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Smettila Di Reprimere Tuo Figlio.

 Ho deciso di parlarvi di un libro dal titolo avvastanza provocarorio, ma che ho trovato davvero utile per noi genitori. Si tratta di “Smettila di reprimere tuo figlio”, libro scritto da Roberta Cavallo e Antonio Panarese, formatori specializzati nell’infanzia secondo natura, consulenti genitoriali e fondatori di BIMBIVERI, la società per la crescita felice dei bambini secondo natura.

Dopo essersi formati presso la scuola di formazione L’Oasi Naturale” di Angela Pedicone, infermiera pediatrica, naturopata e ideatrice del metodo “Puericoltura naturopatica”, gli autori hanno deciso di portare avanti i suoi insegnamenti e attività, ispirandosi soprattutto alla sua grande dote di “leggere dentro” i bambini e gli adolescenti e di risolvere le difficili situazioni che le sottoponevano le mamme. Hanno cosi gestito per 5 anni, a partire dal 2008, un centro residenziale con bambini in affido famigliare, collaborando con i servizi sociali. Dopo la morte di Angela gli autori, visti i risultati positivi raggiunti, hanno fondato “Bimbiveri” e hanno creato la “Mappa per la Crescita Felice”, onde fornire tutti gli strumenti per crescere un bambino nella serenità e nella gioia.

“Smettila di reprimere tuo figlio” si propone come guida per noi genitori, in quanto intende aiutarci ad attivare una consapevolezza naturale e innata e fornirci informazioni utili per la gestione delle difficoltà nella crescita dei nostri figli.

Trovo che la straordinarietà del libro stia nelle premesse teoriche che sono alla base dei consigli forniti dagli autori.
Nel rivolgersi a noi genitori, Antonio e Roberta contattano prima di tutto quella parte bambina di noi che, nonostante l’età adulta, forse non é mai cresciuta o é cresciuta male e chiede cancora attenzione, protezione e amore, magari attraverso la malattia, l’ansia, la rabbia, la depressione, la frustrazione…
Tutti siamo venuti al mondo con una sola richiesta: “Tutto quello che i bambini chiedono una volta venuti al mondo è di essere amati, e di essere amati per quello che sono”. [cit]
Ognuno di noi nasce perfetto a modo suo, amabile e speciale. Ma quasi sempre succede che la parte bambina di quelli che si dovrebbero occupare di noi, purtroppo, a suo tempo, non fu amata incondizionatamente. Cosi accade che a nostra volta cadiamo nella trappola del “devi essere/non devi essere”, perpetuando un circolo vizioso che si ripete di generazione in generazione. Per spezzarlo abbiamo bisogno di ricontattare la nostra parte bambina e far pace con lei.
Imparare ad amare noi stessi, smettere di reprimere noi stessi, è dunque il primo passo per poter donare amore incondizionato ai nostri bambini e non “reprimerli”.
Fai di tutto per essere felice, risolvi i conflitti con il passato, amati e realizza te stesso. L’apatia, la rabbia, il rancore sono contagiosi. Tuo figlio ti osserva e ti imita o comunque, anche senza volerlo, assorbe i tuoi atteggiamenti e le tue ferite. Se vuoi che sia davvero felice, iniziare da te è il modo più semplice. [cit]”

Obiettivo del libro è farci capire che dobbiamo imparare a osservare e ascoltare i nostri bambini perché solo loro possono dirci quello di cui hanno bisogno. Mediante la spiegazione delle tre fasi di crescita attraverso le quali passano i bambini da 0 fino a 21 anni, il libro fornisce chiarimenti e consigli pratici su come gestire, accogliere e vivere le varie fasi nel modo meno traumatico possibile.

Molto interessante anche l’analisi del rapporto con il cibo. Il libro illustra come uno stile di vita sano, un’alimentazione equilibrata siano necessari per l’armonia e la crescita serena del bambino e della famiglia. Come bevande gasate, merendine industriali, consumo di latte latticini carne, una vita sedentaria influiscano inevitabilmente sullo sviluppo psico-fisico dei nostri bambini. Vengono anche elencati i 9 falsi miti dell’alimentazione, tra i quali il fatto che il latte di mucca sia fondamentale per la crescita.

In conclusione, data anche la presentazione di molti casi pratici, reputo che il libro sia una fonte preziosa per noi genitori alle prese con l’arduo compito e desiderio quotidiani di realizzare la Crescita Felice dei nostri figli.

A questo link potete leggere le prime 40 pagine del libro:
http://www.anptraining.net/smettila-di-reprimere-tuo-figlio/

Il sito degli autori:
http://www.bimbiveri.it/smettila-di-reprimere-tuo-figlio-bestseller/

La pagina FB di Bimbiveri:
https://www.facebook.com/bimbiveri

Il canale Youtube di Bimbiveri:
https://www.youtube.com/user/Bimbiveri?feature=watch

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Dall’alimentazione alla ricostruzione in gel: trucchi e consigli per unghie impeccabili

  Quanto curiamo noi mamme le nostre unghie? Diciamoci la verità, tra il lavoro, i figli, la casa e gli impegni vari le nostre mani vengono spesso trascurate. Ma è pur vero che oggi pochissime donne, dalle ragazze più giovani alle nonne, rinuncerebbero ad una buona manicure e ad una decorazione in linea con il look oppure con l’umore del giorno.

Le mani sono un importantissimo strumento di comunicazione. Basti pensare a quanto una semplice stretta di mano possa dirci di una persona, già al primo incontro. Molti di noi, poi, sono abituati a gesticolare e a sottolineare il senso delle proprie affermazioni durante una conversazione proprio muovendo le mani, per coinvolgere l’interlocutore ed enfatizzare quanto sostenuto.

L’aspetto delle mani è fondamentale in molti ambiti lavorativi. In tutte le situazioni in cui è previsto il contatto con il pubblico, le mani curate, pulite ed ordinate aiutano a mettere a proprio agio il cliente e a trasmettergli una sensazione di sicurezza ed affidabilità.

Molti uomini e donne confermano che le mani sono uno dei primi particolari che catturano l’attenzione quando si conosce un potenziale partner, confermandone il ruolo di punta per quanto riguarda i meccanismi della seduzione. In sostanza è evidente che, nella società moderna, le mani curate ed attraenti rappresentino un ottimo biglietto da visita, capace di rivelarsi di grande aiuto in molte situazioni diverse.

Quando si parla di cura delle mani, non può certo essere trascurata l’importanza rivestita dalle unghie: una perfetta manicure completa qualunque look, aiutando ad apparire eleganti ed impeccabili in ogni circostanza.

Se è vero che le mani e le unghie curate hanno una grande importanza nel mondo di oggi e sono in cima alla lista delle preoccupazioni estetiche di molte ragazze e donne, è altrettanto vero che mantenerle sempre belle e in ordine non è affatto facile.

Molte delle attività che svolgiamo quotidianamente mettono a rischio l’integrità delle unghie: praticando sport, svolgendo le faccende di casa o quelle lavorative, le unghie possono indebolirsi, assumere un aspetto poco sano, spezzarsi, o andare incontro a vere e proprie patologie.
Sapere come comportarsi in ogni situazione, quali precauzioni prendere per assicurare l’incolumità delle proprie unghie e come agire per risolvere le problematiche più comuni non sempre è facile. Spesso, i trucchi e i consigli di amiche e conoscenti per avere unghie perfette si rivelano privi di fondamento mentre, in altri casi, si commette l’errore di affidarsi a prodotti di scarsa qualità oppure alle mani di onicotecniche ed estetiste poco preparate.

Se l’aspetto delle unghie è fondamentale sia per gli uomini che per le donne , è risaputo che è sopratutto il gentil sesso ad amare le infinite possibilità in termini di stili, forme, colori e decorazioni con le quali è possibile abbellire e valorizzare queste semplici lamelle di cheratina.

La passione tutta al femminile per la nail care  vede le sue origini perdersi nella notte dei tempi. La decorazione delle unghie era, con certezza, già ampiamente diffusa presso gli antichi egizi; tuttavia, testimonianze di pratiche di questo tipo giungono da popoli sparsi in tutto il mondo e da epoche ben più remote.

Nel corso della seconda metà del Novecento, questo costume è andato diffondendosi sempre più e, sull’onda delle tendenze lanciate dalle dive e dalle celebrità del mondo dello spettacolo, si sono susseguite le mode più disparate per quanto riguarda forma delle unghie, colore degli smalti e stili nella loro applicazione.

Il crescente interesse per il mondo della nail care ha rappresentato una ghiotta occasione per le case di produzione di cosmetici, che sfornano a ritmo continuo nuovi prodotti per curare e decorare le unghie: da lime di ogni forma e con qualunque grana a smalti speciali che permettono di ottenere effetti fluo, metallizzati o marmorizzati. 

Negli ultimi anni, sono addirittura nate nuove figure professionali, dedite proprio alla cura delle mani e delle unghie: quella dell’onicotecnica e quella della nail artist. Nel primo caso, ci si riferisce ad una professionista che si occupi di eseguire manicure, applicazioni di unghie finte, ricostruzioni e trattamenti mirati al benessere e alla bellezza della pelle delle mani.

Quella della nail artist è una professione ancora più originale ed interessante: con questo termine si indicano veri e propri artisti dediti alla creazione di decorazioni delle unghie uniche ed originali, che vengono realizzate a mano, utilizzando i più svariati strumenti e facendo ricorso a molte tecniche diverse. La bellezza delle opere realizzate da alcuni di questi artisti ha già portato all’organizzazione di competizioni e mostre, in occasione delle quali si celebra il fascino di questi piccoli capolavori, effimeri per definizione, ma di grande impatto estetico.
Per fare un po’ di ordine nella miriade di informazioni che è possibile reperire in tema di nail care, cerchiamo di prendere in considerazione gli aspetti salienti che devono essere valutati se si desidera far sfoggio di una manicure insuperabile e soprattutto sana.

Nutrire le unghie dall’interno

L’alimentazione gioca un ruolo di primo ordine nel garantire la nostra salute e bellezza. Questa regola vale in assoluto, ma in modo ancora più specifico per la pelle, le unghie e i capelli.

Questi tessuti, infatti, sono soggetti ad un continuo ricambio legato agli stress meccanici, fisici e chimici che continuamente subiscono. Affinché lo sviluppo e la crescita delle nuove cellule possa avvenire in modo corretto, è essenziale che l’organismo disponga di tutti i nutrienti necessari.

Proteine e aminoacidi sono in assoluto i composti più importanti per la salute delle unghie. La lamella ungueale è difatti costituita da cellule morte colme di cheratina, una particolare sostanza proteica che costituisce anche i capelli e lo strato corneo della pelle.

Per questo motivo è importante che la nostra dieta preveda sempre un sufficiente apporto di proteine, presenti in abbondanza nella carne, nel pesce e nei legumi e, più nello specifico, di aminoacidi solforati (metionina e cisteina), contenuti soprattutto nell’albume d’uovo e nelle carni bianche.

Anche i sali minerali svolgono un ruolo importante nel processo di formazione delle unghie e l’assunzione di alimenti ricchi di ferro, zinco, selenio e rame, aiuta a contrastare lo sviluppo delle classiche macchioline bianche sulla loro superficie (leuconichia).

La vitamina A e quelle del gruppo B, in particolare la vitamina B6 o piridossina sono coinvolte nel processo di sintesi della cheratina e, per questo motivo, una loro carenza si riflette immediatamente sull’aspetto delle unghie, che appariranno più fragili e tenderanno a sfaldarsi. Queste vitamine sono presenti in elevate quantità negli alimenti di origine vegetale di colore rosso e arancione, nei cereali e negli ortaggi verdi.

Il lievito di birra (Saccharomyces cerevisiae), tipicamente assunto sotto forma di capsule, rappresenta un integratore alimentare ottimo per la salute della pelle e degli annessi cutanei, proprio perché naturalmente ricco di aminoacidi solforati e vitamine del gruppo B. Può essere assunto periodicamente per rinforzare le unghie e proteggerle nei periodi di maggiore stress.

Bere molta acqua nel corso della giornata è un’abitudine molto salutare che si rivela utile anche per mantenere lucide e compatte le unghie che, specie con il passare degli anni, tendono a perdere la capacità di mantenere una buona idratazione, apparendo sempre più opache.

Manicure e trattamenti di bellezza

Per avere mani belle e in ordine è indispensabile concedersi almeno una manicure settimanale. La soluzione migliore è quella di rivolgersi ad un centro estetico e godersi un’esperienza rigenerante, affidandosi alle cure esperte di una onicotecnica.

Per chi fosse in cerca di un modo per contenere le spese e per le amanti del fai-da-te, è sempre possibile prendersi cura da sole delle proprie unghie.

Gli step fondamentali per una manicure perfetta sono:

  • pulizia della mani, che devono essere levate con un sapone neutro e delicato, per poi essere asciugate con cura. Ogni residuo di smalto o di precedenti trattamenti deve essere rimosso facendo ricorso agli appositi solventi;
  • taglio e limatura delle unghie, passaggio durante il quale le lamelle vengono accorciate e modellate nella forma desiderata. È importante che i margini delle unghie risultino perfettamente lisci e privi di irregolarità;
  • ammollo delle mani in una soluzione di acqua calda e succo di limone, oppure contenente oli essenziali dall’azione tonificante e rilassante;
  • rimozione delle cuticole, che non devono essere tagliate ma sistemate utilizzando un bastoncino di arancio.

A questo punto, le unghie sono pronte per essere smaltate e colorate. L’applicazione di un prodotto classico, indipendentemente dalla tonalità desiderata, deve avvenire secondo le seguenti regole:

  • lo smalto deve essere steso utilizzando l’apposito pennellino, solo dopo averlo liberato dal prodotto in eccesso, premendolo contro il bordo interno del collo della boccetta;
  • il colore va steso dal margine superiore dell’unghia a quello inferiore, con pennellate ampie e continue;
  • si deve procedere stendendo un primo strato ed aspettando che asciughi completamente, senza soffiare o ricorrere al phon o ad altri espedienti. Per ottenere un colore più intenso è possibile ripetere l’operazione applicando un secondo strato di smalto;
  • infine, è consigliabile ricorrere ad uno smalto sigillante, che vada a fissare il risultato ottenuto aumentandone la durata.
  • Eventuali sbavature possono essere corrette usando un bastoncino di cotone bagnato con l’acetone.

    A tal proposito, è importante sottolineare che questo composto, utilizzato per la rimozione dello smalto, esercita un’azione molto aggressiva sull’unghia, disidratandola fortemente.

    Per questo motivo, si consiglia di lasciar sempre trascorrere qualche giorno tra un’applicazione di smalto e quella successiva e di non cambiare il colore troppo frequentemente. Può essere una buona idea ricorrere all’uso di prodotti naturali che presentino formulazioni delicate.

    Di tanto in tanto è opportuno lasciare le unghie libere, per dar loro modo di rigenerarsi, sottoponendole a qualche trattamento nutritivo e riparatorio.

    Esistono molti prodotti naturali che possono rivelarsi alleati perfetti della bellezza delle nostre unghie. Tra questi, vogliamo ricordare l’olio di oliva e il succo di limone, con cui è possibile preparare un’emulsione idratante e schiarente da stendere sulle unghie.

    Allo stesso modo, l’olio di mandorla, di ricino e di germe di grano, in virtù del loro elevato contenuto di vitamina E dalle spiccate proprietà antiossidanti, sono perfetti per andare a nutrire e a proteggere le unghie.

    La ricostruzione in gel

    Da qualche anno a questa parte, si è andato affermando un trattamento grazie al quale è possibile ottenere unghie davvero perfette, decorate a proprio piacimento e molto durature: la ricostruzione in gel. Si tratta di un escamotage perfetto per chi presenta unghie fragili e molto lente nella crescita, oppure per chi sogna una manicure sempre curata pur avendo poco tempo a disposizione. Uno specifico gel va a ricoprire l’unghia naturale e, una volta reso solido grazie alla reazione di polimerizzazione catalizzata da una lampada UV, questo forma una struttura molto rigida che può tranquillamente resistere per settimane.

    Rispetto alle unghie finte di un tempo, che venivano incollate sul corpo ungueale, con le ricostruzioni si ottengono risultati molto più fini e naturali.

    Un lavoro davvero impeccabile richiede una buona manualità e molta esperienza, specie per la fase di preparazione dell’unghia, che deve essere accuratamente limata, sgrassata e trattata con prodotti che ne aumentino l’adesività e per la stesura del gel, che deve formare una bombatura nella giusta posizione per garantire la stabilità dell’intera struttura.

    Facendo un po’ di pratica sarà possibile realizzare le ricostruzioni anche senza rivolgerci ad un centro estetico. In ogni caso, rimane essenziale la scelta di prodotti di qualità, possibilmente made in Italy e con la garanzia di formulazioni sicure e a norma di legge.

    Usufruendo dei servizi offerti un portale e-commerce dedicato alle forniture per centri estetici, si avrà la possibilità di reperire dei gel per la ricostruzione delle unghie efficaci, inodore e atossici, scegliendo tra un’ampia selezione di nuance e texture.

    Tra gli altri prodotti e strumenti necessari per realizzare le unghie in gel ricordiamo lo sgrassatore, il primer acido, il gel base e quello fissante (a meno che non si opti per il gel monofasico, ovvero tutto in uno), nonché le lime, il buffer e il fornetto UV.

    La rimozione delle coperture in gel rappresenta una fase molto delicata. In molte commettono l’errore di rimuovere le unghie artificiali un pezzetto alla volta, strappandole e danneggiando seriamente l’unghia naturale sottostante. L’unico modo sicuro di agire consiste nell’utilizzare una lima o una fresa per rimuovere tutto il gel, facendo attenzione a non intaccare la lamella ungueale.

    Il pericolo onicomicosi

    Uno dei nemici più insidiosi per la bellezza delle nostre unghie è rappresentato dalle onicomicosi, ovvero le infezioni fungine.

    Questa patologia è molto frequente, data la semplicità con cui può essere contratta. Il contatto con strumenti per la manicure, o con superfici contaminate con le spore fungine è la prima causa di onicomicosi, una condizione che causa prurito, fastidio ed altera profondamente la struttura dell’unghia favorendone lo sfaldamento e modificandone il colore.

    Oltre a risultare particolarmente antiestetica, un’unghia colpita da un fungo, se non trattata, può addirittura andare incontro all’onicolisi, ovvero al distacco della lamella dal letto ungueale.

    La prevenzione di questa patologia richiede l’osservazione di un’attenta igiene, per cui è necessario evitare di condividere gli strumenti per la manicure con altre persone e pretendere che ne vengano impiegati di sterilizzati o monouso quando ci si sottopone ad un trattamento estetico. Particolare attenzione deve essere posta nelle piscine e negli spogliatoi, dove è importante non camminare mai scalzi.

    La cura di un’onicomicosi richiede tempi piuttosto lunghi, ma raramente sfocia in complicazioni. Per il trattamento è possibile ricorrere a creme antimicotiche o a smalti curativi contenenti sostanze fungicide, in funzione dell’estensione della lesione. É inoltre importante intervenire in maniera tempestiva per evitare che il fungo si diffonda alle unghie limitrofe.

    Attenzione allo stress

    Lo stress è un grande nemico della nostra salute e della nostra bellezza e ciò vale anche per le unghie. Più nello specifico, è in costante aumento il numero di persone che soffrono di onicofagia, ovvero dell’irresistibile impulso a mangiarsi le unghie anche in età adulta. Questa patologia, ufficialmente inserita nella lista dei disturbi ossessivo-compulsivi, è spesso associata a stati ansiosi e ad una scorretta gestione delle stress.

    Oltre a rappresentare un comportamento molto sconveniente, l’onicofagia può causare gravi danni alla struttura delle unghie, rovinandole anche in modo irreparabile e provocando dolorose infezioni.

    Si può cercare di limitare questo comportamento utilizzando gli speciali smalti dal sapore repellente, o indossando guanti protettivi ma, in alcuni casi, si rende necessario intervenire sulle cause profonde del problema avvalendosi

    Cucinare sano per i nostri bimbi: qualche consiglio!

      
    Care mamme super,

    oggi vorrei parlare un po’ di scelte alimentari. Sono convinta che ognuna di noi si è spesso interrogata su quale sia lo stile di vita più sano da proporre ai nostri bimbi, quali cibi preferire e quali controindicazioni esistano quando optiamo per una dieta piuttosto che un’altra. Di certo, le scelte alimentari di ognuno dipendono da molti e diversi fattori, prevalentemente etici o legati ai valori nutrizionali. Quello che non dobbiamo dimenticare però è che per i bambini il cibo è soprattutto strumento di conoscenza e permette il loro sviluppo. Apprezzare il cibo soddisfa sì un bisogno primario ma serve anche ad esprimere il legame con l’ambiente in cui sono inseriti: la famiglia, la scuola, gli ambienti di gioco. Farne una questione morale però è sbagliato: i bimbi non hanno gli strumenti adatti per comprenderla e otterremo l’effetto opposto. Come fare allora a proporre una sana e valida educazione alimentare? Usiamo le nostre energie per preparare piatti sani ma al tempo stesso gustosi e accattivanti, e prendiamoli per la gola!

    Per questo, il mio consiglio è iniziare dalla cucina naturale. Ma che cos’è esattamente? Una delle definizioni più calzanti è questa: “una cucina che rispetta la natura degli alimenti e di chi dovrà consumarli”.

    Si tratta di una cucina particolarmente gustosa, che non esclude cibi e che predilige l’utilizzo di prodotti il meno lavorati possibile (ovvero i prodotti confezionati delle industrie alimentari), meglio se semi-integrali o integrali. Si preferiscono le proteine vegetali (per intenderci, quelle contenute nei legumi e nelle farine) ma senza escludere quelle animali. Inoltre, si fa largo uso di tutti quegli insaporitori naturali che danno gusto e carattere alle ricette: erbe, spezie, semi in generale, come quelli di lino o di girasole.

    Per ottenere buoni risultati vi consiglio di frequentare un corso di cucina naturale in cui imparare tecniche, ricette, valori nutrizionali dei cibi e loro stagionalità. Per farlo senza stress e in modo divertente vi suggerisco di cercare un corso di cucina su uno dei tanti portali di annunci presenti online. Il più famoso e completo per me è senza dubbio Bakeca.it: presente da più di dieci anni è un ottimo strumento per trovare in modo rapido e facile quello che stiamo cercando.

    Se per esempio, cercate dei corsi a Roma, non dovete far altro che arrivare sulla home del sito, impostare come città di riferimento Roma e poi, dal menu a sinistra, scegliere “Formazione” e di seguito “Corsi di Formazione Professionale”. Dalla pagina dei risultati, cliccate sul filtro “Turismo e Ristorazione”: otterrete una lista di tutti i corsi di cucina disponibili. Nel nostro caso, possiamo affinare maggiormente la ricerca scrivendo alcune parole chiave nella barra in alto: “cucina sana” o “vegetariana” oppure ancora “macrobiotica” etc. A questo punto, cliccando sul singolo annuncio avete la possibilità di leggere tutte le informazioni sul corso: sedi, orari, frequenze e costi e inoltre di contattare l’inserzionista se volete saperne di più.

    Vi auguro di iniziare al meglio questa bella avventura in cucina: una buona idea che farà felici voi e i vostri piccoli!

     

     

    Quali sono i cibi da evitare in gravidanza?

     


    La gravidanza è un momento di gioia, di trasformazione del corpo e anche di maggiori attenzione a quello che si mangia. E non soltanto per una questione di linea, ma soprattutto per evitare rischi di contrarre malattie, alcune delle quali, come la Toxoplasmosi e la Listeriosi, sono molto pericolose per lo sviluppo del feto. Ecco dunque alcuni chiarimenti su quei cibi che dovrebbero essere evitati durante tutti i 9 mesi della gestazione.


    Il crudo non fa (sempre) male

    Il primo tema da affrontare è quello della carne e del pesce che non vengono cotti prima del consumo. Se con la carne consigliamo massima cautela, senza fare distinzioni tra maiale e manzo, per quanto riguarda il pesce invece possiamo stare più tranquille. Il pesce crudo è sottoposto ad abbattitura, procedura che lo rende generalmente sicuro per il consumo anche a crudo. Ne è la riprova la dieta delle donne giapponesi, che anche in gravidanza non rinunciano a qualche pezzo di sushi o a qualche taglio di sashimi.


    Il problema dei salumi

    I salumi non cotti, come salame e prosciutto crudo, andrebbero evitati durante tutta la gestazione. Questo perché il sale, sebbene sia in grado di conservare le carni, non è sempre in grado di eliminare tutti i parassiti che possiamo incontrare in un pezzo di carne. Discorso invece ancora diverso per i salumi cotti, come prosciutto cotto e mortadellaSi tratta di prodotti generalmente ok, che possono essere consumati senza troppi problemi.


    Le uova

    Le uova possono essere consumate a patto che siano state cotte. per quanto riguarda quelle presenti nelle preparazioni tipo crema e dolci, devono essere pastorizzate prima del consumo. Il rischio di salmonellosi è sempre dietro langolo e sicuramente non ne vale la pena.


    I latticini

    I latticini possono essere consumati durante la gravidanza, a patto che però provengano esclusivamente da latte pastorizzato. Le preparazioni per le quali non possiamo essere sicure della provenienza, devono essere accantonate non solo durante la gravidanza, ma anche al di fuori della gestazione: si tratta di prodotti pericolosi per la salute che non vanno mai e poi mai consumati.

    Per il resto via libera ai latticini, anche quelli che contengono muffe controllate come il gorgonzola.

    L’etichetta alimentare: istruzioni per l’uso

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    Di Rossella D’Elia

    Quando giriamo tra gli scaffali del supermercato, siamo sempre più incuriositi da prodotti, magari superflui e non contemplati nella lista della spesa, che attirano la nostra attenzione per l’immagine, i colori ed i claims riportati sulla confezione o per il prezzo conveniente.
    Ma tutto ciò che leggiamo rispecchia in realtà le caratteristiche del prodotto che stiamo per acquistare?
    Siamo consapevoli che anche l’imballaggio e la sua integrità hanno la loro importanza e che più indicazioni ritroviamo tanto migliore dovrebbe essere il nostro giudizio alimentare sul quel determinato prodotto?

    La vita frenetica che conduciamo ci porta ad avere una dispensa sempre ben fornita, e spesso cerchiamo di riempirla di prodotti che risultino benefici alla nostra salute. Bene, proprio su questo tema, a mio avviso, bisogna essere molto attenti!

    L’importanza dell’imballaggio o packaging è facilmente immaginabile: facilita la logistica legata alla movimentazione dei beni di consumo e garantisce l’inalterabilità del contenuto; ma, i materiali destinati in campo alimentare al “packaging” sono sicuri? Non a caso a questo tema di estrema attualità è stato dedicato un seminario due anni fa circa, organizzato dall’Istituto Italiano dei Plastici a Milano, nel quale si è ampiamente discusso sulla sicurezza alimentare come un’esigenza sempre più avvertita (visti i ben noti scandali legati proprio alla sicurezza dei cibi) e sulla qualità dei prodotti, due obiettivi principali del regolamento europeo n° 2023/2006.

    Ma la vera protagonista nel panorama dei consumi alimentari è la ben nota “etichetta alimentare”, valido strumento per riconoscere le caratteristiche di un prodotto e fornire un’adeguata informazione per il consumatore.
    Ma siamo sempre in grado di leggerla con attenzione al momento dell’acquisto e soprattutto sappiamo correttamente interpretarla? Purtroppo molte volte la risposta è …no!
    Fortunatamente, dopo un lungo braccio di ferro durato 4 anni, le informazioni su di essa riportate di tipo facoltativo o complementari, saranno obbligatorie per legge, sulla base del regolamento UE n°1169/2011 in vigore da dicembre 2014. Quest’ultimo prevederà, tra l’altro, etichette più leggibili, tabelle nutrizionali più complete e chiare indicazioni d’origine e sede di lavorazione del prodotto.

    Ecco, dunque a voi un breve vademecum su alcuni aspetti da non sottovalutare in questa fase di transizione:

    • se è riportato “da consumarsi entro…” il prodotto va consumato tassativamente entro quella data e non oltre (es:.yogurt, latte, prodotti freschi);

    • se, invece, è indicato “da consumarsi preferibilmente entro il…” il prodotto garantisce le sue qualità fino a quella data e, il suo superamento non implica che il prodotto sia scaduto (es:. pasta e riso);

    • porre attenzione ai claims
    senza zucchero” se poi troviamo le diciture “sciroppo di glucosio, o fruttosio, o maltosio o amido di mais”, perché vuol dire che l’alimento contiene indirettamente dello zucchero con indice glicemico simile al saccarosio;

    “senza grassi”, se poi troviamo la dicitura “mono e digliceridi degli acidi grassi” che vengono metabolizzati dall’organismo come grassi;

    “senza calorie o dietetico”, se poi troviamo come dolcificante l’aspartame (notoriamente ipocalorico, ma pur sempre artificiale!);

    • controllare la presenza di additivi (conservanti, coloranti, emulsionanti, esaltatori di sapidità, correttori di acidità ecc.) che di solito compaiono alla fine dell’elenco. Sebbene si tratti di sostanze utilizzate dall’industria alimentare per migliorare alcune caratteristiche del prodotto, ma senza alcun valore nutrizionale, potrebbero essere causa di reazioni allergiche nei soggetti predisposti.

    In un’ottica di tutela del consumatore dunque, possiamo dire che l’attuale etichetta alimentare che oggi potremmo definire “light”, sulla base del nuovo regolamento sarà di sicuro più corposa, più chiara e trasparente riuscendo a guidare con più attenzione anche la sfera di comunicazione commerciale dei prodotti.

    Dott.ssa Rossella D’Elia
    Biologa Nutrizionista
    Specialista in Biochimica Clinica
    Per info e contatti:.
    347/7841896
    delia.rossella@gmail.com
    Studio Via D. Fontana, 21

    Falsi miti e alcuni consigli per una sana alimentazione. Dott.ssa Rossella D’Elia Nutritional Counselor

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    Quanti luoghi comuni, quanti pregiudizi esistono sull’alimentazione ancora oggi! Sarà sicuramente capitato di sentir dire ai bambini: “Mangia gli spinaci, che diventi forte come braccio di ferro”!! Ma la fama di alimento ricco di ferro che accompagna gli spinaci, sembra sia legato ad un errore di trascrizione commesso dalla segretaria di un nutrizionista americano, che copiò 29 mg invece di 2,9 per ogni 100g di parte edibile, a proposito del contenuto di ferro. L’organismo è in grado di assorbire solo il 5% di ferro contenuto nei vegetali, contro il 25% contenuto negli alimenti di origine animale. Gli spinaci, ad esempio, come altre verdure a foglia larga (bietole, cicoria, indivia, broccoli, crescione, acetosa, lattuga e scarole ecc.), sono sempre più diventati “compagni” di una dieta impeccabile. In generale, comunque, le verdure danno un buon senso di sazietà, sono ricche di nutrienti quali vitamine, rame, fosforo, zinco, calcio, potassio e acido folico, ma contengono anche numerosi minerali che possono potenzialmente rivelarsi dannosi per coloro che soffrono di calcoli ai reni. Inoltre, proprio per la conformazione delle foglie, possono assorbire facilmente i fertilizzanti chimici con cui vengono trattati i terreni che sono ricchi di nitrati. Questi ultimi, di per sé sono innocui, ma prima in bocca per azione della saliva e poi nello stomaco, tendono a trasformarsi in, composti capaci di ridurre il trasporto di ossigeno nei tessuti o addirittura potenzialmente cancerogeni. Ecco perché ad oggi sono sconsigliati per i neonati fino all’ottavo mese di vita.
    Tra gli altri luoghi comuni che si sentono:“il latte per il calcio…la carne per il ferro”, ma non tutti sanno che queste due sostanze sono antagoniste in termini di assorbimento; ovvero, i cibi ricchi di calcio influiscono negativamente sull’assorbimento del ferro, quindi meglio evitare i latticini insieme agli alimenti come carne o pesce se il nostro scopo è quello di assimilare tutto il ferro possibile attraverso l’alimentazione. Ma se si vuole favorire un adeguato assorbimento del ferro è buona norma utilizzare la ben nota vitamina C. Via libera, dunque, al limone sulla bistecca, oppure all’assunzione di una bella arancia come porzione di frutta dopo un pasto a base di carni rosse! L’assorbimento delle vitamine, invece, è legato soprattutto alle loro caratteristiche chimiche. Ad esempio le vitamine liposolubili come A, E, D, K, vengono meglio assimilate in presenza di lipidi quali l’olio extravergine d’oliva, ricco tra l’altro di sostanze utili a contrastare il colesterolo. Basta quindi poco olio, per esempio, per assicurarsi che la propria insalata dia il meglio di sé anche in termini nutritivi!!
    E’ interessante sapere che, da diversi anni, l’industria alimentare, in accordo con i ricercatori in campo nutrizionale, ha messo a punto i cosiddetti Functional Foods. Si tratta di cibi arricchiti pensati per risolvere le carenze alimentari di nutrienti, come ad esempio il ferro, ma che se consumati nell’ambito di una dieta e di uno stile di vita equilibrato, offrono grandi potenzialità nel miglioramento della salute e/o nel contribuire alla prevenzione di determinate malattie. Cosa sarà del futuro di questi “nuovi” alimenti? Dipenderà dalla loro collacazione ponderata all’interno di una sana e corretta alimentazione.

    Dott.ssa Rossella D’Elia
    Biologa Nutrizionista
    Specialista in Biochimica Clinica
    Via D. Fontana, 21
    Per appuntamento e contatti:
    347/7841896
    delia.rossella@gmail.com

    La dieta?…non un miraggio! Ecco come tornare in forma dopo le feste. I consigli della dott.ssa Rossella D’Elia, Nutritional Counsellor

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    Come promesso ho postato un articolo per contrastare gli eccessi alimentari delle feste!

    Nel periodo post-festività, con la Pasqua appena conclusa, consapevoli di portare ancora il peso degli eccessi delle festività natalizie e del Carnevale, l’argomento dieta è quantomai attuale! Puntuale è ogni anno, di questi tempi, il ricorso alla dieta miracolosa che scaccia via ogni senso di colpa, prima dei chili di troppo e ci prepara ad essere in forma per la “prova costume”. La bilancia, infatti, inesorabilmente, emette impietosa il suo verdetto: 2 chili in più, in media, secondo le statistiche ufficiali. Una buona notizia che può tranquillizzare è che l’organismo non riesce in tempi così brevi ad aumentare i depositi di grasso corporeo. Buona parte di questi chili è costituita essenzialmente da acqua, per effetto della ritenzione idrica che accompagna inevitabilmente una eccessiva introduzione di carboidrati, sale e grassi saturi. Prima regola, pertanto, idratarsi abbondantemente (almeno 1,5L di acqua) per aiutare il corpo ad eliminare i “chili” di acqua intrappolati nei tessuti a causa del consumo extra di zuccheri. Contestualmente, è fondamentale rifarsi alla “regola” di una sana alimentazione, ripartendo la giornata alimentare nei tre pasti canonici (colazione-pranzo-cena) più due spuntini (metà mattina e metà pomeriggio). Questa distribuzione ha l’effetto di aumentare l’efficienza metabolica del nostro corpo, attivando i processi di combustione.
    È recente la pubblicazione su Science Daily, uno dei più importanti giornali di scienze online (tra i top 50 website nell’area delle scienze), dei risultati di una ricerca in materia di alimentazione e dieta curata dal Loyola Center for Metabolic Surgery & Bariatric Care di Maywood nell’Illinois. Stando alla ricerca, solo una persona su cinque riesce realmente a dimagrire e a rispettare quindi i buoni propositi; la maggior parte, invece, o desiste o compie sforzi vani. motivi di questo “fallimento” sarebbero quattro.
    Il primo riguarda una sottostima, anche da parte degli esperti, delle calorie introdotte ogni giorno. Infatti si tende ad escludere dal conteggio le bibite (cola, aranciata ed in genere bibite zuccherate) che costituiscono le cosiddette “calorie vuote” cioè povere di micronutrienti (vitamine, sali minerali, antiossidanti) e quindi caloriche ma tendenzialmente poco salutari e, sempre più spesso, non si tiene conto neanche delle calorie assunte con gli spuntini o con i cibi fuori casa che spesso abbondano in condimenti e porzioni.
    Il secondo riguarda l’importanza dell’attività fisica quotidiana sempre più spesso sopravvalutata.Basterebbero 30 minuti di esercizio moderato più volte a settimana, ma spesso il lavoro e gli impegni ci portano a mancanza di tempo e ad un’inevitabile pigrizia! Il consiglio, secondo gli esperti di weight management, è quello di munirsi di un contapassi che ci consenta di monitorare la nostra camminata fino a spingerla a 10.000 passi al giorno.
    Il terzo è attribuibile ad uno scorretto orario dei pasti. Sarebbe buona norma mangiare ogni 3-4 ore spuntini salutari, evitando di restare digiuni per oltre cinque ore perché questo porta poi ad essere più affamati e quindi conduce all’abbuffata. Secondo queste indicazioni, si riescono a mantenere i livelli di glucosio abbastanza costanti, raggiungendo un ottimale livello energetico ed evitando un rallentamento del nostro metabolismo.
    Il quarto è relativo al sonno. Insomma, sembrerebbe che non si dorme abbastanza, di solito meno di sei ore a notte. Questo comporta un tendenziale aumento del consumo di carboidrati durante la giornata con conseguente maggiore produzione nell’organismo di un ormone: la grelina capace di stimolare l’appetito. A questo si aggiunge l’incremento dell’ormone dello stress: il cortisolo che, se prodotto in eccesso, concorre a stimolare l’aumento del peso accelerando addirittura l’invecchiamento.
    È buona abitudine, quindi, dare il giusto spazio ai carboidrati, preferendo però quelli “a basso indice glicemico”(pasta, riso, pane integrali, frutta e verdura) che costituiranno la base ideale per gli spuntini. I dolciumi “residui” delle feste dovranno tornare ad essere consumati solo sporadicamente. La dieta, inoltre, dovrebbe opportunamente essere integrata con proteine magre, in particolare quelle del pesce e/o delle carni bianche, riducendo drasticamente il consumo di formaggi (preferendo quelli a basso tenore di grassi), carni rosse ed affettati. La frutta secca potrebbe costituire, invece , una buona opportunità, se consumata in quantità adeguate (30-40gr.), in una versione rigorosamente senza aggiunta di sale, per dei sani spuntini fra i pasti, anche in sostituzione della classica frutta di stagione. Per una maggiore consapevolezza delle proprie abitudini alimentari, gli esperti consigliano di compilare un diario alimentare, una specie di agenda dove segnarsi cosa e come mangiare durante il giorno. In poche parole, responsabilità, controllo, riposo e moderata attività fisica, sono la ricetta giusta per rispettare tutti i nostri “buoni” propositi.

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    dott.ssa Rossella D’Elia, Nutritional Counsellor
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    Dopo Pasqua ecco come possiamo riciclare le uova di cioccolato

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    La Pasqua e la Pasquetta sono trascorse, spero, dando a tutte noi mamme la possibilità di vivere momenti gioiosi con le nostre famiglie, i nostri figli, compagni, i nonni. Chi l’ha trascorsa a casa, chi in montagna, chi al mare, chi in giro per la città…una cosa è certa, sfido chiunque a negare che, all’ennesimo uovo di cioccolata avuto regalato per il proprio figlio o figlia, non ha storto il naso e pensato: “NOOOOO! E adesso chi se lo mangia?!!!” Pensando a questo, mi sono messa a cercare sul web qualche ricetta per riciclare le uova di cioccolata.

    Eccone un paio che mi hanno convinto, anche perchè adatte sia a bimbi che adulti!

    MUFFINS AL CIOCCOLATO

    Ingredienti:

    Cioccolato delle uova di Pasqua
    Farina 300 g
    3 uova
    Burro 150 g
    Latte 1 tazza
    Zucchero 150 g
    1 pizzico di sale
    1 pizzico di cannella
    estratto di vaniglia
    Attrezzi: Pentolini per bagno maria + Ciotole per impastare + Sbattitore + Stampini da Muffin

    Procedimento:

    Spezzettate la cioccolata in un pentolino e fate fondere a bagno maria. Quando è completamente fusa unite 1 cucchiaino di burro, mescolando bene e 2 cucchiai di latte. Togliete dal fuoco.
    In una ciotola lavorate con lo sbattitore il burro con lo zucchero finchè sarà una crema spumosa. Unite le uova, una per volta, sempre battendo. Quando il composto sarà omogeneo, unite anche il latte poco per volta, sempre battendo e l’estratto di vaniglia. Unite anche la crema di cioccolata battendo, finchè avrete una crema liscia.
    In un’altra ciotola mescolate insieme la farina, il lievito, la cannella, il sale. Accendete il forno a 180°.
    Unite poco alla volta la farina alla crema e mescolate finchè il composto sarà omogeneo e liscio.
    Con un cucchiaio riempite gli stampini (imburrati) con l’impasto, poco oltre la metà dello stampo.
    Infornate i muffins per 25/30 minuti. Fate la prova di cottura con lo stecco di legno. Sfornate e lasciate stiepidire su una griglia.

     

    MOUSSE DI CIOCCOLATA

    Ingredienti:

    300 g di cioccolato delle uova di Pasqua (fondente o al latte)
    250 g di panna fresca da montare
    2 tuorli
    2 cucchiai di zucchero a velo
    1 cucchiaino di burro
    Attrezzi: Pentolini per bagnomaria + Sbattitore + Ciotole

    Procedimento:

    Spezzettate il cioccolato in un pentolino e fatela fondere a bagnomaria. Nel frattempo battete i tuorli con lo zucchero fino a che saranno molto gonfi e spumosi.
    Quando la cioccolata è fusa unite il burro mescolando bene. Togliete dal fuoco e unite mescolando velocemente la crema di uova. Lasciate raffreddare.
    Nel frattempo montate la panna fermissima e incorporate alla cioccolata battendo. Versate la mousse nelle ciotole e trasferite in frigo coperte con un po’ di pellicola.

    Fonte: http://www.deabyday.tv/cucina-e-ricette/preparazioni-di-base/guide/382/Come-recuperare-il-cioccolato-delle-uova-di-Pasqua.html
    Forza, un po’ di golosità non guasta! SLURP…ma per farmi perdonare appena possibile posterò i consigli per smaltire tutti questi eccessi…

    Alimentazione in gravidanza. I preziosi consigli della Dott.ssa R. D’Elia, Nutritional Counselor

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    La gravidanza è un fenomeno fisiologico particolare che determina profondi cambiamenti e modificazioni nell’organismo della donna, la quale si trova a dover contenere il nuovo organismo che si forma, cresce e si nutre. Pertanto, un buono stato di salute della madre già prima dell’inizio della gravidanza, nonché una corretta ed adeguata alimentazione durante tutto il periodo gestazionale, sono condizioni essenziali sia per diminuire il rischio di complicanze della gravidanza (ipertensione, gestosi, diabete gestazionale, parto prolungato), sia per la prevenzione di gran parte delle patologie neonatali.
    Le principali modificazioni fisiologiche che avvengono nella donna durante la gravidanza comprendono:
    • Incremento ponderale che varia durante tutto il periodo della gravidanza, ma che nel II trimestre interessa prevalentemente il comparto materno (utero, seno, espansione ematica, depositi di grasso e di riserva), mentre nel III trimestre assume un andamento costante (350-400 g mediamente a settimana) ed interessa l’accrescimento del feto e della placenta. L’optimum di incremento totale viene mediamente indicato intorno ai 12 Kg (1Kg nel I trimestre, 4 Kg a 20 settimane, 8 Kg a 30 settimane) per donne con valori normali di BMI (indice di massa corporea). Per donne gravide con valori di BMI elevati, l’incremento si può ridurre a 6-7 kg, mentre può arrivare fino a 18 Kg per le donne sottopeso;
    • Incremento del dispendio energetico dovuto all’aumento del metabolismo basale della madre che, al temine della gravidanza, è pari circa al 20% in più rispetto alla norma, ma anche all’aumento della massa di tessuto attivo, della spesa energetica materna in termini di lavoro cardiovascolare e respiratorio del costo per la sintesi di nuovi tessuti;
    • Cambiamenti della concentrazione di alcuni componenti (lipidi, vitamine liposolubili, proteine) che tendono ad aumentare e di altri (amminoacidi, acidi grassi, sali minerali, vitamine idrosolubili, albumina) che tendono a diminuire;

    Le linee guida per una sana alimentazione dettano alcune raccomandazioni particolari in questa particolare fase della vita della donna: seguire una dieta sana ed equilibrata di tutti i nutrienti e ricca di fibre, eliminando bevande quali caffeina ed alcool (causa di insonnia ed irritabilità sia per la madre che per il nascituro); Particolare attenzione va posta anche alla sicurezza ed all’igiene degli alimenti al fine di ridurre al minimo il rischio di esposizione ad agenti inquinanti e a microrganismi patogeni. In genere, gli alimenti responsabili di infezioni alimentari come carni ed uova, devono essere assunti ben cotti; il latte deve essere pastorizzato ed i latticini preparati a loro volta con latte pastorizzato. Frutta e verdura devono essere sempre ben lavate.
    Una dieta equilibrata per la gravidanza dovrà dunque essere in linea generale:
     Abbondante di zuccheri complessi (amido contenuto in pane, pasta, riso e patate) e di frutta e verdura che forniscono la necessaria quantità di fibre (per evitare anche i problemi di stipsi comuni in gravidanza);
     Moderata in prodotti caseari carni magre, pesce, uova e legumi (tutti alimenti ricchi di proteine);
     Limitata in alimenti ricchi di grassi (olio, burro, grassi saturi);
     Limitata in zuccheri semplici (saccarosio e glucosio contenuti in prodotti da pasticceria, fruttosio di cui sono particolarmente ricchi alcuni tipi di frutta);
    Come la popolazione generale, la donna gravida dovrebbe consumare almeno due porzioni di pesce a settimana, evitando pesce spada e tonno per il rischio di esposizione al metilmercurio (che potrebbe determinare danni al sistema nervoso); evitare alimenti quali il fegato troppo ricchi di retinolo o vitamina A (che con dosi troppo elevate può avere effetti teratogeni). Poi, sotto stretto controllo medico, si consiglia di fare attenzione ad allergeni contenuti in arachidi, pesche, fragole e crostacei, per evitare una sensibilizzazione anche da parte del feto.

    I nutrienti a cui porre particolare attenzione secondo i LARN (livelli di assunzione raccomandati di energia e nutrienti) sono i seguenti:
    Calcio
    Latte e latticini, vegetali a foglia verde, legumi secchi, soia ed alimenti fortificati (pane, latte di soia, tofu, noci, frutta secca)
    Latte e latticini sono la migliore fonte alimentare di calcio in quanto ne contengono in elevata concentrazione ed in forma altamente biodisponibile.
    Ferro
    Legumi, vegetali a foglia verde scuro, alimenti fortificati (pane e cereali), frutta secca e noci.
    Il ferro presente in alimenti vegetali è in forma non-eme, cioè meno biodisponibile rispetto alla forma eme presente negli alimenti di origine animale. Ma l’assorbimento del ferro non-eme aumenta se vengono consumati insieme ad alimenti contenenti vitamina C. Viene invece inibito da tè, fitati (cereali e legumi) e fibra.
    Ioduro
    Sale iodato, latte, alghe
    La concentrazione di tale nutriente dipende dalla sua concentrazione nel terreno di coltura.
    Zinco
    Latticini, uova, pane e prodotti cerealicoli, legumi secchi, fagioli, noci, vegetali verdi, cereali fortificati.
    Diete vegetariane e vegane assicurano un’adeguata quantità di zinco, ma l’assorbimento è inibito dai fitati (cereali e legumi secchi).
    Acido Folico
    Presente in abbondanza in verdure a foglia verde (spinaci, broccoli, asparagi, lattuga), arance, legumi, cereali, kiwi, fragole.
    Nutriente importante per la prevenzione della spina bifida (malformazione fetale).
    Poiché l’acido folico non è un complesso stabile, può essere facilmente distrutto nel processo di cottura o nella conservazione prolungata, spesso se ne consiglia un’integrazione regolare da almeno un mese prima fino a 3 mesi dopo il concepimento.
    Vitamina B2
    Presente in abbondanza in latte, formaggi, carne, ortaggi a foglia verde, cereali fortificati
    Un’eventuale carenza sembra possa avere effetti teratogeni sul feto.
    Vitamina B12
    Sono buone sorgenti le carni (fegato e pesce), legumi ed arachidi.
    In associazione con l’acido folico, svolge un ruolo importante nella prevenzione delle anemie severe e dei difetti del tubo neurale.
    Vitamina A
    Presente in latticini, fegato, olio di pesce, o come provitamina nei carotenoidi (vegetali di colore arancio e verde scuro).
    Un’assunzione corretta protegge il neonato dalle malattie infettive (respiratorie in particolare), mentre un eccesso ha effetti teratogeni.
    Acidi grassi essenziali
    Omega 3
    Le fonti principali sono l’olio di girasole, mais, soia ed i prodotti da essi derivati.
    Importante soprattutto per mantenere un normale assetto lipidico della madre.
    Acidi grassi essenziali
    Omega 6
    Le fonti sono l’olio di semi di lino, olio di noce e di colza, olio di soia, tofu e noci.
    Importante per garantire un corretto sviluppo del sistema nervoso centrale (SNC) e le funzioni celebrali nel corso dell’intera vita.

    Dopo queste raccomandazioni di carattere generale, va aggiunto che, poiché ogni individuo presenta una storia particolare, le raccomandazioni richiedono di essere individualizzate a seconda delle caratteristiche peculiari di ogni donna che intende procreare.

    Per contatti:

    Dr.ssa R. D’elia, Biologa Nutrizionista

    +393477841896