno bisogno. Mediante la spiegazione delle tre fasi di crescita attraverso le quali passano i bambini da 0 fino a 21 anni, il libro fornisce chiarimenti e consigli pratici su come gestire, accogliere e vivere le varie fasi nel modo meno traumatico possibile.

Molto interessante anche l’analisi del rapporto con il cibo. Il libro illustra come uno stile di vita sano, un’alimentazione equilibrata siano necessari per l’armonia e la crescita serena del bambino e della famiglia. Come bevande gasate, merendine industriali, consumo di latte latticini carne, una vita sedentaria influiscano inevitabilmente sullo sviluppo psico-fisico dei nostri bambini. Vengono anche elencati i 9 falsi miti dell’alimentazione, tra i quali il fatto che il latte di mucca sia fondamentale per la crescita.

In conclusione, data anche la presentazione di molti casi pratici, reputo che il libro sia una fonte preziosa per noi genitori alle prese con l’arduo compito e desiderio quotidiani di realizzare la Crescita Felice dei nostri figli.

A questo link potete leggere le prime 40 pagine del libro:
http://www.anptraining.net/smettila-di-reprimere-tuo-figlio/

Il sito degli autori:
http://www.bimbiveri.it/smettila-di-reprimere-tuo-figlio-bestseller/

La pagina FB di Bimbiveri:
https://www.facebook.com/bimbiveri

Il canale Youtube di Bimbiveri:
https://www.youtube.com/user/Bimbiveri?feature=watch

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Dall’alimentazione alla ricostruzione in gel: trucchi e consigli per unghie impeccabili

  Quanto curiamo noi mamme le nostre unghie? Diciamoci la verità, tra il lavoro, i figli, la casa e gli impegni vari le nostre mani vengono spesso trascurate. Ma è pur vero che oggi pochissime donne, dalle ragazze più giovani alle nonne, rinuncerebbero ad una buona manicure e ad una decorazione in linea con il look oppure con l’umore del giorno.

Le mani sono un importantissimo strumento di comunicazione. Basti pensare a quanto una semplice stretta di mano possa dirci di una persona, già al primo incontro. Molti di noi, poi, sono abituati a gesticolare e a sottolineare il senso delle proprie affermazioni durante una conversazione proprio muovendo le mani, per coinvolgere l’interlocutore ed enfatizzare quanto sostenuto.

L’aspetto delle mani è fondamentale in molti ambiti lavorativi. In tutte le situazioni in cui è previsto il contatto con il pubblico, le mani curate, pulite ed ordinate aiutano a mettere a proprio agio il cliente e a trasmettergli una sensazione di sicurezza ed affidabilità.

Molti uomini e donne confermano che le mani sono uno dei primi particolari che catturano l’attenzione quando si conosce un potenziale partner, confermandone il ruolo di punta per quanto riguarda i meccanismi della seduzione. In sostanza è evidente che, nella società moderna, le mani curate ed attraenti rappresentino un ottimo biglietto da visita, capace di rivelarsi di grande aiuto in molte situazioni diverse.

Quando si parla di cura delle mani, non può certo essere trascurata l’importanza rivestita dalle unghie: una perfetta manicure completa qualunque look, aiutando ad apparire eleganti ed impeccabili in ogni circostanza.

Se è vero che le mani e le unghie curate hanno una grande importanza nel mondo di oggi e sono in cima alla lista delle preoccupazioni estetiche di molte ragazze e donne, è altrettanto vero che mantenerle sempre belle e in ordine non è affatto facile.

Molte delle attività che svolgiamo quotidianamente mettono a rischio l’integrità delle unghie: praticando sport, svolgendo le faccende di casa o quelle lavorative, le unghie possono indebolirsi, assumere un aspetto poco sano, spezzarsi, o andare incontro a vere e proprie patologie.
Sapere come comportarsi in ogni situazione, quali precauzioni prendere per assicurare l’incolumità delle proprie unghie e come agire per risolvere le problematiche più comuni non sempre è facile. Spesso, i trucchi e i consigli di amiche e conoscenti per avere unghie perfette si rivelano privi di fondamento mentre, in altri casi, si commette l’errore di affidarsi a prodotti di scarsa qualità oppure alle mani di onicotecniche ed estetiste poco preparate.

Se l’aspetto delle unghie è fondamentale sia per gli uomini che per le donne , è risaputo che è sopratutto il gentil sesso ad amare le infinite possibilità in termini di stili, forme, colori e decorazioni con le quali è possibile abbellire e valorizzare queste semplici lamelle di cheratina.

La passione tutta al femminile per la nail care  vede le sue origini perdersi nella notte dei tempi. La decorazione delle unghie era, con certezza, già ampiamente diffusa presso gli antichi egizi; tuttavia, testimonianze di pratiche di questo tipo giungono da popoli sparsi in tutto il mondo e da epoche ben più remote.

Nel corso della seconda metà del Novecento, questo costume è andato diffondendosi sempre più e, sull’onda delle tendenze lanciate dalle dive e dalle celebrità del mondo dello spettacolo, si sono susseguite le mode più disparate per quanto riguarda forma delle unghie, colore degli smalti e stili nella loro applicazione.

Il crescente interesse per il mondo della nail care ha rappresentato una ghiotta occasione per le case di produzione di cosmetici, che sfornano a ritmo continuo nuovi prodotti per curare e decorare le unghie: da lime di ogni forma e con qualunque grana a smalti speciali che permettono di ottenere effetti fluo, metallizzati o marmorizzati. 

Negli ultimi anni, sono addirittura nate nuove figure professionali, dedite proprio alla cura delle mani e delle unghie: quella dell’onicotecnica e quella della nail artist. Nel primo caso, ci si riferisce ad una professionista che si occupi di eseguire manicure, applicazioni di unghie finte, ricostruzioni e trattamenti mirati al benessere e alla bellezza della pelle delle mani.

Quella della nail artist è una professione ancora più originale ed interessante: con questo termine si indicano veri e propri artisti dediti alla creazione di decorazioni delle unghie uniche ed originali, che vengono realizzate a mano, utilizzando i più svariati strumenti e facendo ricorso a molte tecniche diverse. La bellezza delle opere realizzate da alcuni di questi artisti ha già portato all’organizzazione di competizioni e mostre, in occasione delle quali si celebra il fascino di questi piccoli capolavori, effimeri per definizione, ma di grande impatto estetico.
Per fare un po’ di ordine nella miriade di informazioni che è possibile reperire in tema di nail care, cerchiamo di prendere in considerazione gli aspetti salienti che devono essere valutati se si desidera far sfoggio di una manicure insuperabile e soprattutto sana.

Nutrire le unghie dall’interno

L’alimentazione gioca un ruolo di primo ordine nel garantire la nostra salute e bellezza. Questa regola vale in assoluto, ma in modo ancora più specifico per la pelle, le unghie e i capelli.

Questi tessuti, infatti, sono soggetti ad un continuo ricambio legato agli stress meccanici, fisici e chimici che continuamente subiscono. Affinché lo sviluppo e la crescita delle nuove cellule possa avvenire in modo corretto, è essenziale che l’organismo disponga di tutti i nutrienti necessari.

Proteine e aminoacidi sono in assoluto i composti più importanti per la salute delle unghie. La lamella ungueale è difatti costituita da cellule morte colme di cheratina, una particolare sostanza proteica che costituisce anche i capelli e lo strato corneo della pelle.

Per questo motivo è importante che la nostra dieta preveda sempre un sufficiente apporto di proteine, presenti in abbondanza nella carne, nel pesce e nei legumi e, più nello specifico, di aminoacidi solforati (metionina e cisteina), contenuti soprattutto nell’albume d’uovo e nelle carni bianche.

Anche i sali minerali svolgono un ruolo importante nel processo di formazione delle unghie e l’assunzione di alimenti ricchi di ferro, zinco, selenio e rame, aiuta a contrastare lo sviluppo delle classiche macchioline bianche sulla loro superficie (leuconichia).

La vitamina A e quelle del gruppo B, in particolare la vitamina B6 o piridossina sono coinvolte nel processo di sintesi della cheratina e, per questo motivo, una loro carenza si riflette immediatamente sull’aspetto delle unghie, che appariranno più fragili e tenderanno a sfaldarsi. Queste vitamine sono presenti in elevate quantità negli alimenti di origine vegetale di colore rosso e arancione, nei cereali e negli ortaggi verdi.

Il lievito di birra (Saccharomyces cerevisiae), tipicamente assunto sotto forma di capsule, rappresenta un integratore alimentare ottimo per la salute della pelle e degli annessi cutanei, proprio perché naturalmente ricco di aminoacidi solforati e vitamine del gruppo B. Può essere assunto periodicamente per rinforzare le unghie e proteggerle nei periodi di maggiore stress.

Bere molta acqua nel corso della giornata è un’abitudine molto salutare che si rivela utile anche per mantenere lucide e compatte le unghie che, specie con il passare degli anni, tendono a perdere la capacità di mantenere una buona idratazione, apparendo sempre più opache.

Manicure e trattamenti di bellezza

Per avere mani belle e in ordine è indispensabile concedersi almeno una manicure settimanale. La soluzione migliore è quella di rivolgersi ad un centro estetico e godersi un’esperienza rigenerante, affidandosi alle cure esperte di una onicotecnica.

Per chi fosse in cerca di un modo per contenere le spese e per le amanti del fai-da-te, è sempre possibile prendersi cura da sole delle proprie unghie.

Gli step fondamentali per una manicure perfetta sono:

  • pulizia della mani, che devono essere levate con un sapone neutro e delicato, per poi essere asciugate con cura. Ogni residuo di smalto o di precedenti trattamenti deve essere rimosso facendo ricorso agli appositi solventi;
  • taglio e limatura delle unghie, passaggio durante il quale le lamelle vengono accorciate e modellate nella forma desiderata. È importante che i margini delle unghie risultino perfettamente lisci e privi di irregolarità;
  • ammollo delle mani in una soluzione di acqua calda e succo di limone, oppure contenente oli essenziali dall’azione tonificante e rilassante;
  • rimozione delle cuticole, che non devono essere tagliate ma sistemate utilizzando un bastoncino di arancio.

A questo punto, le unghie sono pronte per essere smaltate e colorate. L’applicazione di un prodotto classico, indipendentemente dalla tonalità desiderata, deve avvenire secondo le seguenti regole:

  • lo smalto deve essere steso utilizzando l’apposito pennellino, solo dopo averlo liberato dal prodotto in eccesso, premendolo contro il bordo interno del collo della boccetta;
  • il colore va steso dal margine superiore dell’unghia a quello inferiore, con pennellate ampie e continue;
  • si deve procedere stendendo un primo strato ed aspettando che asciughi completamente, senza soffiare o ricorrere al phon o ad altri espedienti. Per ottenere un colore più intenso è possibile ripetere l’operazione applicando un secondo strato di smalto;
  • infine, è consigliabile ricorrere ad uno smalto sigillante, che vada a fissare il risultato ottenuto aumentandone la durata.
  • Eventuali sbavature possono essere corrette usando un bastoncino di cotone bagnato con l’acetone.

    A tal proposito, è importante sottolineare che questo composto, utilizzato per la rimozione dello smalto, esercita un’azione molto aggressiva sull’unghia, disidratandola fortemente.

    Per questo motivo, si consiglia di lasciar sempre trascorrere qualche giorno tra un’applicazione di smalto e quella successiva e di non cambiare il colore troppo frequentemente. Può essere una buona idea ricorrere all’uso di prodotti naturali che presentino formulazioni delicate.

    Di tanto in tanto è opportuno lasciare le unghie libere, per dar loro modo di rigenerarsi, sottoponendole a qualche trattamento nutritivo e riparatorio.

    Esistono molti prodotti naturali che possono rivelarsi alleati perfetti della bellezza delle nostre unghie. Tra questi, vogliamo ricordare l’olio di oliva e il succo di limone, con cui è possibile preparare un’emulsione idratante e schiarente da stendere sulle unghie.

    Allo stesso modo, l’olio di mandorla, di ricino e di germe di grano, in virtù del loro elevato contenuto di vitamina E dalle spiccate proprietà antiossidanti, sono perfetti per andare a nutrire e a proteggere le unghie.

    La ricostruzione in gel

    Da qualche anno a questa parte, si è andato affermando un trattamento grazie al quale è possibile ottenere unghie davvero perfette, decorate a proprio piacimento e molto durature: la ricostruzione in gel. Si tratta di un escamotage perfetto per chi presenta unghie fragili e molto lente nella crescita, oppure per chi sogna una manicure sempre curata pur avendo poco tempo a disposizione. Uno specifico gel va a ricoprire l’unghia naturale e, una volta reso solido grazie alla reazione di polimerizzazione catalizzata da una lampada UV, questo forma una struttura molto rigida che può tranquillamente resistere per settimane.

    Rispetto alle unghie finte di un tempo, che venivano incollate sul corpo ungueale, con le ricostruzioni si ottengono risultati molto più fini e naturali.

    Un lavoro davvero impeccabile richiede una buona manualità e molta esperienza, specie per la fase di preparazione dell’unghia, che deve essere accuratamente limata, sgrassata e trattata con prodotti che ne aumentino l’adesività e per la stesura del gel, che deve formare una bombatura nella giusta posizione per garantire la stabilità dell’intera struttura.

    Facendo un po’ di pratica sarà possibile realizzare le ricostruzioni anche senza rivolgerci ad un centro estetico. In ogni caso, rimane essenziale la scelta di prodotti di qualità, possibilmente made in Italy e con la garanzia di formulazioni sicure e a norma di legge.

    Usufruendo dei servizi offerti un portale e-commerce dedicato alle forniture per centri estetici, si avrà la possibilità di reperire dei gel per la ricostruzione delle unghie efficaci, inodore e atossici, scegliendo tra un’ampia selezione di nuance e texture.

    Tra gli altri prodotti e strumenti necessari per realizzare le unghie in gel ricordiamo lo sgrassatore, il primer acido, il gel base e quello fissante (a meno che non si opti per il gel monofasico, ovvero tutto in uno), nonché le lime, il buffer e il fornetto UV.

    La rimozione delle coperture in gel rappresenta una fase molto delicata. In molte commettono l’errore di rimuovere le unghie artificiali un pezzetto alla volta, strappandole e danneggiando seriamente l’unghia naturale sottostante. L’unico modo sicuro di agire consiste nell’utilizzare una lima o una fresa per rimuovere tutto il gel, facendo attenzione a non intaccare la lamella ungueale.

    Il pericolo onicomicosi

    Uno dei nemici più insidiosi per la bellezza delle nostre unghie è rappresentato dalle onicomicosi, ovvero le infezioni fungine.

    Questa patologia è molto frequente, data la semplicità con cui può essere contratta. Il contatto con strumenti per la manicure, o con superfici contaminate con le spore fungine è la prima causa di onicomicosi, una condizione che causa prurito, fastidio ed altera profondamente la struttura dell’unghia favorendone lo sfaldamento e modificandone il colore.

    Oltre a risultare particolarmente antiestetica, un’unghia colpita da un fungo, se non trattata, può addirittura andare incontro all’onicolisi, ovvero al distacco della lamella dal letto ungueale.

    La prevenzione di questa patologia richiede l’osservazione di un’attenta igiene, per cui è necessario evitare di condividere gli strumenti per la manicure con altre persone e pretendere che ne vengano impiegati di sterilizzati o monouso quando ci si sottopone ad un trattamento estetico. Particolare attenzione deve essere posta nelle piscine e negli spogliatoi, dove è importante non camminare mai scalzi.

    La cura di un’onicomicosi richiede tempi piuttosto lunghi, ma raramente sfocia in complicazioni. Per il trattamento è possibile ricorrere a creme antimicotiche o a smalti curativi contenenti sostanze fungicide, in funzione dell’estensione della lesione. É inoltre importante intervenire in maniera tempestiva per evitare che il fungo si diffonda alle unghie limitrofe.

    Attenzione allo stress

    Lo stress è un grande nemico della nostra salute e della nostra bellezza e ciò vale anche per le unghie. Più nello specifico, è in costante aumento il numero di persone che soffrono di onicofagia, ovvero dell’irresistibile impulso a mangiarsi le unghie anche in età adulta. Questa patologia, ufficialmente inserita nella lista dei disturbi ossessivo-compulsivi, è spesso associata a stati ansiosi e ad una scorretta gestione delle stress.

    Oltre a rappresentare un comportamento molto sconveniente, l’onicofagia può causare gravi danni alla struttura delle unghie, rovinandole anche in modo irreparabile e provocando dolorose infezioni.

    Si può cercare di limitare questo comportamento utilizzando gli speciali smalti dal sapore repellente, o indossando guanti protettivi ma, in alcuni casi, si rende necessario intervenire sulle cause profonde del problema avvalendosi

    Cosa pensano le mamme italiane della nuova definizione di “famiglia”

      

    Ormai la definizione di “famiglia” si è evoluta, e mentre in Italia noi mamme facciamo fatica ad accettare questo cambiamento, in realtà anche il Parlamento Europeo ne ha preso atto. Oggi esistono le famiglie tradizionali e quelle omogenitoriali, quelle conviventi e quelle lesbiche e gay.

    Osservando i tempi di oggi è evidente come non siano un inno alla stabilità affettiva e relazionale e come sia in crisi cosa significhi realmente stare insieme e fare famiglia. Molti vivono relazioni flessibili, a tempo, che si esauriscono e che non si basano sull’incontrovertibilità di una scelta. Al contempo i limiti all’interno di ogni relazione vengono stabiliti dai protagonisti e dall’esterno non è ammissibile alcun giudizio. 

    Mi sono consultata con varie mamme prima di scrivere questo articolo e siamo tutte d’accordo sul fatto che tutti i nuclei famigliari debbano poter vivere dignitosamente e non schiacciati dalla morsa del fine mese e dal clima di precarietà che regna oggi, senza perdere tempo a fare distinzioni rispetto a cosa sia e cosa non sia la famiglia. 

    Ci siamo chieste: due donne anziane vedove che vivono insieme non sono una famiglia? Una ragazza madre e due figli non sono una famiglia? Due uomini che si amano e che condividono i loro spazi e le loro risorse non sono famiglia? Perchè due lesbiche non possono formare una famiglia, sentirsi madri adottando o prendendo in affidamento un bimbo, consentendogli possibilità che la condizione di orfano non può permettergli?
    Meno accordo lo abbiamo trovato sulla scelta di metter al mondo figli in caso di nuclei familiari omosessuali perché alcune di noi lo reputano un atto innaturale, con tutto il rispetto per chi opera questo tipo di scelta.  

    A molte di noi piace l’idea della bella la famiglia del Mulino Bianco formata da padre, madre e figli che vivono insieme in armonia. Ma, diciamoci la verità, quante ne esistono/resistono!??? 

    Di una cosa, tutte noi, come mamme, siamo convinte più di tutto: che la tutela del bambino/a sia da mettere al centro di qualsiasi discussione sulla famiglia e che i politici debbano preoccuparsi soprattutto di comprendere quale sia il reale bene per lui/lei, al di là di ogni definizione concettuale! 

     

    Un corredino neonato da Mamme Super

     Una mamma super del gruppo, Barbara, fa il bis dopo 4 anni…..ricorderà tutto quello che occorre per il piccolo in arrivo? E le future neo mamme saranno super-informate sul necessaire per il neonato?

    La presenza di un fiocco azzurro o di un fiocco rosa alla porta non è soltanto sinonimo di felicità e speranza, ma anche di tanta responsabilità in più per i genitori, soprattuto se novelli. Una nuova creatura sta per fare il suo ingresso in questo mondo caotico e imprevedibile, e sta a noi fare in modo che non le manchi nulla fin dal primo giorno. Allestire un “corredino neonatonon è un’incombenza facile, ma qualcosa a metà tra un lavoro a tempo pieno e un’arte. L’impegno e il tempo necessario sono infatti notevoli, così come l’importanza di elementi estetici nella scelta degli accessori da acquistare. Si tratta, insomma, di un lavoro per super mamme!

    Accessori di lungo corso: il seggiolone

    Iniziamo subito col dire che non tutti gli accessori per neonati propagandati come indispensabili, lo sono strettamente. In primo luogo perché molti di questi sono sempre più degli ibridi, pensati per poter svolgere in maniera adeguata (seppur non ottimale) il compito solitamente affidato a un altro. Altri accessori fanno parte del corredino neonato da tempo immemore: è il caso del seggiolone, che non a caso è il componente del corredo per bambini maggiormente tramandato di generazione e generazione. I vecchi modelli in plastica dura sono ancora perfettamente utilizzabili, anche se risentono sempre più la concorrenza di quelli moderni, più leggeri, ergonomici e regolabili. Spesso tra un seggiolone e il “suo” bambino si crea un certo feeling, un “effetto oasi”: per questo la possibilità di poterlo chiudere e portare con sé in vacanza e in trasferta non è da sottovalutare.

    I più in voga del momento: fasciatoio e fascia porta bebè

    Tra gli accessori del corredino neonato più “alla moda” del momento ci sono sicuramente il fasciatoio e la fascia porta bebè, e per motivi tutt’altro che banali, superficiali e passeggeri. Il successo del primo deriva da una semplice constatazione: nella nostra vita ci aspettano, in media, 5000 cambi di pannolino per ogni figlio. Non è quindi naturale voler investire su un accessorio in grado di accelerare l’operazione del cambio, e renderla più pratica e sicura? Le fasce porta bebè, invece, devono il loro successo a una serie di studi sull’attaccamento. Secondo questa teoria, favorire il contatto tra madre (o padre) e bambino nei primi mesi intensifica il legame tra loro, riducendo il pianto e favorendo sorrisi e lunghe dormite. Inoltre, portare il bambino in fascia (facendo attenzione a legarla correttamente) ci permette di avere le mani libere e di poterci dedicare ad altre incombenze.

    Tante altre cose da ricordare

    Del corredino neonato fanno parte, ovviamente, tanti altri vestiti e accessori. I primi, in particolare, dovranno essere acquistati anche in base alla stagione in cui verranno indossati, scegliendo di conseguenza tra cotone, lino, caldo cotone e così via. Ci sono, poi, prodotti che vanno ad esaurimento e devono essere continuamente rimpiazzati: ecco perché ricevere in dono una torta di pannolini è sempre un piacere! Ma forse questo Barbara, come tutte le mamme bis, lo ricorda….per le neomamme, invece, per tenere traccia di questa lunga lista, ed essere sicure di avere tutto l’occorrente anche fuori di casa, vi proponiamo questa pratica infografica. Un rapido confronto vi permetterà di accertarvi di non star dimenticando nulla di fondamentale!
      
    Auguri Barbara, auguri a tutte le bis- e neo- Mamme Super  in attesa!

    Festa della mamma 2015. Ecco come mamma che cosa è cambiato.

      
    Festeggio per la quarta volta questa festa, e mi rendo conto quest’anno più che mai di quanto la mia vita da  mamma mi stia cambiando, modellando di anno in anno, fuori, ma più di tutto dentro….allora mi domando: se non fossi mamma farei la stessa vita che faccio ora? Mi troverei nello stesso luogo in cui vivo ora? avrei fatto le stesse scelte di lavoro? Avrei coltivato gli stessi hobby? Forse no…  Ma questo non vuol dire che rimpiango il periodo che precede la mia maternità. Ciò che sto capendo sempre di più è che la maternità ha tirato fuori risorse che nemmeno conoscevo o pensavo di avere, e che più di tutto mi ha rimesso in contatto con la mia vera essenza, la mia natura, facendomi ritrovare parti di me che avevo messo da parte in nome di una realizzazione professionale a tutti i costi… Anche se ho lasciato diverse cose che prima di partorire pensavo mi rendessero felice, oggi, a distanza di 4 anni, mi sento più appagata dal “cambiamento” in nome di mio figlio e della mia famiglia.  Quelle scelte che in certi momenti mi sembravano rinunce, perdite, a volte errori, quegli eventi inspiegabili come il dolore, la malattia e la sofferenza, in realtà, senza trovare una riposta razionale e immediata, preparavano la strada a nuove occasioni di felicità… E non vuol dire che tutti i problemi si siano magicamente risolti, che non esista la stanchezza, che non ci siano difficoltà e che non perda mai la pazienza…quello che sta accadendo è che vedo tutto con occhi nuovi, una mente più lucida, un cuore più grande, uno spirito più sereno e soprattutto un’anima più libera….semplicemente perché ho assecondato il mio essere madre….

    Auguri a tutte le Mamme, quelle che sono cambiate, che continuano a cambiare e che non cambieranno mai…

    “NASCERE A ROMA” – Dove e come partorire nella Capitale.La prima guida gratuita per future mamme in DVD

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    Per tutte le future mamme che intendono partorire a Roma ma non sanno come orientarsi nella scelta della struttura e hanno dubbi su come gestire il post-parto, ecco in arrivo domani 10 Aprile 2015 presso 700 farmacie di Federfarma Roma  la II edizione di “NASCERE A ROMA”, la prima guida gratuita di orientamento al parto in DVD, che aiuta nelle scelte legate alla gravidanza e alla nascita del proprio bimbo, ricca di clip video realizzate in 14 punti nascita (quelli che contano più di 1.000 parti) ed interviste ad esperti. 

    Distribuita gratuitamente lo scorso giugno in 15.000 copie nelle farmacie, grazie all’importante collaborazione di Federfarma Roma, la guida è andata esaurita in pochi mesi mentre la richiesta continua ad essere costante. Ed ecco dunque che il 7 aprile in Campidoglio è stata presentata la seconda edizione di “Nascere a Roma” (da un’idea di Laura Ricci, regia Luigi Rotondo, per la parte giornalistica Francesca Romana Gigli e Patrizia Notarnicola), patrocinata dall’Assessorato alla Scuola, Sport e Partecipazione dei Cittadini di Roma Capitale e prodotta da Leeloo srl e Studiomaker sas.

    Dal 10 aprile saranno reperibili presso le 700 farmacie di Federfarma Roma altre 15.000 copie con aggiornamenti e nuovi contenuti.

    Uno strumento utile e capace di dare un aiuto concreto nella scelta della struttura in cui partorire e nell’affrontare dubbi e paure subito dopo il ritorno a casa. E’ stato questo il giudizio unanime ed entusiasta dei genitori romani su “Nascere a Roma”.

    Oltre agli aggiornamenti su alcuni cambiamenti avvenuti nelle strutture visitate (Casilino, Città di Roma, Cristo Re, Fabia Mater, Fatebenefratelli Isola Tiberina, Policlinico Gemelli, Grassi di Ostia, Pertini, San Camillo, Santa Famiglia, San Filippo Neri, San Giovanni Addolorata, San Pietro, Policlinico Umberto I), la seconda edizione di “Nascere a Roma”offre ulteriori spunti. Tra le novità, nel capitolo degli esperti, l’intervista allo psicoterapeuta Antonio Fenelli su un tema delicato, forse ancora un tabù per molte coppie: il sesso in gravidanza e subito dopo il parto. I rapporti sessuali possono creare danni al nascituro o invece portano benefici? Ci sono delle differenze a seconda dei trimestri della gravidanza?
    Come recuperare l’intimità della coppia dopo la nascita? “Nascere a Roma” ha cercato le risposte con il consueto obiettivo di informare ed aiutare.
    La clip “Chi ben comincia” offre preziosi consigli sul ritorno a casa.
    E poi c’è la preparazione della valigia per andare a partorire, il rito che agita le donne talvolta anche mesi prima: un divertente video, realizzato con la tecnica stop-motion, ricorda alle partorienti quello che è utile portare in ospedale per sè e per il proprio bambino.

    Infine con questa seconda edizione parte l’iniziativa “Raccontaci il tuo parto”: le mamme e i papà potranno inviare il proprio videomessaggio o una foto all’indirizzo info@nascerearoma.it per testimoniare uno dei momenti più importanti della loro vita. I più belli saranno pubblicati sui canali di “Nascere a Roma” (facebook, twitter e youtube) e nella prossima edizione della guida.

    Nascere a Roma” fa parte del più ampio progetto “Nascere in Italia” che le società produttrici Leeloo srl e Studiomaker sas intendono realizzare con approfondimenti in ogni regione italiana. La prossima tappa sarà Milano per raccontare il percorso nascita del capoluogo lombardo con “Nascere a Milano”, che sarà presentato a giugno 2015.

    La II edizione di “Nascere a Roma” è stata realizzata con il sostegno di Artsana s.p.a. e
    l’esperienza dell’Osservatorio Chicco, Sanofi Pasteur MSD e Mammamatta.

    Info e contatti:

    Yoga in gravidanza e post parto: per vivere questo momento in armonia con se stesse

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    Da praticante di yoga e riconoscente verso questa disciplina e verso le mie “maestre” per i benefici che hanno apportato alla mia salute e alla mia vita, desidero fornire alcune informazioni utili a tutte le donne, in particolare alle future mamme e alle neo-mamme. Sono certa che ogni momento della propria vita è quello giusto per iniziare a praticare Yoga, ma dalla mia esperienza posso dire che se si sta per attraversare o si sta presentando un cambiamento, di qualsiasi natura, allora questo è proprio il momento migliore per iniziare la pratica dello Yoga.
    Ringrazio Emanuela per le preziose info fornitemi, Selene, mia maestra di “sopravvivenza”, e infine Simona, mia maestra del “cambiamento”.

    Yoga: per conoscere se stessi e vivere in armonia

    Yoga in sanscrito significa unione, è una disciplina completa che ha avuto origine in India migliaia di anni fa. E’ il più antico metodo di crescita personale, il cui scopo è il raggiungimento della pace interiore e della consapevolezza di noi stessi e dei cambiamenti che avvengono a livello fisico e mentale. Lo Yoga mira a sviluppare il corpo, la mente e lo spirito in modo naturale, attraverso esercizi di scioglimento e semplici posizioni, tecniche di respirazione e tecniche di rilassamento. Le posture (asana), statiche o dinamiche, devono essere assunte senza sforzo e senza mai oltrepassare i propri limiti fisici o forzare il movimento; la respirazione (pranayama) consiste di tecniche volte all’acquisizione del corretto meccanismo di inspirazione-espirazione; il rilassamento è volto a migliorare la concentrazione e ad allontanare ansie e tensioni portando il corpo al completo abbandono e la mente ad un elevato stato di coscienza. A livello fisico, la pratica dello Yoga tende a favorire il benessere di ogni singola parte del corpo agendo in maniera dolce su muscoli, sistema scheletrico, articolazioni, organi interni ed intervenendo nel ripristinare il giusto equilibrio tra di essi e mantenere e/o migliorare lo stato di salute. A livello mentale, lo Yoga agisce aumentando la concentrazione, rendendo consapevole l’azione, favorendo la stabilità emotiva e l’intuizione, allontanando lo stress e aumentando l’energia positiva.

    Yoga per le future mamme

    Durante la gravidanza, ogni donna intraprende un viaggio attraverso trasformazioni fisiche e mentali che, con gradualità, la condurranno al parto. Lo Yoga predispone le future mamme a percepire il corpo, gestire i cambiamenti in maniera serena e positiva e trasmettere al bambino uno stato di calma dovuto a tecniche fisiche e pratiche di respirazione e rilassamento. Le tecniche di respirazione producono benefici effetti sia sul corpo sia sulla mente e possono esser praticate durante tutta la gravidanza fino al momento del parto stesso. Ad ogni trimestre, gli scioglimenti e le posizioni saranno adeguati alle trasformazioni del corpo in modo da apportare beneficio e sollievo ai più comuni disturbi legati alla gestazione (in particolare quelli a carico della colonna vertebrale) senza provocare disagi o arrecare danni.

    Per praticare yoga prenatale non è necessario aver precedentemente seguito un corso. Le mamme neofite dello yoga avranno maggior attenzione nel dedicare tempo a comprendere e assimilare le posizioni, senza forzare i movimenti e lasciando che sia la postura ad adeguarsi al corpo e non il contrario. Per le mamme che hanno già esperienza di yoga, la raccomandazione sarà quella di tener conto dei cambiamenti del corpo e della necessità di adeguare posture già conosciute senza voler a tutti i costi eseguire le pratiche fisiche come lo si faceva prima della gravidanza.
    Le lezioni prevedono: tecniche per lo scioglimento e la flessibilità articolare e muscolare, esercizi per il pavimento pelvico, per la flessibilità della colonna vertebrale (prevenzione del mal di schiena), esercizi per la flessibilità dei muscoli dell’anca e del bacino, posizioni antalgiche da assumere in travaglio. Tecniche di respirazione diaframmatica, toracica e clavicolare e loro applicazione in gravidanza e durante il travaglio. Pratiche di rilassamento guidato. Al termine del percorso, verranno proposte tecniche di respirazione per la rieducazione del respiro toracico e suo potenziamento, simulazioni delle varie fasi del travaglio e della fase espulsiva.

    Yoga prenatale trimestre per trimestre e Yoga post parto

    Primo trimestre: si suggerisce di iniziare la pratica di yoga prenatale dopo la 16a settimana poiché nel 1° trimestre il corpo deve aver il tempo di adattarsi ai cambiamenti ormonali e al rapido sviluppo del bambino. Consigliate sono le tecniche di respirazione yogica sotto la guida di istruttori qualificati più che la pratica fisica.

    Secondo trimestre: è il periodo migliore per praticare Yoga Prenatale. Nonostante il corpo cambi e la stanchezza cresca, il pancione non impedisce ancora i movimenti e la pratica costante prepara per i notevoli cambiamenti delle settimane a venire. Consentire al sangue di defluire correttamente verso l’utero.

    Terzo trimestre: a livello sia fisico sia mentale l’ultimo trimestre è molto impegnativo. Nei mesi precedenti la mamma praticante di Yoga ha imparato a conoscere il proprio corpo, ha assistito ai vari cambiamenti con serenità e consapevolezza e, soprattutto, ha imparato a conoscere ed accettare i propri limiti.

    Post-parto: a conclusione di un così importante percorso, la neomamma dovrebbe trovare un piccolo angolo di spazio e tempo da dedicare in completa serenità a se stessa, per ripristinare il rapporto tra interiorità ed esteriorità, per riprendere contatto con la propria fisicità. Le posture yoga agiscono sulle articolazioni, tonificano i muscoli (con particolare attenzione ai muscoli addominali, dorsali, del pavimento pelvico), favoriscono il riassetto posturale e stimolano il sistema linfatico e circolatorio. Attraverso le tecniche di respirazione si agisce armonizzando corpo, sensi e mente grazie al migliorato apporto di ossigeno con conseguente beneficio sia a livello fisico sia mentale ed emozionale.

    Per contatti:

    Centro Yoga Armonia – Napoli Vomero
    Emanuela 3395074679
    Insegnante Yoga – Naturopata in Ᾱyurveda

    Associazione Alchemia – Roma Monteverde
    Simona 3386191610
    Insegnante Yoga

    Visitare Napoli coi bambini senza pensieri e in tutta leggerezza.

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    Se siete mamme a cui piace viaggiare sappiate che Napoli è una meta stupenda, almeno una volta nella vita bisogna visitarla…e da napoletana che ha cambiato città posso dire che a rovinarne la reputazione è in gran parte la cattiva pubblicità…i panorami mozzafiato, il calore della gente, i vicoli, i mille colori, l’odore del mare (per dirla alla PINO – grazie grande uomo e artista!) valgono la pena un viaggio breve o lungo che sia!
    Dunque, se non vi lasciate scoraggiare, il mio consiglio per voi mamme in visita a Napoli e/o dintorni, con bambini piccoli al seguito, è di stare senza pensieri…alleggerire la mente e soprattutto il carico!

    E per quest’ultimo fine ci viene incontro Ilenia, mamma super di Greta e Andrea, 3 anni, e ideatrice di BabyOnTour Napoli, agenzia di noleggio articoli per bambini per le famiglie in visita a Napoli e dintorni.

    “Prima di avere Greta, viaggiavo parecchio” racconta Ilenia, “una volta diventata mamma non ho voluto rinunciare a questa passione. Ma quando ho fatto il primo viaggio con Greta (all’epoca 15 mesi) in Spagna e da sola con un’amica senza figli e senza esperienza, portando il passeggino, oltre ai bagagli e a tutto il necessario per mia figlia, non mi è sembrata una vera vacanza…Una volta rientrata a Napoli, ho pensato che se al mio arrivo a Barcellona avessi trovato il passeggino, un seggiolino auto, un vasino, pannolini e quant’altro mi sarei stressata molto meno…e soprattuto il passeggino non si sarebbe distrutto, visto che in aereo viene posto nella stiva! Così, facendo una ricerca sul web, ho scoperto l’esistenza di agenzie di noleggio di articoli per bambini a servizio dei viaggiatori nelle principali città di tutto il mondo, incluse Roma e Milano, ma non a Napoli! E ho deciso pertanto di avviare questo progetto.”

    Less stress more fun. Viaggiare senza pensieri. Questo il motto di BabyOnTour Napoli. “Il mio obiettivo,” precisa Ilenia, “è rendere le vacanze per chi si reca nella mia splendida città più leggere e senza pensieri, in qualunque modo si viaggi, che sia in auto, in treno o in aereo.”
    Andando sul sito http://www.babyontournapoli.com, si può facilmente noleggiare tutto l’occorrente per le famiglie che sono in viaggio a Napoli e dintorni: passeggini, seggiolini auto, seggioloni pappa, lettini da campeggio, marsupi portabebè, marsupi trekking e tanto altro. Su richiesta BabyOnTour Napoli fornisce anche pannolini, salviette, etc. E assicura che tutti gli articoli vengono puliti, lavati ed igienizzati ad ogni singolo utilizzo. L’agenzia è aperta h24, tutti i giorni, ed il personale operativo effettua consegne e ritiri in tutta la Campania. Inoltre, il servizio presso l’aeroporto di Capodichino è gratuito.

    E per tutte le iscritte al nostro blog MammeSuper viene riservato uno sconto speciale compilando questo form:

    Per info:
    BabyOnTour Napoli
    Baby Equipment Rental – Noleggio Articoli per Bambini
    http://www.babyontournapoli.com
    info@babyontournapoli.com

    Mamma! Quando te ne vai, salutami!

    Ho sempre sostenuto questa teoria. Essere autentici con i propri figli, dir loro la verità sin da quando sono piccoli….

    Quando sono rientrata al lavoro mentre mio figlio aveva pochi mesi, ogni volta i primi tempi era dura salutarlo e vederlo piangere disperato…ma poi, giorno dopo giorno, ha accettato sempre più facilmente questa separazione fino a salutarmi con un sorriso….

    Ecco perché condivido volentieri questo articolo.

    Mamma! Quando te ne vai, salutami!.

    Ottobre: un mese importante per la prevenzione e la lotta ai tumori al seno

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    Care amiche mamme, donne, questo mese per noi tutte è molto importante. Siamo nel mese di ottobre: il mese della Campagna Nastro Rosa di sensibilizzazione per la lotta ai tumori al seno.
    La Campagna Nastro Rosa ideata nel 1989 negli Stati Uniti da Evelyn Lauder ed esportata in oltre 70 Nazioni, nasce con l’obiettivo di ampliare la cultura della prevenzione nel campo della salute, in particolare si propone di sensibilizzare le donne sulla necessità di sottoporsi ad opportuni esami per prevenire il tumore del seno. Nel mese di Ottobre vengono realizzate quindi diverse attività per rendere visibile ed efficace il messaggio sull’importanza vitale della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori della mammella, informando il pubblico femminile anche sugli stili di vita correttamente sani da adottare e sui controlli diagnostici da effettuare.
    In Italia la Campagna Nastro Rosa è presente da 21 anni, frutto di un’importante collaborazione tra Estée Lauder Companies e la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, LILT, da quasi 90 anni impegnata nella promozione della salute e nella diffusione di una corretta cultura della prevenzione oncologica.
    Pertanto durante il mese di ottobre i 397 Punti Prevenzione o ambulatori LILT, la maggior parte dei quali all’interno delle 106 Sezioni Provinciali della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, saranno a disposizione per visite senologiche e controlli diagnostici clinico-strumentali.
    Per conoscere giorni e orari di apertura dell’ambulatorio LILT più vicino, in cui poter effettuare esami di diagnosi precoce e controlli, si può chiamare per informazioni il numero verde SOS LILT 800-998877 o consultare i siti http://www.lilt.it o http://www.nastrorosa.it.

    È importante scoprire il tumore il più precocemente possibile. Scoprendo un tumore quando misura meno di un centimetro, la probabilità di guarigione è di oltre il 90%, gli interventi sono conservativi e non procurano danni estetici alla donna.

    Quali sono gli esami per scoprire precocemente il tumore?

    Gli esami più importanti per la diagnosi di un tumore mammario sono:

    Visita clinica senologica
    È l’esame della mammella eseguito dal proprio medico o da uno specialista (esperto in senologia), al fine di riscontrare l’eventuale presenza di noduli o di altri segni clinici sospetti, meritevoli di ulteriori indagini. La visita, anche se eseguita da medici esperti, non è però sufficiente ad escludere la presenza di tumore e qualsiasi risultato deve essere integrato da altri esami. In presenza di un nodulo, l’esame clinico deve far parte integrante degli accertamenti diagnostici strumentali. La visita senologica è anche l’occasione per un colloquio approfondito con la donna sul problema “cancro della mammella”.

    Autoesame
    È il controllo che la stessa donna dovrebbe eseguire ogni mese. Esso consiste nell’osservazione allo specchio delle proprie mammelle e nella palpazione delle stesse. La metodologia di esame è semplice, ma è bene che sia un medico ad insegnarla. È particolarmente importante che la donna comprenda che il fine dell’autoesame non è la diagnosi bensì, la sola “conoscenza” delle caratteristiche delle proprie mammelle e quindi l’individuazione di eventuali cambiamenti verificatisi nel tempo e/o persistenti, da comunicare tempestivamente al proprio medico. È anche utile evidenziare con una leggera spremitura del capezzolo se sono presenti secrezioni.

    In particolare fare attenzione se:
    -La cute della mammella o dell’areola sembra alterata, arrossata, ispessita o retratta.
    -Il capezzolo appare retratto, soprattutto se la rientranza del capezzolo è di recente comparsa e se sulla cute dell’areola compaiono delle piccole eruzioni cutanee o delle crosticine.
    -Comparsa spontanea di secrezioni dal capezzolo, soprattutto se sierosa o ematica.
    -Alla palpazione della mammella o del cavo ascellare noti la comparsa di una tumefazione.
    -La mammella ti sembra arrossata ed aumentata di volume. Non preoccuparti invece se periodicamente accusi dolore o senso di tensione al seno, soprattutto in corrispondenza del ciclo mestruale.

    Mammografia
    È la tecnica più idonea e valida nel diagnosticare, con una metodologia piuttosto semplice, la maggior parte dei tumori della mammella in fase iniziale, prima ancora che siano palpabili. Per questo motivo la mammografia è attualmente l’unica tecnica che possa essere utilizzata come test di base in un programma di screening e alla quale non si deve mai rinunciare nel caso di sospetto carcinoma, qualunque sia l’età della donna. Il rischio di sviluppare un tumore indotto dalle radiazioni provocate dalla mammografia è solo ipotetico.

    Ecografia
    Nonostante la rivoluzione dell’imaging ed il rapido evolversi della tecnologia, l’ecografia non deve essere utilizzata come unico test per la diagnosi precoce dei tumori della mammella non palpabili. Peraltro essa offre contributi talora insostituibili nella diagnosi di lesioni nodulari benigne. Allo stato attuale delle conoscenze, quindi, salvo casi particolari (es. giovane età) è consigliabile che l’ecografia sia utilizzata soprattutto in associazione alla mammografia, ed eventualmente, per casi particolari, alla risonanza magnetica.

    Mammografia o ecografia mammaria?
    La mammografia infatti è l’esame di elezione per la ricerca dei tumori al seno soprattutto nelle donne al di sopra dei 40 anni. Rappresenta l’indagine ottimale per individuare la presenza di microcalcificazioni, che talora possono essere espressione di lesioni tumorali o preneoplastiche. L’uso della tecnica digitale è oggi preferibile a quella tradizionale perché la qualità dell’immagine è migliore e l’impiego di raggi X ulteriormente ridotto.
    La mammografia, tuttavia, può avere dei limiti diagnostici per la densità della mammella, caratteristica nelle giovani donne e più in generale in età fertile. In questi casi lo studio viene completato con l’esecuzione di un’ecografia mammaria e, a volte, di una risonanza magnetica.

    L’ecografia rappresenta l’esame più utile per distinguere un nodulo solido da una cisti a contenuto fluido e consente una migliore caratterizzazione del nodulo e della sua vascolarizzazione attraverso la valutazione color-doppler.

    Fonti: http://www.nastrorosa.it, http://www.legatumori.it