Archivio | giugno 2014

Come insegnare ai bambini a condividere ed essere gentili e altruisti

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E’ importante che i più piccoli vengano indirizzati verso comportamenti altruistici da chi è più grande di loro. Soltanto attraverso l’esempio e il gioco tra genitori e figli e tra bambini tra di loro è possibile insegnare la gentilezza, l’educazione e la condivisione ai bambini.

Come fare allora visto che i più piccoli, per loro natura, tendono ad essere molto egoisti, soprattutto nella fase prescolare in cui tutto “è mio”?

Di solito, infatti, i bambini intorno ai tre anni, tendono ad essere molto egoisti nei confronti degli altri poichè il loro sviluppo cognitivo è maturo per comprendere il concetto di proprietà. La mamma “è mia”, il gioco del compagno “è mio”, la pappa “è mia”. Ed è in quel momento che si spiega ai bimbi che non tutto “è mio”. Proprio in quel momento però, bisogna aiutare i piccoli ad essere altruisti e a capire quanto sia importante la condivisione con gli altri.

Innanzitutto bisogna che siano gli adulti a dare l’esempio. Poi si può provare con i giochi giusti.

Ci sono infatti alcuni giochi che possiamo proporre ai nostri bambini per insegnare loro ad essere gentili con i fratellini e le sorelline, con i compagni di classe e con gli altri in generale.

Vediamo quali sono:

IL GIOCO DEL DUE – Questo gioco è particolarmente indicato nel caso ci siano sorelline o fratellini in casa. Ogni volta che il bimbo chiede un biscotto o un gioco, bisogna dargliene due, uno per se stesso e uno per la sorella/fratello. In questo modo sarà spontaneo per lui condividere le sue cose con gli altri membri della famiglia.

SCAMBIARE I GIOCHI – Questa strategia è molto utilizzata a scuola, quando i bambini giocano con oggetti che sono in dotazione per tutti e non sono di proprietà. Quando due piccini si contendono lo stesso gioco, si utilizza la teoria del compromesso per evitare litigi: si invita il bambino che vuole togliere il giocattolo al momentaneo fruitore a prendere un altra cosa, ugualmente bella, da offrire in cambio. In questo modo, invece di strappare di mano gli oggetti, i bambini imparano a fare proposte o ad aspettare il proprio turno.

Fonte: http://www.nonsprecare.it

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