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Dall’alimentazione alla ricostruzione in gel: trucchi e consigli per unghie impeccabili

  Quanto curiamo noi mamme le nostre unghie? Diciamoci la verità, tra il lavoro, i figli, la casa e gli impegni vari le nostre mani vengono spesso trascurate. Ma è pur vero che oggi pochissime donne, dalle ragazze più giovani alle nonne, rinuncerebbero ad una buona manicure e ad una decorazione in linea con il look oppure con l’umore del giorno.

Le mani sono un importantissimo strumento di comunicazione. Basti pensare a quanto una semplice stretta di mano possa dirci di una persona, già al primo incontro. Molti di noi, poi, sono abituati a gesticolare e a sottolineare il senso delle proprie affermazioni durante una conversazione proprio muovendo le mani, per coinvolgere l’interlocutore ed enfatizzare quanto sostenuto.

L’aspetto delle mani è fondamentale in molti ambiti lavorativi. In tutte le situazioni in cui è previsto il contatto con il pubblico, le mani curate, pulite ed ordinate aiutano a mettere a proprio agio il cliente e a trasmettergli una sensazione di sicurezza ed affidabilità.

Molti uomini e donne confermano che le mani sono uno dei primi particolari che catturano l’attenzione quando si conosce un potenziale partner, confermandone il ruolo di punta per quanto riguarda i meccanismi della seduzione. In sostanza è evidente che, nella società moderna, le mani curate ed attraenti rappresentino un ottimo biglietto da visita, capace di rivelarsi di grande aiuto in molte situazioni diverse.

Quando si parla di cura delle mani, non può certo essere trascurata l’importanza rivestita dalle unghie: una perfetta manicure completa qualunque look, aiutando ad apparire eleganti ed impeccabili in ogni circostanza.

Se è vero che le mani e le unghie curate hanno una grande importanza nel mondo di oggi e sono in cima alla lista delle preoccupazioni estetiche di molte ragazze e donne, è altrettanto vero che mantenerle sempre belle e in ordine non è affatto facile.

Molte delle attività che svolgiamo quotidianamente mettono a rischio l’integrità delle unghie: praticando sport, svolgendo le faccende di casa o quelle lavorative, le unghie possono indebolirsi, assumere un aspetto poco sano, spezzarsi, o andare incontro a vere e proprie patologie.
Sapere come comportarsi in ogni situazione, quali precauzioni prendere per assicurare l’incolumità delle proprie unghie e come agire per risolvere le problematiche più comuni non sempre è facile. Spesso, i trucchi e i consigli di amiche e conoscenti per avere unghie perfette si rivelano privi di fondamento mentre, in altri casi, si commette l’errore di affidarsi a prodotti di scarsa qualità oppure alle mani di onicotecniche ed estetiste poco preparate.

Se l’aspetto delle unghie è fondamentale sia per gli uomini che per le donne , è risaputo che è sopratutto il gentil sesso ad amare le infinite possibilità in termini di stili, forme, colori e decorazioni con le quali è possibile abbellire e valorizzare queste semplici lamelle di cheratina.

La passione tutta al femminile per la nail care  vede le sue origini perdersi nella notte dei tempi. La decorazione delle unghie era, con certezza, già ampiamente diffusa presso gli antichi egizi; tuttavia, testimonianze di pratiche di questo tipo giungono da popoli sparsi in tutto il mondo e da epoche ben più remote.

Nel corso della seconda metà del Novecento, questo costume è andato diffondendosi sempre più e, sull’onda delle tendenze lanciate dalle dive e dalle celebrità del mondo dello spettacolo, si sono susseguite le mode più disparate per quanto riguarda forma delle unghie, colore degli smalti e stili nella loro applicazione.

Il crescente interesse per il mondo della nail care ha rappresentato una ghiotta occasione per le case di produzione di cosmetici, che sfornano a ritmo continuo nuovi prodotti per curare e decorare le unghie: da lime di ogni forma e con qualunque grana a smalti speciali che permettono di ottenere effetti fluo, metallizzati o marmorizzati. 

Negli ultimi anni, sono addirittura nate nuove figure professionali, dedite proprio alla cura delle mani e delle unghie: quella dell’onicotecnica e quella della nail artist. Nel primo caso, ci si riferisce ad una professionista che si occupi di eseguire manicure, applicazioni di unghie finte, ricostruzioni e trattamenti mirati al benessere e alla bellezza della pelle delle mani.

Quella della nail artist è una professione ancora più originale ed interessante: con questo termine si indicano veri e propri artisti dediti alla creazione di decorazioni delle unghie uniche ed originali, che vengono realizzate a mano, utilizzando i più svariati strumenti e facendo ricorso a molte tecniche diverse. La bellezza delle opere realizzate da alcuni di questi artisti ha già portato all’organizzazione di competizioni e mostre, in occasione delle quali si celebra il fascino di questi piccoli capolavori, effimeri per definizione, ma di grande impatto estetico.
Per fare un po’ di ordine nella miriade di informazioni che è possibile reperire in tema di nail care, cerchiamo di prendere in considerazione gli aspetti salienti che devono essere valutati se si desidera far sfoggio di una manicure insuperabile e soprattutto sana.

Nutrire le unghie dall’interno

L’alimentazione gioca un ruolo di primo ordine nel garantire la nostra salute e bellezza. Questa regola vale in assoluto, ma in modo ancora più specifico per la pelle, le unghie e i capelli.

Questi tessuti, infatti, sono soggetti ad un continuo ricambio legato agli stress meccanici, fisici e chimici che continuamente subiscono. Affinché lo sviluppo e la crescita delle nuove cellule possa avvenire in modo corretto, è essenziale che l’organismo disponga di tutti i nutrienti necessari.

Proteine e aminoacidi sono in assoluto i composti più importanti per la salute delle unghie. La lamella ungueale è difatti costituita da cellule morte colme di cheratina, una particolare sostanza proteica che costituisce anche i capelli e lo strato corneo della pelle.

Per questo motivo è importante che la nostra dieta preveda sempre un sufficiente apporto di proteine, presenti in abbondanza nella carne, nel pesce e nei legumi e, più nello specifico, di aminoacidi solforati (metionina e cisteina), contenuti soprattutto nell’albume d’uovo e nelle carni bianche.

Anche i sali minerali svolgono un ruolo importante nel processo di formazione delle unghie e l’assunzione di alimenti ricchi di ferro, zinco, selenio e rame, aiuta a contrastare lo sviluppo delle classiche macchioline bianche sulla loro superficie (leuconichia).

La vitamina A e quelle del gruppo B, in particolare la vitamina B6 o piridossina sono coinvolte nel processo di sintesi della cheratina e, per questo motivo, una loro carenza si riflette immediatamente sull’aspetto delle unghie, che appariranno più fragili e tenderanno a sfaldarsi. Queste vitamine sono presenti in elevate quantità negli alimenti di origine vegetale di colore rosso e arancione, nei cereali e negli ortaggi verdi.

Il lievito di birra (Saccharomyces cerevisiae), tipicamente assunto sotto forma di capsule, rappresenta un integratore alimentare ottimo per la salute della pelle e degli annessi cutanei, proprio perché naturalmente ricco di aminoacidi solforati e vitamine del gruppo B. Può essere assunto periodicamente per rinforzare le unghie e proteggerle nei periodi di maggiore stress.

Bere molta acqua nel corso della giornata è un’abitudine molto salutare che si rivela utile anche per mantenere lucide e compatte le unghie che, specie con il passare degli anni, tendono a perdere la capacità di mantenere una buona idratazione, apparendo sempre più opache.

Manicure e trattamenti di bellezza

Per avere mani belle e in ordine è indispensabile concedersi almeno una manicure settimanale. La soluzione migliore è quella di rivolgersi ad un centro estetico e godersi un’esperienza rigenerante, affidandosi alle cure esperte di una onicotecnica.

Per chi fosse in cerca di un modo per contenere le spese e per le amanti del fai-da-te, è sempre possibile prendersi cura da sole delle proprie unghie.

Gli step fondamentali per una manicure perfetta sono:

  • pulizia della mani, che devono essere levate con un sapone neutro e delicato, per poi essere asciugate con cura. Ogni residuo di smalto o di precedenti trattamenti deve essere rimosso facendo ricorso agli appositi solventi;
  • taglio e limatura delle unghie, passaggio durante il quale le lamelle vengono accorciate e modellate nella forma desiderata. È importante che i margini delle unghie risultino perfettamente lisci e privi di irregolarità;
  • ammollo delle mani in una soluzione di acqua calda e succo di limone, oppure contenente oli essenziali dall’azione tonificante e rilassante;
  • rimozione delle cuticole, che non devono essere tagliate ma sistemate utilizzando un bastoncino di arancio.

A questo punto, le unghie sono pronte per essere smaltate e colorate. L’applicazione di un prodotto classico, indipendentemente dalla tonalità desiderata, deve avvenire secondo le seguenti regole:

  • lo smalto deve essere steso utilizzando l’apposito pennellino, solo dopo averlo liberato dal prodotto in eccesso, premendolo contro il bordo interno del collo della boccetta;
  • il colore va steso dal margine superiore dell’unghia a quello inferiore, con pennellate ampie e continue;
  • si deve procedere stendendo un primo strato ed aspettando che asciughi completamente, senza soffiare o ricorrere al phon o ad altri espedienti. Per ottenere un colore più intenso è possibile ripetere l’operazione applicando un secondo strato di smalto;
  • infine, è consigliabile ricorrere ad uno smalto sigillante, che vada a fissare il risultato ottenuto aumentandone la durata.
  • Eventuali sbavature possono essere corrette usando un bastoncino di cotone bagnato con l’acetone.

    A tal proposito, è importante sottolineare che questo composto, utilizzato per la rimozione dello smalto, esercita un’azione molto aggressiva sull’unghia, disidratandola fortemente.

    Per questo motivo, si consiglia di lasciar sempre trascorrere qualche giorno tra un’applicazione di smalto e quella successiva e di non cambiare il colore troppo frequentemente. Può essere una buona idea ricorrere all’uso di prodotti naturali che presentino formulazioni delicate.

    Di tanto in tanto è opportuno lasciare le unghie libere, per dar loro modo di rigenerarsi, sottoponendole a qualche trattamento nutritivo e riparatorio.

    Esistono molti prodotti naturali che possono rivelarsi alleati perfetti della bellezza delle nostre unghie. Tra questi, vogliamo ricordare l’olio di oliva e il succo di limone, con cui è possibile preparare un’emulsione idratante e schiarente da stendere sulle unghie.

    Allo stesso modo, l’olio di mandorla, di ricino e di germe di grano, in virtù del loro elevato contenuto di vitamina E dalle spiccate proprietà antiossidanti, sono perfetti per andare a nutrire e a proteggere le unghie.

    La ricostruzione in gel

    Da qualche anno a questa parte, si è andato affermando un trattamento grazie al quale è possibile ottenere unghie davvero perfette, decorate a proprio piacimento e molto durature: la ricostruzione in gel. Si tratta di un escamotage perfetto per chi presenta unghie fragili e molto lente nella crescita, oppure per chi sogna una manicure sempre curata pur avendo poco tempo a disposizione. Uno specifico gel va a ricoprire l’unghia naturale e, una volta reso solido grazie alla reazione di polimerizzazione catalizzata da una lampada UV, questo forma una struttura molto rigida che può tranquillamente resistere per settimane.

    Rispetto alle unghie finte di un tempo, che venivano incollate sul corpo ungueale, con le ricostruzioni si ottengono risultati molto più fini e naturali.

    Un lavoro davvero impeccabile richiede una buona manualità e molta esperienza, specie per la fase di preparazione dell’unghia, che deve essere accuratamente limata, sgrassata e trattata con prodotti che ne aumentino l’adesività e per la stesura del gel, che deve formare una bombatura nella giusta posizione per garantire la stabilità dell’intera struttura.

    Facendo un po’ di pratica sarà possibile realizzare le ricostruzioni anche senza rivolgerci ad un centro estetico. In ogni caso, rimane essenziale la scelta di prodotti di qualità, possibilmente made in Italy e con la garanzia di formulazioni sicure e a norma di legge.

    Usufruendo dei servizi offerti un portale e-commerce dedicato alle forniture per centri estetici, si avrà la possibilità di reperire dei gel per la ricostruzione delle unghie efficaci, inodore e atossici, scegliendo tra un’ampia selezione di nuance e texture.

    Tra gli altri prodotti e strumenti necessari per realizzare le unghie in gel ricordiamo lo sgrassatore, il primer acido, il gel base e quello fissante (a meno che non si opti per il gel monofasico, ovvero tutto in uno), nonché le lime, il buffer e il fornetto UV.

    La rimozione delle coperture in gel rappresenta una fase molto delicata. In molte commettono l’errore di rimuovere le unghie artificiali un pezzetto alla volta, strappandole e danneggiando seriamente l’unghia naturale sottostante. L’unico modo sicuro di agire consiste nell’utilizzare una lima o una fresa per rimuovere tutto il gel, facendo attenzione a non intaccare la lamella ungueale.

    Il pericolo onicomicosi

    Uno dei nemici più insidiosi per la bellezza delle nostre unghie è rappresentato dalle onicomicosi, ovvero le infezioni fungine.

    Questa patologia è molto frequente, data la semplicità con cui può essere contratta. Il contatto con strumenti per la manicure, o con superfici contaminate con le spore fungine è la prima causa di onicomicosi, una condizione che causa prurito, fastidio ed altera profondamente la struttura dell’unghia favorendone lo sfaldamento e modificandone il colore.

    Oltre a risultare particolarmente antiestetica, un’unghia colpita da un fungo, se non trattata, può addirittura andare incontro all’onicolisi, ovvero al distacco della lamella dal letto ungueale.

    La prevenzione di questa patologia richiede l’osservazione di un’attenta igiene, per cui è necessario evitare di condividere gli strumenti per la manicure con altre persone e pretendere che ne vengano impiegati di sterilizzati o monouso quando ci si sottopone ad un trattamento estetico. Particolare attenzione deve essere posta nelle piscine e negli spogliatoi, dove è importante non camminare mai scalzi.

    La cura di un’onicomicosi richiede tempi piuttosto lunghi, ma raramente sfocia in complicazioni. Per il trattamento è possibile ricorrere a creme antimicotiche o a smalti curativi contenenti sostanze fungicide, in funzione dell’estensione della lesione. É inoltre importante intervenire in maniera tempestiva per evitare che il fungo si diffonda alle unghie limitrofe.

    Attenzione allo stress

    Lo stress è un grande nemico della nostra salute e della nostra bellezza e ciò vale anche per le unghie. Più nello specifico, è in costante aumento il numero di persone che soffrono di onicofagia, ovvero dell’irresistibile impulso a mangiarsi le unghie anche in età adulta. Questa patologia, ufficialmente inserita nella lista dei disturbi ossessivo-compulsivi, è spesso associata a stati ansiosi e ad una scorretta gestione delle stress.

    Oltre a rappresentare un comportamento molto sconveniente, l’onicofagia può causare gravi danni alla struttura delle unghie, rovinandole anche in modo irreparabile e provocando dolorose infezioni.

    Si può cercare di limitare questo comportamento utilizzando gli speciali smalti dal sapore repellente, o indossando guanti protettivi ma, in alcuni casi, si rende necessario intervenire sulle cause profonde del problema avvalendosi

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    Aborto spontaneo: cause, prevenzione e sostegno psicologico

     

    L’inizio della gravidanza rappresenta un’incredibile fonte di gioia per molte coppie. L’emozione provata quando l’ennesimo test di gravidanza dà finalmente esito positivo, o quando con le prime ecografie si ascolta il lieve segnale del nuovo cuoricino che ha iniziato a battere è davvero difficile da descrivere.

    Sebbene oggi i medici e le istituzioni si preoccupino di fornire tutte le istruzioni e le raccomandazioni del caso alle coppie di futuri genitori, in molti casi la gravidanza viene affrontata senza la giusta consapevolezza per quanto riguarda il pericolo di aborto spontaneo. Con questo termine si indicano quelle interruzioni di gravidanza non volontarie, che in genere si verificano entro la 20a settimana di gestazione, a volte senza un’apparente motivazione. Non di rado, questo evento traumatico coglie di sorpresa la coppia, interrompendo di colpo il sogno di abbracciare il proprio piccolo e causando grande sofferenza.

    Va detto che questi tristi episodi sono in realtà molto comuni: stime recenti indicano che un numero variabile dal 10% al 25% di tutte le gravidanze termina con un aborto spontaneo. Alla luce di questi allarmanti numeri, ogni coppia desiderosa di allargare la famiglia dovrebbe essere consapevole di questa eventualità, da una parte per mettere in atto tutti i comportamenti atti a prevenirla, dall’altra per essere pronti ad affrontare un simile lutto, che spesso pesa molto a livello psicologico, soprattutto nella donna.

    Le principali cause

    Analizzare le cause che possono determinare un aborto spontaneo è molto importante. La convinzione che esso sia legato a comportamenti sbagliati o poco attenti della gestante è ancora piuttosto diffusa e incide in modo significativo sul terribile senso di colpa che molte donne provano dopo un simile episodio.

    Naturalmente, è innegabile che le attenzioni adottate sin dalle prime settimane di gravidanza siano molto importanti per garantire il benessere del feto. Grazie ad internet, oggi si possono reperire molte informazioni sui grandi cambiamenti che si verificano nel corpo della donna: siti ricchi di informazioni come Bravibimbi forniscono delle indicazioni utili sulla quinta settimana di gravidanza, il momento delicatissimo in cui solitamente viene accertato il concepimento. Tuttavia, molte delle cause alla base dell’interruzione di gravidanza spontanea sfuggono al controllo della gestante, rendendo vani tutti gli accorgimenti adottati.

    Una delle motivazioni più frequenti è la presenza di difetti cromosomici dell’embrione: il processo di formazione dei gameti femminili (cellule uovo) e maschili (spermatozoi) è molto complesso e delicato e, di conseguenza, soggetto ad errori. Quando il patrimonio genetico portato da una delle due cellule sessuali risulta essere danneggiato, la probabilità che si verifichi un aborto spontaneo è molto elevata. Anche alcuni problemi fisici della madre possono favorire questo evento, tra gli altri, ricordiamo la sindrome dell’ovaio policistico e condizioni patologiche particolari a carico dell’utero e della cervice, come la presenza di aderenze, polipi e fibromi.

    Improvvisi squilibri ormonali e gravi infezioni batteriche o virali si aggiungono alla lista delle possibili cause. Inoltre, va detto che esiste anche un certo numero di casi in cui le motivazioni dell’interruzione di gravidanza rimangono ignote.

    Un discorso a parte riguarda i pericoli connessi con l’età della gestante. Studi recenti indicano in maniera incontrovertibile che età della gestante e rischio di aborto sono direttamente proporzionali: tra i 35 e i 45 anni la probabilità di interruzione di gravidanza oscilla tra il 20 e il 35% e dopo i 45 anni, supera il 50%.

    Le coppie che intendono affrontare questo percorso in età avanzata dovrebbero essere sempre informate dei pericoli che riguardano anche l’aumento dell’incidenza di malattie genetiche e malformazioni nel nascituro.

    Come prevenire l’aborto

    Anche se molte della cause dell’aborto spontaneo non dipendono da fattori che possono essere controllati dai genitori, è possibile ridurre il rischio che se ne verifichi uno, adottando le giuste precauzioni. Quando si ha familiarità con eventi di aborto spontaneo o con particolari malattie ereditarie, la coppia dovrebbe sottoporsi ad una consulenza genetica, per valutare la situazione ed elaborare eventuali strategie.

    Rimangono validi tutti i consigli che generalmente vengono dati alle donne incinta, o in cerca di una gravidanza: già nelle settimane che precedono il concepimento è opportuno adottare uno stile di vita sano, ricorrendo ad una dieta corretta, praticando attività fisica in modo leggero ma regolare e rinunciando completamente ad alcol e fumo.

    In sostanza, sempre seguendo i consigli di un medico ginecologo, sarà necessario dedicarsi con attenzione al proprio benessere, evitando il più possibile stress e pericolosi eventi traumatici, come colpi o cadute. Una fonte di pericolo da non sottovalutare è rappresentata da farmaci, integratori e rimedi erboristici. Il consiglio è quello di consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi sostanza di questo tipo: è noto come alcuni particolari fitoestratti, come quelli di Ginseng e Guaranà, possano stimolare le contrazioni uterine, inducendo l’aborto.

    Superare il trauma dell’interruzione di gravidanza

    Quando nonostante tutte le cure e le attenzioni adottate si verifica un aborto, la coppia si trova ad affrontare un momento molto difficile.

    Molto spesso è la donna a subire le conseguenze psicologiche più gravi. Le speranze, le energie ed il grande amore riposto nel piccolo esserino che cresceva all’interno della pancia vengono improvvisamente vanificate, provocando un grande senso di vuoto e smarrimento. A ciò si aggiunge, in molti casi, il sentirsi responsabili di quanto accaduto, anche quando in realtà le cose non stanno così. Questa condizione di sofferenza può sfociare in una vera sindrome depressiva, o portare a temere l’eventualità di una nuova gravidanza, spesso minando la vita di coppia e la sua stabilità. È quindi importante essere pienamente consapevoli della possibilità che la gravidanza non proceda oltre le prime settimane.

    Quando le difficoltà a superare questo evento luttuoso diventano così forti da minare la qualità della vita della donna, è necessario ricorrere senza esitazione al supporto di una terapia psicologica, che potrà aiutarla ad elaborare e superare il trauma.

    Yoga in gravidanza e post parto: per vivere questo momento in armonia con se stesse

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    Da praticante di yoga e riconoscente verso questa disciplina e verso le mie “maestre” per i benefici che hanno apportato alla mia salute e alla mia vita, desidero fornire alcune informazioni utili a tutte le donne, in particolare alle future mamme e alle neo-mamme. Sono certa che ogni momento della propria vita è quello giusto per iniziare a praticare Yoga, ma dalla mia esperienza posso dire che se si sta per attraversare o si sta presentando un cambiamento, di qualsiasi natura, allora questo è proprio il momento migliore per iniziare la pratica dello Yoga.
    Ringrazio Emanuela per le preziose info fornitemi, Selene, mia maestra di “sopravvivenza”, e infine Simona, mia maestra del “cambiamento”.

    Yoga: per conoscere se stessi e vivere in armonia

    Yoga in sanscrito significa unione, è una disciplina completa che ha avuto origine in India migliaia di anni fa. E’ il più antico metodo di crescita personale, il cui scopo è il raggiungimento della pace interiore e della consapevolezza di noi stessi e dei cambiamenti che avvengono a livello fisico e mentale. Lo Yoga mira a sviluppare il corpo, la mente e lo spirito in modo naturale, attraverso esercizi di scioglimento e semplici posizioni, tecniche di respirazione e tecniche di rilassamento. Le posture (asana), statiche o dinamiche, devono essere assunte senza sforzo e senza mai oltrepassare i propri limiti fisici o forzare il movimento; la respirazione (pranayama) consiste di tecniche volte all’acquisizione del corretto meccanismo di inspirazione-espirazione; il rilassamento è volto a migliorare la concentrazione e ad allontanare ansie e tensioni portando il corpo al completo abbandono e la mente ad un elevato stato di coscienza. A livello fisico, la pratica dello Yoga tende a favorire il benessere di ogni singola parte del corpo agendo in maniera dolce su muscoli, sistema scheletrico, articolazioni, organi interni ed intervenendo nel ripristinare il giusto equilibrio tra di essi e mantenere e/o migliorare lo stato di salute. A livello mentale, lo Yoga agisce aumentando la concentrazione, rendendo consapevole l’azione, favorendo la stabilità emotiva e l’intuizione, allontanando lo stress e aumentando l’energia positiva.

    Yoga per le future mamme

    Durante la gravidanza, ogni donna intraprende un viaggio attraverso trasformazioni fisiche e mentali che, con gradualità, la condurranno al parto. Lo Yoga predispone le future mamme a percepire il corpo, gestire i cambiamenti in maniera serena e positiva e trasmettere al bambino uno stato di calma dovuto a tecniche fisiche e pratiche di respirazione e rilassamento. Le tecniche di respirazione producono benefici effetti sia sul corpo sia sulla mente e possono esser praticate durante tutta la gravidanza fino al momento del parto stesso. Ad ogni trimestre, gli scioglimenti e le posizioni saranno adeguati alle trasformazioni del corpo in modo da apportare beneficio e sollievo ai più comuni disturbi legati alla gestazione (in particolare quelli a carico della colonna vertebrale) senza provocare disagi o arrecare danni.

    Per praticare yoga prenatale non è necessario aver precedentemente seguito un corso. Le mamme neofite dello yoga avranno maggior attenzione nel dedicare tempo a comprendere e assimilare le posizioni, senza forzare i movimenti e lasciando che sia la postura ad adeguarsi al corpo e non il contrario. Per le mamme che hanno già esperienza di yoga, la raccomandazione sarà quella di tener conto dei cambiamenti del corpo e della necessità di adeguare posture già conosciute senza voler a tutti i costi eseguire le pratiche fisiche come lo si faceva prima della gravidanza.
    Le lezioni prevedono: tecniche per lo scioglimento e la flessibilità articolare e muscolare, esercizi per il pavimento pelvico, per la flessibilità della colonna vertebrale (prevenzione del mal di schiena), esercizi per la flessibilità dei muscoli dell’anca e del bacino, posizioni antalgiche da assumere in travaglio. Tecniche di respirazione diaframmatica, toracica e clavicolare e loro applicazione in gravidanza e durante il travaglio. Pratiche di rilassamento guidato. Al termine del percorso, verranno proposte tecniche di respirazione per la rieducazione del respiro toracico e suo potenziamento, simulazioni delle varie fasi del travaglio e della fase espulsiva.

    Yoga prenatale trimestre per trimestre e Yoga post parto

    Primo trimestre: si suggerisce di iniziare la pratica di yoga prenatale dopo la 16a settimana poiché nel 1° trimestre il corpo deve aver il tempo di adattarsi ai cambiamenti ormonali e al rapido sviluppo del bambino. Consigliate sono le tecniche di respirazione yogica sotto la guida di istruttori qualificati più che la pratica fisica.

    Secondo trimestre: è il periodo migliore per praticare Yoga Prenatale. Nonostante il corpo cambi e la stanchezza cresca, il pancione non impedisce ancora i movimenti e la pratica costante prepara per i notevoli cambiamenti delle settimane a venire. Consentire al sangue di defluire correttamente verso l’utero.

    Terzo trimestre: a livello sia fisico sia mentale l’ultimo trimestre è molto impegnativo. Nei mesi precedenti la mamma praticante di Yoga ha imparato a conoscere il proprio corpo, ha assistito ai vari cambiamenti con serenità e consapevolezza e, soprattutto, ha imparato a conoscere ed accettare i propri limiti.

    Post-parto: a conclusione di un così importante percorso, la neomamma dovrebbe trovare un piccolo angolo di spazio e tempo da dedicare in completa serenità a se stessa, per ripristinare il rapporto tra interiorità ed esteriorità, per riprendere contatto con la propria fisicità. Le posture yoga agiscono sulle articolazioni, tonificano i muscoli (con particolare attenzione ai muscoli addominali, dorsali, del pavimento pelvico), favoriscono il riassetto posturale e stimolano il sistema linfatico e circolatorio. Attraverso le tecniche di respirazione si agisce armonizzando corpo, sensi e mente grazie al migliorato apporto di ossigeno con conseguente beneficio sia a livello fisico sia mentale ed emozionale.

    Per contatti:

    Centro Yoga Armonia – Napoli Vomero
    Emanuela 3395074679
    Insegnante Yoga – Naturopata in Ᾱyurveda

    Associazione Alchemia – Roma Monteverde
    Simona 3386191610
    Insegnante Yoga

    Ottobre: un mese importante per la prevenzione e la lotta ai tumori al seno

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    Care amiche mamme, donne, questo mese per noi tutte è molto importante. Siamo nel mese di ottobre: il mese della Campagna Nastro Rosa di sensibilizzazione per la lotta ai tumori al seno.
    La Campagna Nastro Rosa ideata nel 1989 negli Stati Uniti da Evelyn Lauder ed esportata in oltre 70 Nazioni, nasce con l’obiettivo di ampliare la cultura della prevenzione nel campo della salute, in particolare si propone di sensibilizzare le donne sulla necessità di sottoporsi ad opportuni esami per prevenire il tumore del seno. Nel mese di Ottobre vengono realizzate quindi diverse attività per rendere visibile ed efficace il messaggio sull’importanza vitale della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori della mammella, informando il pubblico femminile anche sugli stili di vita correttamente sani da adottare e sui controlli diagnostici da effettuare.
    In Italia la Campagna Nastro Rosa è presente da 21 anni, frutto di un’importante collaborazione tra Estée Lauder Companies e la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, LILT, da quasi 90 anni impegnata nella promozione della salute e nella diffusione di una corretta cultura della prevenzione oncologica.
    Pertanto durante il mese di ottobre i 397 Punti Prevenzione o ambulatori LILT, la maggior parte dei quali all’interno delle 106 Sezioni Provinciali della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, saranno a disposizione per visite senologiche e controlli diagnostici clinico-strumentali.
    Per conoscere giorni e orari di apertura dell’ambulatorio LILT più vicino, in cui poter effettuare esami di diagnosi precoce e controlli, si può chiamare per informazioni il numero verde SOS LILT 800-998877 o consultare i siti http://www.lilt.it o http://www.nastrorosa.it.

    È importante scoprire il tumore il più precocemente possibile. Scoprendo un tumore quando misura meno di un centimetro, la probabilità di guarigione è di oltre il 90%, gli interventi sono conservativi e non procurano danni estetici alla donna.

    Quali sono gli esami per scoprire precocemente il tumore?

    Gli esami più importanti per la diagnosi di un tumore mammario sono:

    Visita clinica senologica
    È l’esame della mammella eseguito dal proprio medico o da uno specialista (esperto in senologia), al fine di riscontrare l’eventuale presenza di noduli o di altri segni clinici sospetti, meritevoli di ulteriori indagini. La visita, anche se eseguita da medici esperti, non è però sufficiente ad escludere la presenza di tumore e qualsiasi risultato deve essere integrato da altri esami. In presenza di un nodulo, l’esame clinico deve far parte integrante degli accertamenti diagnostici strumentali. La visita senologica è anche l’occasione per un colloquio approfondito con la donna sul problema “cancro della mammella”.

    Autoesame
    È il controllo che la stessa donna dovrebbe eseguire ogni mese. Esso consiste nell’osservazione allo specchio delle proprie mammelle e nella palpazione delle stesse. La metodologia di esame è semplice, ma è bene che sia un medico ad insegnarla. È particolarmente importante che la donna comprenda che il fine dell’autoesame non è la diagnosi bensì, la sola “conoscenza” delle caratteristiche delle proprie mammelle e quindi l’individuazione di eventuali cambiamenti verificatisi nel tempo e/o persistenti, da comunicare tempestivamente al proprio medico. È anche utile evidenziare con una leggera spremitura del capezzolo se sono presenti secrezioni.

    In particolare fare attenzione se:
    -La cute della mammella o dell’areola sembra alterata, arrossata, ispessita o retratta.
    -Il capezzolo appare retratto, soprattutto se la rientranza del capezzolo è di recente comparsa e se sulla cute dell’areola compaiono delle piccole eruzioni cutanee o delle crosticine.
    -Comparsa spontanea di secrezioni dal capezzolo, soprattutto se sierosa o ematica.
    -Alla palpazione della mammella o del cavo ascellare noti la comparsa di una tumefazione.
    -La mammella ti sembra arrossata ed aumentata di volume. Non preoccuparti invece se periodicamente accusi dolore o senso di tensione al seno, soprattutto in corrispondenza del ciclo mestruale.

    Mammografia
    È la tecnica più idonea e valida nel diagnosticare, con una metodologia piuttosto semplice, la maggior parte dei tumori della mammella in fase iniziale, prima ancora che siano palpabili. Per questo motivo la mammografia è attualmente l’unica tecnica che possa essere utilizzata come test di base in un programma di screening e alla quale non si deve mai rinunciare nel caso di sospetto carcinoma, qualunque sia l’età della donna. Il rischio di sviluppare un tumore indotto dalle radiazioni provocate dalla mammografia è solo ipotetico.

    Ecografia
    Nonostante la rivoluzione dell’imaging ed il rapido evolversi della tecnologia, l’ecografia non deve essere utilizzata come unico test per la diagnosi precoce dei tumori della mammella non palpabili. Peraltro essa offre contributi talora insostituibili nella diagnosi di lesioni nodulari benigne. Allo stato attuale delle conoscenze, quindi, salvo casi particolari (es. giovane età) è consigliabile che l’ecografia sia utilizzata soprattutto in associazione alla mammografia, ed eventualmente, per casi particolari, alla risonanza magnetica.

    Mammografia o ecografia mammaria?
    La mammografia infatti è l’esame di elezione per la ricerca dei tumori al seno soprattutto nelle donne al di sopra dei 40 anni. Rappresenta l’indagine ottimale per individuare la presenza di microcalcificazioni, che talora possono essere espressione di lesioni tumorali o preneoplastiche. L’uso della tecnica digitale è oggi preferibile a quella tradizionale perché la qualità dell’immagine è migliore e l’impiego di raggi X ulteriormente ridotto.
    La mammografia, tuttavia, può avere dei limiti diagnostici per la densità della mammella, caratteristica nelle giovani donne e più in generale in età fertile. In questi casi lo studio viene completato con l’esecuzione di un’ecografia mammaria e, a volte, di una risonanza magnetica.

    L’ecografia rappresenta l’esame più utile per distinguere un nodulo solido da una cisti a contenuto fluido e consente una migliore caratterizzazione del nodulo e della sua vascolarizzazione attraverso la valutazione color-doppler.

    Fonti: http://www.nastrorosa.it, http://www.legatumori.it

    Dedicato a tutte le “sorelle”…donne, mamme, amiche…

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    Oggi Serena, una mamma super, mi ha inviato questa storiella che rispecchia in pieno lo spirito e i sentimenti che animano noi donne e amiche del gruppo MAMME SUPER. Per questo, desidero condividerla con tutte voi:

    Un giorno molto caldo una giovane donna sposata andò in visita a casa di sua madre e, insieme, si sedettero su un sofà a bere tè ghiacciato.
    Mentre parlavano della vita, del matrimonio, delle responsabilità e degli obblighi dell’età adulta la madre pensosa fece tintinnare i suoi cubetti di ghiaccio nel bicchiere e lanciò un’occhiata serena e intensa alla figlia.
    “Non dimenticare le tue Sorelle!” raccomandò, facendo turbinare le sue foglie di tè sul fondo di vetro.
    “Esse saranno sempre più importanti man mano che invecchierai. Non importa quanto amerai tuo marito, né quanto amerai i bambini che potrai avere: avrai sempre bisogno di Sorelle. Ricordati di viaggiare con loro ogni tanto.
    Ricordati di fare delle cose con loro. Ricordati che “Sorelle” significa TUTTE le donne. Le tue amiche, le tue figlie, e tutte le altre donne che ti saranno vicine. Tu avrai bisogno di altre donne, le donne ne hanno sempre bisogno”.
    “Ma che strano consiglio!” pensò la giovane donna “non mi sono appena sposata? Non sono appena entrata nel mondo del matrimonio? Adesso sono una donna sposata, per fortuna! Sono adulta!
    Sicuramente mio marito e la famiglia cui stiamo dando inizio saranno tutto ciò di cui ho bisogno per realizzarmi”!.
    Ma la giovane donna ascoltò sua madre e mantenne contatti con altre donne ed il numero delle “sorelle” crebbe ogni anno di più.
    Il tempo passa. La vita avviene. Le distanze separano.
    I bambini crescono. I lavori vanno e vengono. L’amore scolorisce o svanisce.
    Gli uomini non fanno ciò che speriamo. I cuori si spezzano. I colleghi dimenticano i favori. Le carriere finiscono.
    Non importa quanto tempo e quante miglia cui sono fra voi. Un’amica non è mai così lontana da non poter essere raggiunta. A volte, infrangeranno le regole e cammineranno al tuo fianco.
    Questo messaggio mi è arrivato con la “clausola” di passarlo a tutte le donne che almeno una volta o più mi hanno aiutata a sorridere.
    FALLO ANCHE TU.
    Alle amiche di ieri e di oggi …

    Quando ero bambina pensavo
    che l’amica era una sola: l’amica del cuore!

    Crescendo ho capito che
    si da il meglio di sè in tante amiche….

    Di una hai bisogno quando
    hai problemi sentimentali..

    Un’altra quando hai
    problemi con tua mamma.

    Ad un’altra parlerai dei tuoi figli e delle
    tue attività.

    Un’altra ancora per fare shopping, scherzare, ridere
    insieme…

    Un’amica ti dirà “piangeremo insieme”

    Un’altra
    “litigheremo insieme”

    Un’altra “andiamo tutte insieme”….

    Un’amica
    saprà dei tuoi bisogni spirituali,

    un’altra del tuo debole per le
    scarpe,

    un’altra della tua passione per il cinema,

    un’altra sarà con
    te quando ti sentirai confusa,

    un’altra ancora ti aiuterà a chiarirti
    le idee.

    Forse per qualcuna tutte queste personalità sono
    concentrate in un’unica donna, per altre sono diverse:

    Una della quinta elementare,

    Una delle superiori,

    Un’altra ancora dell’università,

    Un’altra di un lavoro precedente,

    altre volte è la tua mamma,

    la tua vicina,

    o tua sorella,

    o forse tua figlia…

    Ma non importa se è stata la tua amica per 20 minuti o per 20 anni..

    Condividete questa storia con tutte le donne che hanno un posto nel vostro cuore e/o hanno lasciato un segno nella vostra vita.

    Come insegnare ai nostri figli ad essere se stessi prendendoci cura di noi.

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    Pediatri e psicoanalisti del calibro di Winnincott, ci spiega la dott.ssa F. Fusiello, psicologa e psicoterapeuta, hanno sottolineato l’importanza per il bambino di sviluppare il Vero Sé e cioè la capacità di essere se stesso. Un rischio grande, infatti, deriva da quelle “relazioni di debito” in cui si dà ai figli il mandato di essere e fare ciò che i genitori vorrebbero o che non sono riusciti a realizzare per se stessi. Questo è un rischio molto grosso, perché porta nel bambino ad una confusione e talvolta anche ad un conflitto tra ciò che lui vuole e ciò che i suoi genitori vorrebbero che lui/lei fosse. Ciò può sviluppare insicurezza, ansia e senso di inadeguatezza che divengono dei compagni di viaggio per la vita.
    E’ importante allora attuare un lavoro di prevenzione a partire dai genitori che, in particolar modo, hanno un ruolo fondamentale nel poter aiutare i loro figli a credere in se stessi e nelle loro capacità. Se si comincerà ad imparare ad ascoltare se stessi, i propri sogni, bisogni ed emozioni, si potrà trasmettere loro questa preziosa eredità conquistata.
    Il miglior modo per prevenire disagi e malesseri è cominciare a prendersi cura di sé.
    Molto spesso la routine di ogni giorno, il lavoro, lo stress, la gestione dei figli e della casa ci rendono disattenti a noi stessi. A volte capita che il nostro corpo si ammali nella speranza di ricevere l’ascolto che il nostro Sé interiore ci sta invitando a sentire.
    Sì, perché il corpo parla e parla di noi. Molti studi evidenziano la connessione esistente tra la psiche e il corpo e si sta dando sempre più importanza a questo rapporto nella cura delle malattie, ma soprattutto nell’intento di prevenirle.
    Dare ascolto a se stessi è il primo passo per prendersi cura di sé.
    La cura di Sé, infatti, non può partire dal momento in cui ci si ammala o si presentano disturbi psicologici, ma deve sempre essere presente, perché, solo in tal modo, sarà possibile favorire una migliore qualità della vita a prescindere dagli eventi stressanti che si dovranno affrontare.
    Questo è vero, poiché, se l’individuo ha cura di Sé e delle sue relazioni importanti si troverà più preparato per fare fronte alle situazioni problematiche che incontrerà nel suo cammino di vita, perché avrà con sé un bagaglio ricco di risorse positive che ha acquisito con costanza nel tempo.
    Ma cosa significa realmente “aver cura di sé”?
    Significa fermarsi a sentire la nostra essenza, prendersi un tempo per sé e per amarsi. Ciò alimenta innanzitutto la nostra autostima, importantissima per darci la carica giusta nell’affrontare la vita e i rapporti con gli altri con armonia. Il concetto di autostima, infatti, incide notevolmente sul senso di soddisfazione di vita dell’individuo.
    Per iniziare un percorso verso la cura di sé bisogna innanzitutto cominciare a vedere oltre la sofferenza, aprirsi alla novità, per scoprire non solo il diverso che è negli altri, ma anche in se stessi.
    Erich Fromm, nell’”Arte di amare”, spiega quanto l’amore vero parta dalla capacità di amare se stessi che spesso invece è erroneamente intesa come egoismo. Una donna che sa prendersi cura di se stessa, ad esempio, dedicando del tempo a sé e al suo rapporto di coppia potrà sicuramente essere una madre migliore, perché avrà ricevuto dentro di sé l’energia giusta per dedicarsi all’altro con amore e non più a malincuore o con oppressione. Ciò aiuta a sentirsi autentici in ciò che si fa, perché si è presenti a se stessi, non si compiono più le cose per dovere, ma perché si è scelto di compierle.
    La cura di sé è un valore da insegnare, perché i figli imparino ad avere fiducia nelle proprie capacità e si riconoscano il loro giusto valore che li aiuti a compiere scelte sane che vanno nella direzione dello sviluppo del proprio Vero Sé interiore.

    Dott.ssa Francesca Fusiello, Psicologa e Psicoterapeuta,
    • via San Giacomo Dei Capri, 63 Vomero
    • corso Italia, 32 Marano (Na)
    Per info e appuntamenti: 3207906043
    dott.ssafusiello@hotmail.com

    Scopri quale segno zodiacale ti influenza quando diventi mamma

    Ruota dello Zodiaco

    Pur non credendo ciecamente nelle “stelle”, mi ha incuriosito un simpatico articolo pubblicato sulla rivista americana on line Huffington Post Parents e, dato che mi sono in parte ritrovata nella descrizione del segno zodiacale che “governerebbe” il mio stile materno, ho deciso di tradurvelo. Vuoi mai che fornisca qualche spunto utile a chiarire alcuni nostri comportamenti di mamma?!
    Allora, che ci crediate o meno, buona scoperta!

    Si dice che “si nasce” madri quando nasce il bambino, e astrologicamente parlando, è vero. Nelle stelle è infatti scritto che quando si diventa mamma emerge una persona completamente nuova.

    In astrologia, la ruota dello zodiaco è divisa in 12 segmenti, o Case, ognuna delle quali rappresenta una diversa area della vita. La Quarta Casa determina lo stile materno, il modo di allevare i figli, se siamo un tipo permaloso e sensibile o se ci piace imporre la disciplina in famiglia. A seconda del segno del sole (nascita), ogni casa sarà “governata” da un particolare segno. Quando un segno “governa” una casa, significa che esercita una forte influenza su tutto ciò che simboleggia quella casa. Dunque, il segno dominatore della Quarta Casa caratterizza il nostro approccio alla maternità.

    Vi siete mai chieste perché ci si sente come due persone diverse confrontando la vita da mamma con quella prima di divenire genitore? Secondo l’astrologia, questo accade perché il sovrano della nostra casa “maternità” è un segno zodiacale molto diverso dal nostro segno del sole /nascita. Ad esempio, la quarta casa di una mamma nata sotto il segno del Sagittario, quindi molto indipendente, viene governata dal segno dei Pesci, meno autonomo. Come risultato, diventando mamma, tirerà fuori un aspetto completamente diverso della sua personalità …ad esempio potrebbe sentirsi a disagio ad un primo incontro con persone che non conosce.

    Ad ogni modo non c’è da preoccuparsi – non dobbiamo diventare astrologhe per sapere qual’è il segno che governa la nostra maternità . Ecco una guida utile per scoprire la nostra identità “mammastrologica”:

    ARIETE
    Governatore della Quarta Casa: Cancro
    Stile materno: Come un granchio che stringe con tenacia tutto ciò che tocca, siete un tantino possessive dei vostri pargoli. I bambini tirano fuori la madre chioccia che è in voi, donne indipendenti dell’Ariete, con vostra sorpresa. Poiché il Cancro è guidato dalle emozioni, i bambini possono anche evocare sensazioni forti (a volte reazioni, che non sempre creano un ottimo mix con il temperamento acceso dell’Ariete). Attenzione: se siete sempre state “toste”, preparatevi ad incontrare il vostro lato sentimentale.

    TORO
    Governatore della Quarta Casa: Leone
    Stile materno: Fiere e regali, siete le regine del vostro “clan”. Con l’appariscente Leone nella quarta casa, vi piace viziare i vostri bambini e vantarvi dei loro successi, mettendo ogni trofeo e pagella di successo in bella vista. Potreste essere le mamme meglio vestite agli incontri scolastici o, se non lo siete, sarà certamente il vostro bambino ad essere alla moda. Feste di compleanno fantastiche e decorazioni elaborate non possono mancare nella vostra famiglia.

    GEMELLI
    Governatore della Quarta Casa: Vergine
    Stile materno: Con l’esigente Vergine in quarta casa, la donna Gemelli senza schemi diventa sorprendentemente la “prima della classe”. La Vergine è il segno della salute, per cui potreste essere una mamma amante della natura, dei prodotti alternativi senza glutine, del parto in casa e dei prodotti per bambini eco-chic. Avete la tendenza a gestire i vostri figli in ogni dettaglio, dal momento che l’analitica Vergine vi può rendere un tantino critiche.

    CANCRO
    Governatore della Quarta Casa: Bilancia
    Stile materno: mamma ed io, io e mamma! La Bilancia è il segno dello stare insieme, il tempo con i vostri bambini non è mai abbastanza. Si può dire che siete legati in maniera viscerale. Stare con il vostro bambino può avere un effetto calmante per entrambi, e con il paziente Bilancia nella quarta casa vi piace sperimentare ogni meraviglia attraverso i loro occhi. La Bilancia è un segno estetico, così amate fare shopping per il vostro bambino, decorare la sua stanza e insegnargli l’arte. I vostri bambini saranno ben curati e ben educati.

    LEONE
    Governatore della Quarta Casa: Scorpione
    Stile Materno: a voi nate nel segno del Leone piace il comando; con il potente Scorpione nella quarta casa, avrete davvero tutto nelle vostre mani. La differenza? Mentre chi è del segno Leone è nota per il coraggio e la generosità, l’energia dello Scorpione è prudente, a volte anche sospettosa. Il vostro motto “fiducia in primo luogo, porre domande dopo” non lo applicate ai vostri figli. Lo Scorpione è il segno del legame intimo e permanente, che rende difficile tagliare il cordone. Anche se il coinvolgimento attivo in ogni aspetto della vita dei vostri figli è ammirevole, in certi casi può essere troppo. Imparate a fare un passo indietro e permettere loro di crescere autonomi.

    VERGINE
    Governatore della Quarta Casa: Sagittario
    Stile materno: è finito il tempo di controllare tutto in ogni dettaglio! Con il mondano e avventuroso Sagittario a condurvi, diventate libere pensatrici, invece di rigide seguaci delle regole. Certo, potreste ancora preoccuparvi se i vostri figli assumono latticini o analizzare la loro curva di crescita in percentili (siete sempre del segno Vergine), ma anche mostrare ai vostri figli il resto del mondo, introdurli alla diversità culturale, arricchirli con tante attività e viaggi. Come mamme, non vi affaticate più per le cose di poco conto come fate normalmente. Non c’è da meravigliarsi che la maternità sia così piacevole per molte nate nella Vergine – finalmente vi lasciate alleggerire e vi divertite.

    BILANCIA
    Goveratore della Quarta Casa: Capricorno
    Stile Materno: Ordine al caos? Voi donne fantasiose nate sotto il segno della Bilancia siete note per essere un po’ confusionarie, e per questo traete beneficio dalle capacità organizzative del Capricorno. Come mamme, siete improvvisamente in grado di impostare regole, seguire una routine e di essere figure autorevoli, senza preoccuparvi di piacere o meno ai vostri bambini. Anche la più pacifica delle nate in Bilancia gestirà qualsiasi comportamento scorretto in modo severo e imponente. Con la tendenza del segno ad essere ritardatarie, la maternità può rendervi più puntuali. L’orientamento agli obiettivi tipico del Capricorno può farvi preoccupare del futuro e del prestigio sociale dei vostri figli. Farete perciò in modo che frequentino le scuole migliori dall’età prescolare al liceo.

    SCORPIONE
    Governatore della Quarta Casa: Acquario
    Stile Materno: Siete nate sotto il segno più sensibile ed emotivo dello zodiaco, ma la maternità tira fuori la parte più rilassata e anticonformista della vostra natura. Con l’eccentrico Acquario a modellare il vostro stile genitoriale, sarete le mamme più hippy del quartiere, il vostro abbigliamento sarà giovanile e sarete amiche e mamme per i vostri bambini. Attenzione però: mentre le nate in Scorpione si attaccano intensamente alle persone, l’Acquario è il segno del distacco emotivo. Questo contrasto può farvi alternare diversi stati d’animo con i vostri figli. Un minuto prima siete possessive, un minuto dopo siete tutte per il “vivi e lascia vivere”.

    SAGITTARIO
    Governatore della Quarta Casa: Pesci
    Stile Materno: la libertà non vi sembra più così attraente ora che il vostro segno indipendente sente le vibrazioni dell’affettuoso segno dei Pesci. Mentre le nate nel Sagittario tendono ad essere spigolose, il carattere amorevole dei Pesci vi aiuta a smussare i vostri spigoli, dandovi un tocco più delicato. Sotto l’influenza dei Pesci state attente ai sensi di colpa e alla tendenza a farvi travolgere giorno per giorno dai dettagli della maternità. Da severe, come sareste normalmente, potete diventare un po’ più permissive con i bambini, tanto che impostare dei rigidi paletti può diventare un’impresa. A volte la vostra naturale generosità potrebbe portarvi a dare un po’ troppo. Fate attenzione alla tendenza a fare la “mamma martire” che proviene dal segno dei Pesci.

    CAPRICORNO
    Governatore della Quarta Casa: Ariete
    Stile Materno: Chi è il capo? Il vostro segno di nascita vi rende leader per natura, ma l’influenza dell’Ariete vi attribuisce un piglio assertivo. Mentre le nate in Capricorno possono essere riservate, il segno dell’Ariete è impulsivo e diretto, il che vi rende molto più audaci nella vostra vita di mamme. Mostrate forza e capacità provando cose che il vostro segno cauto normalmente non farebbe. Sapete correre dei rischi se si tratta di dover fornire un modello ai vostri figli. Sia Ariete che Capricorno sono segni “maschili”, così potreste finire per essere voi il capo-famiglia impartendo la disciplina, in qualità di mamma e papà allo stesso tempo.

    ACQUARIO
    Governatore della Quarta Casa: Toro
    Stile Materno: chi? Voi inquadrate e organizzate? Forse non nella vostra vita pre materna, ma da quando siete mamme, sì! Le donne senza regole nate in Acquario diventano grandi organizzatrici sotto l’incantesimo del Toro. Se prima era impossibile immaginarlo, con la maternità diventate affidabili e precise tirando fuori la vostra inclinazione ad essere le numero uno per i vostri figlioli. Se solitamente il vostro motto è “è complicato!”, da mamme il Toro vi aiuta a darvi delle priorità e a semplificare. Potreste anche diventare abili nella pianificazione e gestione del budget familiare, nelle decorazioni della stanza dei bimbi e nel mantenere la routine giorno per giorno senza intoppi.

    PESCI
    Governatore della Quarta Casa: Gemelli
    Stile materno: mamma o incassatrice?A voi nate sotto il segno dei Pesci che avete un’anima un po’ troppo sensibile e appesantita, il brioso Gemelli aggiunge un tocco giocoso al vostro stile genitoriale. I vostri bambini vi fanno uscire dalle vostre profondità emotive, facendovi ridere e alleggerendovi. Dal momento che il segno dei Gemelli governa la comunicazione, il dialogo aperto con i vostri figli è essenziale per voi. Potreste parlare per ore, condividere libri e musica, e persino vestire allo stesso modo, come è tipico dei gemelli. Naturalmente affettuose, le nate in Pesci tendono a dare troppo e scusarsi sempre per i comportamenti che reputano errati. Fortunatamente, il segno dei Gemelli non ha la stessa emotività dei Pesci, quindi come mamme sarete in grado di fare un passo indietro e riconoscere quando i vostri figli vi stanno prendendo in giro.

    Traduzione dell’articolo pubblicato su http://www.huffingtonpost.com il 25/04/2014 “Whar Your Star Sign Says About Your Mothering Style”, tratto dal libro “Momstrology: The AstroTwins’ Guide to Parenting Your Little One by the Stars” di Tali and Ophira Edut.

    La dieta?…non un miraggio! Ecco come tornare in forma dopo le feste. I consigli della dott.ssa Rossella D’Elia, Nutritional Counsellor

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    Come promesso ho postato un articolo per contrastare gli eccessi alimentari delle feste!

    Nel periodo post-festività, con la Pasqua appena conclusa, consapevoli di portare ancora il peso degli eccessi delle festività natalizie e del Carnevale, l’argomento dieta è quantomai attuale! Puntuale è ogni anno, di questi tempi, il ricorso alla dieta miracolosa che scaccia via ogni senso di colpa, prima dei chili di troppo e ci prepara ad essere in forma per la “prova costume”. La bilancia, infatti, inesorabilmente, emette impietosa il suo verdetto: 2 chili in più, in media, secondo le statistiche ufficiali. Una buona notizia che può tranquillizzare è che l’organismo non riesce in tempi così brevi ad aumentare i depositi di grasso corporeo. Buona parte di questi chili è costituita essenzialmente da acqua, per effetto della ritenzione idrica che accompagna inevitabilmente una eccessiva introduzione di carboidrati, sale e grassi saturi. Prima regola, pertanto, idratarsi abbondantemente (almeno 1,5L di acqua) per aiutare il corpo ad eliminare i “chili” di acqua intrappolati nei tessuti a causa del consumo extra di zuccheri. Contestualmente, è fondamentale rifarsi alla “regola” di una sana alimentazione, ripartendo la giornata alimentare nei tre pasti canonici (colazione-pranzo-cena) più due spuntini (metà mattina e metà pomeriggio). Questa distribuzione ha l’effetto di aumentare l’efficienza metabolica del nostro corpo, attivando i processi di combustione.
    È recente la pubblicazione su Science Daily, uno dei più importanti giornali di scienze online (tra i top 50 website nell’area delle scienze), dei risultati di una ricerca in materia di alimentazione e dieta curata dal Loyola Center for Metabolic Surgery & Bariatric Care di Maywood nell’Illinois. Stando alla ricerca, solo una persona su cinque riesce realmente a dimagrire e a rispettare quindi i buoni propositi; la maggior parte, invece, o desiste o compie sforzi vani. motivi di questo “fallimento” sarebbero quattro.
    Il primo riguarda una sottostima, anche da parte degli esperti, delle calorie introdotte ogni giorno. Infatti si tende ad escludere dal conteggio le bibite (cola, aranciata ed in genere bibite zuccherate) che costituiscono le cosiddette “calorie vuote” cioè povere di micronutrienti (vitamine, sali minerali, antiossidanti) e quindi caloriche ma tendenzialmente poco salutari e, sempre più spesso, non si tiene conto neanche delle calorie assunte con gli spuntini o con i cibi fuori casa che spesso abbondano in condimenti e porzioni.
    Il secondo riguarda l’importanza dell’attività fisica quotidiana sempre più spesso sopravvalutata.Basterebbero 30 minuti di esercizio moderato più volte a settimana, ma spesso il lavoro e gli impegni ci portano a mancanza di tempo e ad un’inevitabile pigrizia! Il consiglio, secondo gli esperti di weight management, è quello di munirsi di un contapassi che ci consenta di monitorare la nostra camminata fino a spingerla a 10.000 passi al giorno.
    Il terzo è attribuibile ad uno scorretto orario dei pasti. Sarebbe buona norma mangiare ogni 3-4 ore spuntini salutari, evitando di restare digiuni per oltre cinque ore perché questo porta poi ad essere più affamati e quindi conduce all’abbuffata. Secondo queste indicazioni, si riescono a mantenere i livelli di glucosio abbastanza costanti, raggiungendo un ottimale livello energetico ed evitando un rallentamento del nostro metabolismo.
    Il quarto è relativo al sonno. Insomma, sembrerebbe che non si dorme abbastanza, di solito meno di sei ore a notte. Questo comporta un tendenziale aumento del consumo di carboidrati durante la giornata con conseguente maggiore produzione nell’organismo di un ormone: la grelina capace di stimolare l’appetito. A questo si aggiunge l’incremento dell’ormone dello stress: il cortisolo che, se prodotto in eccesso, concorre a stimolare l’aumento del peso accelerando addirittura l’invecchiamento.
    È buona abitudine, quindi, dare il giusto spazio ai carboidrati, preferendo però quelli “a basso indice glicemico”(pasta, riso, pane integrali, frutta e verdura) che costituiranno la base ideale per gli spuntini. I dolciumi “residui” delle feste dovranno tornare ad essere consumati solo sporadicamente. La dieta, inoltre, dovrebbe opportunamente essere integrata con proteine magre, in particolare quelle del pesce e/o delle carni bianche, riducendo drasticamente il consumo di formaggi (preferendo quelli a basso tenore di grassi), carni rosse ed affettati. La frutta secca potrebbe costituire, invece , una buona opportunità, se consumata in quantità adeguate (30-40gr.), in una versione rigorosamente senza aggiunta di sale, per dei sani spuntini fra i pasti, anche in sostituzione della classica frutta di stagione. Per una maggiore consapevolezza delle proprie abitudini alimentari, gli esperti consigliano di compilare un diario alimentare, una specie di agenda dove segnarsi cosa e come mangiare durante il giorno. In poche parole, responsabilità, controllo, riposo e moderata attività fisica, sono la ricetta giusta per rispettare tutti i nostri “buoni” propositi.

    Per contatti
    dott.ssa Rossella D’Elia, Nutritional Counsellor
    3477841896

    Auguriamo una Pasqua di speranza alle mamme meno fortunate

    Fonte immagine: http://italia-24news.it

    Fonte immagine: http://italia-24news.it

    Per questa Pasqua vorrei volgere un pensiero di solidarietà a quelle mamme meno fortunate di noi, madri che non possono vivere una vita normale, nelle loro case, coi loro bimbi, i loro compagni, i loro cari ma sono costrette, e le motivazioni non sta a noi giudicarle, a trascorrere occasioni come quelle delle festività, in cui dovrebbe essere avvertito il senso di famiglia, nello squallore di quattro mura. Mi riferisco alle madri detenute, in special modo a quelle con figli piccoli.

    Per chi non conoscesse le leggi che regolano la detenzione femminile, le detenute con prole al seguito, riferisce la Dr.ssa Loredana Cafaro, sociologa presso l’Asl di Caserta, sono ospitate in sezioni idonee per i bambini fino a tre anni. I dati dell’Istat evidenziano che (al 31 dicembre 2011) sono 50 e hanno quasi tutte un solo figlio con sé: la concentrazione maggiore si osserva a Milano e a Roma, dove ci sono rispettivamente 11 e 10 detenute con figli.Negli istituti vi sono 53 bambini con età inferiore ai 3 anni e il numero degli asili nido funzionanti è 17.
    I numeri, però, sostiene la Dr.ssa Cafaro, non andrebbero considerati riduttivamente, rapportati esclusivamente alla presenza totale dei maschi detenuti; infatti, la ricaduta sociale della suddetta percentuale, è molto più ampia se pensiamo alle conseguenze che può avere su una famiglia l’incarcerazione di una madre (figli rimasti ‘fuori’, affidati alla famiglia allargata, quando è presente, oppure in istituto). Sarebbe invece importante, prosegue la Dr.ssa Cafaro, elaborare strategie di intervento, quantomeno per affrontare consapevolmente le ricadute sociali enormi che comporta la detenzione delle donne e intervenire, per quanto possibile, adottando buone prassi ed obiettivi di recupero anche con l’ausilio della mediazione culturale.
    Per la crescita equilibrata del bambino, in stato di libertà così come in stato di restrizione, risulta essenziale lo stretto contatto tra la mamma e il figlio piccolo, tenendo conto degli effetti che il contesto ambientale può provocare. Il rapporto non è infatti solo duale, madre-figlio, ma si compone necessariamente di un terzo elemento altrettanto importante, l’ambiente. La relazione deve così essere prospettata in questi termini: madre-figlio ambiente. Se il rapporto affettivo e simbiotico con la madre (che dovrebbe rappresentare un fattore di crescita armoniosa del bambino) si sviluppa in un luogo chiuso, delimitato negli spazi da chiavistelli e sbarre, riporta costantemente la donna a considerarsi inadeguata come madre e colloca il figlio in un contesto impregnato dall’assenza di autorevolezza della figura genitoriale materna e con un futuro di probabile emarginazione.

    La detenzione dei bambini in carcere costituisce un grave problema, in quanto la prigionia dei bambini entro la struttura carceraria insieme alla madre non solo non salvaguarda il rapporto madre-bambino, compromesso dalle restrizioni proprie dell’istituto punitivo, ma lede anche il principio fondamentale della personalità della pena: il diritto del bambino di crescere in libertà e di venir accudito dalla madre, ma senza che gli venga inflitta una qualsiasi pena. Invece, numerosi bambini trascorrono i primi 3 anni di vita dietro le sbarre, in spazi fatiscenti, sovraffollati e malsani. Alcuni sono nati in prigione, altri sono stati portati dietro le sbarre per non essere tenuti lontani dalle madri. Il giorno del loro terzo compleanno sono poi costretti al distacco dalla madre: vengono affidati a parenti, a volte ai padri ma spesso ai nonni (molte detenute hanno compagni o mariti a loro volta in carcere), oppure messi in istituti. Il carcere e la separazione li segnano per sempre.
    Le conseguenze della detenzione sono estremamente traumatiche: attaccamento morboso alla madre, mancanza di stimoli, difficoltà ad apprendere a parlare e a camminare sono solo i disagi più evidenti manifestati dai piccoli detenuti nelle carceri nazionali.
    Fortunatamente, grazie al lavoro dei volontari, molti minori costretti alla reclusione possono uscire regolarmente dalle celle dove soggiornano e conoscere il mondo esterno, nella maggioranza dei casi completamente sconosciuto o dimenticato.

    La promulgazione di due leggi, la n.40 del 2001 e la n.62 del 2011, per la salvaguardia dei diritti dei figli delle detenute ha segnato un cambiamento nella concezione stessa della pena: l’esecuzione penale non può prevalere sui diritti del minore, ed è necessario che la madre condannata possa espiare la propria colpa garantendo al tempo stesso il benessere del figlio. Pertanto, continua la Dr.ssa Cafaro, ci troviamo di fronte ad una duplice problematica, proveniente dalla medesima domanda: è possibile attuare forme punitive differenti rispetto all’inserimento entro strutture penitenziarie per le donne incinte o con figli di minore età?
    Fino a oggi, l’unico spazio in Italia creato apposta per permettere alle madri con figli piccoli di scontare la pena fuori dall’ambiente angusto del carcere è l’Icam, l’Istituto a custodia attenuata di Milano. A causa dei tagli degli ultimi governi sarà difficile che nascano presto strutture simili.

    Dunque la risoluzione tarda ad arrivare ma come mamme non possiamo smettere di sperare e di augurare a queste madri più sfortunate e ai loro figli un futuro migliore!

    Alimentazione in gravidanza. I preziosi consigli della Dott.ssa R. D’Elia, Nutritional Counselor

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    La gravidanza è un fenomeno fisiologico particolare che determina profondi cambiamenti e modificazioni nell’organismo della donna, la quale si trova a dover contenere il nuovo organismo che si forma, cresce e si nutre. Pertanto, un buono stato di salute della madre già prima dell’inizio della gravidanza, nonché una corretta ed adeguata alimentazione durante tutto il periodo gestazionale, sono condizioni essenziali sia per diminuire il rischio di complicanze della gravidanza (ipertensione, gestosi, diabete gestazionale, parto prolungato), sia per la prevenzione di gran parte delle patologie neonatali.
    Le principali modificazioni fisiologiche che avvengono nella donna durante la gravidanza comprendono:
    • Incremento ponderale che varia durante tutto il periodo della gravidanza, ma che nel II trimestre interessa prevalentemente il comparto materno (utero, seno, espansione ematica, depositi di grasso e di riserva), mentre nel III trimestre assume un andamento costante (350-400 g mediamente a settimana) ed interessa l’accrescimento del feto e della placenta. L’optimum di incremento totale viene mediamente indicato intorno ai 12 Kg (1Kg nel I trimestre, 4 Kg a 20 settimane, 8 Kg a 30 settimane) per donne con valori normali di BMI (indice di massa corporea). Per donne gravide con valori di BMI elevati, l’incremento si può ridurre a 6-7 kg, mentre può arrivare fino a 18 Kg per le donne sottopeso;
    • Incremento del dispendio energetico dovuto all’aumento del metabolismo basale della madre che, al temine della gravidanza, è pari circa al 20% in più rispetto alla norma, ma anche all’aumento della massa di tessuto attivo, della spesa energetica materna in termini di lavoro cardiovascolare e respiratorio del costo per la sintesi di nuovi tessuti;
    • Cambiamenti della concentrazione di alcuni componenti (lipidi, vitamine liposolubili, proteine) che tendono ad aumentare e di altri (amminoacidi, acidi grassi, sali minerali, vitamine idrosolubili, albumina) che tendono a diminuire;

    Le linee guida per una sana alimentazione dettano alcune raccomandazioni particolari in questa particolare fase della vita della donna: seguire una dieta sana ed equilibrata di tutti i nutrienti e ricca di fibre, eliminando bevande quali caffeina ed alcool (causa di insonnia ed irritabilità sia per la madre che per il nascituro); Particolare attenzione va posta anche alla sicurezza ed all’igiene degli alimenti al fine di ridurre al minimo il rischio di esposizione ad agenti inquinanti e a microrganismi patogeni. In genere, gli alimenti responsabili di infezioni alimentari come carni ed uova, devono essere assunti ben cotti; il latte deve essere pastorizzato ed i latticini preparati a loro volta con latte pastorizzato. Frutta e verdura devono essere sempre ben lavate.
    Una dieta equilibrata per la gravidanza dovrà dunque essere in linea generale:
     Abbondante di zuccheri complessi (amido contenuto in pane, pasta, riso e patate) e di frutta e verdura che forniscono la necessaria quantità di fibre (per evitare anche i problemi di stipsi comuni in gravidanza);
     Moderata in prodotti caseari carni magre, pesce, uova e legumi (tutti alimenti ricchi di proteine);
     Limitata in alimenti ricchi di grassi (olio, burro, grassi saturi);
     Limitata in zuccheri semplici (saccarosio e glucosio contenuti in prodotti da pasticceria, fruttosio di cui sono particolarmente ricchi alcuni tipi di frutta);
    Come la popolazione generale, la donna gravida dovrebbe consumare almeno due porzioni di pesce a settimana, evitando pesce spada e tonno per il rischio di esposizione al metilmercurio (che potrebbe determinare danni al sistema nervoso); evitare alimenti quali il fegato troppo ricchi di retinolo o vitamina A (che con dosi troppo elevate può avere effetti teratogeni). Poi, sotto stretto controllo medico, si consiglia di fare attenzione ad allergeni contenuti in arachidi, pesche, fragole e crostacei, per evitare una sensibilizzazione anche da parte del feto.

    I nutrienti a cui porre particolare attenzione secondo i LARN (livelli di assunzione raccomandati di energia e nutrienti) sono i seguenti:
    Calcio
    Latte e latticini, vegetali a foglia verde, legumi secchi, soia ed alimenti fortificati (pane, latte di soia, tofu, noci, frutta secca)
    Latte e latticini sono la migliore fonte alimentare di calcio in quanto ne contengono in elevata concentrazione ed in forma altamente biodisponibile.
    Ferro
    Legumi, vegetali a foglia verde scuro, alimenti fortificati (pane e cereali), frutta secca e noci.
    Il ferro presente in alimenti vegetali è in forma non-eme, cioè meno biodisponibile rispetto alla forma eme presente negli alimenti di origine animale. Ma l’assorbimento del ferro non-eme aumenta se vengono consumati insieme ad alimenti contenenti vitamina C. Viene invece inibito da tè, fitati (cereali e legumi) e fibra.
    Ioduro
    Sale iodato, latte, alghe
    La concentrazione di tale nutriente dipende dalla sua concentrazione nel terreno di coltura.
    Zinco
    Latticini, uova, pane e prodotti cerealicoli, legumi secchi, fagioli, noci, vegetali verdi, cereali fortificati.
    Diete vegetariane e vegane assicurano un’adeguata quantità di zinco, ma l’assorbimento è inibito dai fitati (cereali e legumi secchi).
    Acido Folico
    Presente in abbondanza in verdure a foglia verde (spinaci, broccoli, asparagi, lattuga), arance, legumi, cereali, kiwi, fragole.
    Nutriente importante per la prevenzione della spina bifida (malformazione fetale).
    Poiché l’acido folico non è un complesso stabile, può essere facilmente distrutto nel processo di cottura o nella conservazione prolungata, spesso se ne consiglia un’integrazione regolare da almeno un mese prima fino a 3 mesi dopo il concepimento.
    Vitamina B2
    Presente in abbondanza in latte, formaggi, carne, ortaggi a foglia verde, cereali fortificati
    Un’eventuale carenza sembra possa avere effetti teratogeni sul feto.
    Vitamina B12
    Sono buone sorgenti le carni (fegato e pesce), legumi ed arachidi.
    In associazione con l’acido folico, svolge un ruolo importante nella prevenzione delle anemie severe e dei difetti del tubo neurale.
    Vitamina A
    Presente in latticini, fegato, olio di pesce, o come provitamina nei carotenoidi (vegetali di colore arancio e verde scuro).
    Un’assunzione corretta protegge il neonato dalle malattie infettive (respiratorie in particolare), mentre un eccesso ha effetti teratogeni.
    Acidi grassi essenziali
    Omega 3
    Le fonti principali sono l’olio di girasole, mais, soia ed i prodotti da essi derivati.
    Importante soprattutto per mantenere un normale assetto lipidico della madre.
    Acidi grassi essenziali
    Omega 6
    Le fonti sono l’olio di semi di lino, olio di noce e di colza, olio di soia, tofu e noci.
    Importante per garantire un corretto sviluppo del sistema nervoso centrale (SNC) e le funzioni celebrali nel corso dell’intera vita.

    Dopo queste raccomandazioni di carattere generale, va aggiunto che, poiché ogni individuo presenta una storia particolare, le raccomandazioni richiedono di essere individualizzate a seconda delle caratteristiche peculiari di ogni donna che intende procreare.

    Per contatti:

    Dr.ssa R. D’elia, Biologa Nutrizionista

    +393477841896