La maternità non è solo biologica


20140511-183406.jpg Per questa festa della Mamma, dedico un pensiero speciale a tutte quelle donne che per diversi motivi non sono madri, biologicamente parlando. Dedico un grande abbraccio a quelle che vorrebbero e sperano ancora di diventare madri e a quelle che invece non ci sperano più o perché sono un po’ avanti con l’età, o perchè non hanno trovato il compagno giusto con cui metter su famiglia, oppure perché hanno avuto dai medici la conferma di non poter generare figli. A tutte voi, in particolare a quelle amiche, auguro di esprimere comunque la vostra maternità, che resta un vostro valore femminile a prescindere che abbiate o meno partorito un figlio. La maternità si esprime nel vostro sapere donare agli altri, come solo le donne sanno fare. La maternità allora diventa esaltazione della vita in un senso più alto, nobile e spirituale, non biologico e che non necessariamente passa attraverso la gravidanza e la riproduzione, ma si realizza prima di tutto come istinto di protezione e di conservazione delle creature viventi, a prescindere da chi le abbia messe al mondo, e poi come tentativo di trasmettere loro dei valori su cui fondare la propria esistenza. Fra gli esempi più nobili di questo modo metaforico e spirituale di intendere la maternità mi viene in mente Madre Teresa di Calcutta. A tale proposito la dott.ssa Loredana Cafaro, sociologa, mi ha inviato il seguente articolo:

La donna è l’altro genere, l’altra polarità dell’umanità, complementare all’uomo, che grazie alla maternità consente la continuità della vita. Rappresentata nell’iconografia primitiva come vaso, ricettacolo portatore di vita. Dedicata alla cura e all’accudimento della prole, accogliente e legata fortemente ai misteri della natura. Donna e maternità dunque. Con l’emancipazione degli anni settanta del secolo scorso, prevale la richiesta di un riconoscimento del ruolo sociale della donna non solo nella vita privata, ma anche nella sfera pubblica sociale, politica ed economica. Donna e potere politico ed economico. I due ruoli non si sono ancora pienamente armonizzati. Ho vissuto in pieno questo passaggio e credo di esserne stata influenzata, mio malgrado. Sono donna, ma non sono madre. Non ho generato figli. Una parte di me avrebbe voluto fortemente, un’altra aveva paura di farlo. Non mi sentivo adeguata al compito. Così mi sono molto emancipata politicamente ed economicamente. Oggi che probabilmente la maternità è divenuta difficile da un punto di vista biologico, stranamente mi sentirei pronta ad esserlo, sia dal punto di vista psicologico, ma soprattutto spirituale. Nell’ultimo anno, forse facendo i conti con la sopraggiunta impossibilità di generare biologicamente, mi sono chiesta come dare valore alla maternità in senso ampio e più spirituale. E mi sono interrogata su come questo poteva accadere e su come desideravo che accadesse. Ho iniziato a pensare alla bellezza dell’adozione. Ed il mio cuore si è aperto ed innamorato di bimbi adottati, della loro grande vitalità e della meravigliosa sensibilità … Sto anche apprezzando la maternità di un progetto, un progetto di vita, di arte, di amore … Mi sono fatta tante domande e ho capito che la maternità, lungi dall’essere biologica è profondamente e radicalmente spirituale. Ho pensato alla Madre di tutte le Madri, alla Vergine Maria, alla donna che ha saputo accettare il mistero della nascita del Dio fattosi Uomo, che ha saputo accogliere questo profondo sconvolgimento di senso, senza conoscere il dubbio … sicuramente avrà avuto paura, come la dipinge Simone Martini nell’Annunciazione che si trova agli Uffizi, ma lo ha accolto nel suo grembo in una veglia estatica e lo ha sempre accompagnato fino alla croce e dopo, accogliendo insieme agli apostoli lo Spirito Santo. Ho chiesto alla Vergine Madre un aiuto speciale per imparare da lei l’umiltà, l’ascolto, l’accoglienza … tutte virtù che stavo dimenticando con le sfide della vita. La Beata Vergine mi è venuta in soccorso e mi sono sentita amata, protetta e pronta ad essere madre anche io, nelle forme, nei modi e nei tempi in cui il disegno del nostro Padre che sta nei cieli vorrà. Daniela Carosio Director Sustainable Equity Value Ltd.

E, per concludere, sempre su consiglio della dott.ssa Cafaro, riporto i famosi versi di Dante dedicati alla Madre delle Madri:

«Vergine Madre, figlia del tuo figlio, umile e alta più che creatura, termine fisso d’etterno consiglio, tu se’ colei che l’umana natura nobilitasti sì, che ‘l suo fattore non disdegnò di farsi sua fattura. Nel ventre tuo si raccese l’amore, per lo cui caldo ne l’etterna pace così è germinato questo fiore. Qui se’ a noi meridiana face di caritate, e giuso, intra ‘ mortali, se’ di speranza fontana vivace. Donna, se’ tanto grande e tanto vali, che qual vuol grazia e a te non ricorre sua disianza vuol volar sanz’ali. La tua benignità non pur soccorre a chi domanda, ma molte fiate liberamente al dimandar precorre. In te misericordia, in te pietate, in te magnificenza, in te s’aduna quantunque in creatura è di bontate.»

A te, cara amica Lori, grazie per il tuo supporto in tutto! E a te Rox, un augurio speciale di realizzare il tuo sogno! Vi voglio bene .

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One thought on “La maternità non è solo biologica

  1. Grazie a te Fabiana per la tua capacita’ davvero speciale di essere donna completa (moglie,madre, sorella, amica) che si esprime in particolare nella tua inesauribile voglia di comunicare positivita’.

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