Non ci sono sculacciate buone.


Di Alice Miller

20140520-163216-59536810.jpg

Perché le sculacciate, gli schiaffi ed anche le percosse apparentemente innocue come gli schiaffi sulle mani d’un bambino sono pericolosi?
1. Insegnano loro la violenza, con l’esempio che ne danno;
2. Distruggono la certezza infallibile d’essere amato, cosa di cui il bambino ha bisogno;
3. Creano un’angoscia: quella dell’attesa delle prossime percosse;
4. Sono portatrici d’una menzogna: pretendono di essere educative quando in realtà servono ai genitori per sfogare la loro rabbia; essi picchiano i loro bambini perché sono stati essi stessi picchiati nella loro infanzia;
5. Incitano alla rabbia e ad un desiderio di vendetta che non verranno espressi nell’infanzia ma si esprimeranno nell’età adulta;
6. Predispongono il bambino ad accettare argomentazioni illogiche (“io ti faccio male per il tuo bene”) e le imprimono nel suo corpo;
7. Distruggono la sensibilità e la compassione verso gli altri e verso sé e limitano così le capacità di conoscenza.

Che cosa impara il bambino dalle sculacciate e dalle altre percosse?
1. Che il bambino non merita il rispetto;
2. Che si può apprendere il bene attraverso una punizione; questo è falso, in verità insegniamo al bambino solo il desiderio di punire;
3. Che non bisogna sentire la sofferenza, che è necessario ignorarla; questo è pericoloso per il sistema immunitario;
4. Che la violenza fa parte dell’amore; questa lezione incita alla perversione;
5. Che la negazione delle emozioni è salubre; ma è il corpo che paga il prezzo per quest’errore, spesso molto più tardi nella vita;
6. Che non bisogna difendersi prima dell’età adulta.

E’ il corpo che conserva la memoria di tutte le tracce nocive delle supposte “buone sculacciate”.
Come scarichiamo la rabbia inascoltata?
Durante l’infanzia e l’adolescenza:
1. Perseguitando i più deboli.
2. Aggredendo i propri amici e compagni.
3. Umiliando le ragazze.
4. Attaccando gli insegnanti.
5. Vivendo le emozioni vietate dinanzi alla televisione o attraverso i videogiochi, identificandosi con eroi violenti. (I bambini non picchiati dimostrano meno interesse per gli spettacoli violenti e crudeli e non produrranno film atroci, una volta diventati adulti).

Quali sono le conseguenze nell’età adulta?
1. Si perpetuano le percosse, apparentemente come un mezzo educativo efficace, senza rendersi conto che in verità ci si vendica della propria sofferenza sulla generazione successiva.
2. Ci si rifiuta, o non si è capaci, di comprendere le relazioni tra la violenza subita precedentemente e quella ripetuta attivamente oggi. Si conserva così l’ignoranza della società.
3. Ci si impegna in attività violente.
4. Ci si lascia influenzare facilmente dai discorsi politici che ci indicano capri espiatori nei confronti della violenza che abbiamo interiorizzato e di cui ci possiamo finalmente sbarazzare senza essere puniti: razze “impure”, etnie da “ripulire”, minoranze sociali disprezzate.
5. Perché chi ha obbedito alla violenza da bambino, è pronto ad obbedire nuovamente a qualsiasi autorità che gli ricordi l’autorità dei genitori, come i tedeschi hanno obbedito a Hitler, i russi a Stalin, i serbi a Milosevic.
Per contro, si può prendere coscienza della rimozione, provare a comprendere come la violenza si trasmetta dai genitori ai bambini, e si può smettere di picchiare i bambini indipendentemente dalla loro età.
Si può farlo immediatamente quando si comprende che le sole vere ragioni per dare “botte educative” si nascondono nella storia rimossa dei genitori.
© Alice Miller

La dott.ssa Rossana Pierri, psicologa, mi ha inviato un riassunto eccezionale del pensiero della psicoanalista controcorrente Alice Miller, che prese coscienza, attorno ai 50 anni, della sua infanzia e dei maltrattamenti subiti, che non aveva avuto il coraggio, fino ad allora, di raccontarsi.

Alice Miller ha scritto libri che hanno toccato il cuore di milioni di persone, aiutandole a riscoprire le ferite nascoste, e a ribellarsi ad un malessere che spesso viene espresso sottoforma di sintomi somatici e di depressione, ma che trae origine nei primi anni di vita.
Alice Miller ha parlato della possibilità di trovare un testimone consapevole, una persona consapevole della propria infanzia, schierata dalla parte del paziente, che aiuti le persone a conoscere la propria verità, alla ricerca del proprio Vero Sé.

Dott.ssa Rossana Pierri
Psicoterapeuta presso il Centro di Psicoterapia a costo sociale
“Il terapeuta consapevole”
Via Salita Arenella 43
Napoli

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...