Archivio | aprile 2014

Scopri quale segno zodiacale ti influenza quando diventi mamma

Ruota dello Zodiaco

Pur non credendo ciecamente nelle “stelle”, mi ha incuriosito un simpatico articolo pubblicato sulla rivista americana on line Huffington Post Parents e, dato che mi sono in parte ritrovata nella descrizione del segno zodiacale che “governerebbe” il mio stile materno, ho deciso di tradurvelo. Vuoi mai che fornisca qualche spunto utile a chiarire alcuni nostri comportamenti di mamma?!
Allora, che ci crediate o meno, buona scoperta!

Si dice che “si nasce” madri quando nasce il bambino, e astrologicamente parlando, è vero. Nelle stelle è infatti scritto che quando si diventa mamma emerge una persona completamente nuova.

In astrologia, la ruota dello zodiaco è divisa in 12 segmenti, o Case, ognuna delle quali rappresenta una diversa area della vita. La Quarta Casa determina lo stile materno, il modo di allevare i figli, se siamo un tipo permaloso e sensibile o se ci piace imporre la disciplina in famiglia. A seconda del segno del sole (nascita), ogni casa sarà “governata” da un particolare segno. Quando un segno “governa” una casa, significa che esercita una forte influenza su tutto ciò che simboleggia quella casa. Dunque, il segno dominatore della Quarta Casa caratterizza il nostro approccio alla maternità.

Vi siete mai chieste perché ci si sente come due persone diverse confrontando la vita da mamma con quella prima di divenire genitore? Secondo l’astrologia, questo accade perché il sovrano della nostra casa “maternità” è un segno zodiacale molto diverso dal nostro segno del sole /nascita. Ad esempio, la quarta casa di una mamma nata sotto il segno del Sagittario, quindi molto indipendente, viene governata dal segno dei Pesci, meno autonomo. Come risultato, diventando mamma, tirerà fuori un aspetto completamente diverso della sua personalità …ad esempio potrebbe sentirsi a disagio ad un primo incontro con persone che non conosce.

Ad ogni modo non c’è da preoccuparsi – non dobbiamo diventare astrologhe per sapere qual’è il segno che governa la nostra maternità . Ecco una guida utile per scoprire la nostra identità “mammastrologica”:

ARIETE
Governatore della Quarta Casa: Cancro
Stile materno: Come un granchio che stringe con tenacia tutto ciò che tocca, siete un tantino possessive dei vostri pargoli. I bambini tirano fuori la madre chioccia che è in voi, donne indipendenti dell’Ariete, con vostra sorpresa. Poiché il Cancro è guidato dalle emozioni, i bambini possono anche evocare sensazioni forti (a volte reazioni, che non sempre creano un ottimo mix con il temperamento acceso dell’Ariete). Attenzione: se siete sempre state “toste”, preparatevi ad incontrare il vostro lato sentimentale.

TORO
Governatore della Quarta Casa: Leone
Stile materno: Fiere e regali, siete le regine del vostro “clan”. Con l’appariscente Leone nella quarta casa, vi piace viziare i vostri bambini e vantarvi dei loro successi, mettendo ogni trofeo e pagella di successo in bella vista. Potreste essere le mamme meglio vestite agli incontri scolastici o, se non lo siete, sarà certamente il vostro bambino ad essere alla moda. Feste di compleanno fantastiche e decorazioni elaborate non possono mancare nella vostra famiglia.

GEMELLI
Governatore della Quarta Casa: Vergine
Stile materno: Con l’esigente Vergine in quarta casa, la donna Gemelli senza schemi diventa sorprendentemente la “prima della classe”. La Vergine è il segno della salute, per cui potreste essere una mamma amante della natura, dei prodotti alternativi senza glutine, del parto in casa e dei prodotti per bambini eco-chic. Avete la tendenza a gestire i vostri figli in ogni dettaglio, dal momento che l’analitica Vergine vi può rendere un tantino critiche.

CANCRO
Governatore della Quarta Casa: Bilancia
Stile materno: mamma ed io, io e mamma! La Bilancia è il segno dello stare insieme, il tempo con i vostri bambini non è mai abbastanza. Si può dire che siete legati in maniera viscerale. Stare con il vostro bambino può avere un effetto calmante per entrambi, e con il paziente Bilancia nella quarta casa vi piace sperimentare ogni meraviglia attraverso i loro occhi. La Bilancia è un segno estetico, così amate fare shopping per il vostro bambino, decorare la sua stanza e insegnargli l’arte. I vostri bambini saranno ben curati e ben educati.

LEONE
Governatore della Quarta Casa: Scorpione
Stile Materno: a voi nate nel segno del Leone piace il comando; con il potente Scorpione nella quarta casa, avrete davvero tutto nelle vostre mani. La differenza? Mentre chi è del segno Leone è nota per il coraggio e la generosità, l’energia dello Scorpione è prudente, a volte anche sospettosa. Il vostro motto “fiducia in primo luogo, porre domande dopo” non lo applicate ai vostri figli. Lo Scorpione è il segno del legame intimo e permanente, che rende difficile tagliare il cordone. Anche se il coinvolgimento attivo in ogni aspetto della vita dei vostri figli è ammirevole, in certi casi può essere troppo. Imparate a fare un passo indietro e permettere loro di crescere autonomi.

VERGINE
Governatore della Quarta Casa: Sagittario
Stile materno: è finito il tempo di controllare tutto in ogni dettaglio! Con il mondano e avventuroso Sagittario a condurvi, diventate libere pensatrici, invece di rigide seguaci delle regole. Certo, potreste ancora preoccuparvi se i vostri figli assumono latticini o analizzare la loro curva di crescita in percentili (siete sempre del segno Vergine), ma anche mostrare ai vostri figli il resto del mondo, introdurli alla diversità culturale, arricchirli con tante attività e viaggi. Come mamme, non vi affaticate più per le cose di poco conto come fate normalmente. Non c’è da meravigliarsi che la maternità sia così piacevole per molte nate nella Vergine – finalmente vi lasciate alleggerire e vi divertite.

BILANCIA
Goveratore della Quarta Casa: Capricorno
Stile Materno: Ordine al caos? Voi donne fantasiose nate sotto il segno della Bilancia siete note per essere un po’ confusionarie, e per questo traete beneficio dalle capacità organizzative del Capricorno. Come mamme, siete improvvisamente in grado di impostare regole, seguire una routine e di essere figure autorevoli, senza preoccuparvi di piacere o meno ai vostri bambini. Anche la più pacifica delle nate in Bilancia gestirà qualsiasi comportamento scorretto in modo severo e imponente. Con la tendenza del segno ad essere ritardatarie, la maternità può rendervi più puntuali. L’orientamento agli obiettivi tipico del Capricorno può farvi preoccupare del futuro e del prestigio sociale dei vostri figli. Farete perciò in modo che frequentino le scuole migliori dall’età prescolare al liceo.

SCORPIONE
Governatore della Quarta Casa: Acquario
Stile Materno: Siete nate sotto il segno più sensibile ed emotivo dello zodiaco, ma la maternità tira fuori la parte più rilassata e anticonformista della vostra natura. Con l’eccentrico Acquario a modellare il vostro stile genitoriale, sarete le mamme più hippy del quartiere, il vostro abbigliamento sarà giovanile e sarete amiche e mamme per i vostri bambini. Attenzione però: mentre le nate in Scorpione si attaccano intensamente alle persone, l’Acquario è il segno del distacco emotivo. Questo contrasto può farvi alternare diversi stati d’animo con i vostri figli. Un minuto prima siete possessive, un minuto dopo siete tutte per il “vivi e lascia vivere”.

SAGITTARIO
Governatore della Quarta Casa: Pesci
Stile Materno: la libertà non vi sembra più così attraente ora che il vostro segno indipendente sente le vibrazioni dell’affettuoso segno dei Pesci. Mentre le nate nel Sagittario tendono ad essere spigolose, il carattere amorevole dei Pesci vi aiuta a smussare i vostri spigoli, dandovi un tocco più delicato. Sotto l’influenza dei Pesci state attente ai sensi di colpa e alla tendenza a farvi travolgere giorno per giorno dai dettagli della maternità. Da severe, come sareste normalmente, potete diventare un po’ più permissive con i bambini, tanto che impostare dei rigidi paletti può diventare un’impresa. A volte la vostra naturale generosità potrebbe portarvi a dare un po’ troppo. Fate attenzione alla tendenza a fare la “mamma martire” che proviene dal segno dei Pesci.

CAPRICORNO
Governatore della Quarta Casa: Ariete
Stile Materno: Chi è il capo? Il vostro segno di nascita vi rende leader per natura, ma l’influenza dell’Ariete vi attribuisce un piglio assertivo. Mentre le nate in Capricorno possono essere riservate, il segno dell’Ariete è impulsivo e diretto, il che vi rende molto più audaci nella vostra vita di mamme. Mostrate forza e capacità provando cose che il vostro segno cauto normalmente non farebbe. Sapete correre dei rischi se si tratta di dover fornire un modello ai vostri figli. Sia Ariete che Capricorno sono segni “maschili”, così potreste finire per essere voi il capo-famiglia impartendo la disciplina, in qualità di mamma e papà allo stesso tempo.

ACQUARIO
Governatore della Quarta Casa: Toro
Stile Materno: chi? Voi inquadrate e organizzate? Forse non nella vostra vita pre materna, ma da quando siete mamme, sì! Le donne senza regole nate in Acquario diventano grandi organizzatrici sotto l’incantesimo del Toro. Se prima era impossibile immaginarlo, con la maternità diventate affidabili e precise tirando fuori la vostra inclinazione ad essere le numero uno per i vostri figlioli. Se solitamente il vostro motto è “è complicato!”, da mamme il Toro vi aiuta a darvi delle priorità e a semplificare. Potreste anche diventare abili nella pianificazione e gestione del budget familiare, nelle decorazioni della stanza dei bimbi e nel mantenere la routine giorno per giorno senza intoppi.

PESCI
Governatore della Quarta Casa: Gemelli
Stile materno: mamma o incassatrice?A voi nate sotto il segno dei Pesci che avete un’anima un po’ troppo sensibile e appesantita, il brioso Gemelli aggiunge un tocco giocoso al vostro stile genitoriale. I vostri bambini vi fanno uscire dalle vostre profondità emotive, facendovi ridere e alleggerendovi. Dal momento che il segno dei Gemelli governa la comunicazione, il dialogo aperto con i vostri figli è essenziale per voi. Potreste parlare per ore, condividere libri e musica, e persino vestire allo stesso modo, come è tipico dei gemelli. Naturalmente affettuose, le nate in Pesci tendono a dare troppo e scusarsi sempre per i comportamenti che reputano errati. Fortunatamente, il segno dei Gemelli non ha la stessa emotività dei Pesci, quindi come mamme sarete in grado di fare un passo indietro e riconoscere quando i vostri figli vi stanno prendendo in giro.

Traduzione dell’articolo pubblicato su http://www.huffingtonpost.com il 25/04/2014 “Whar Your Star Sign Says About Your Mothering Style”, tratto dal libro “Momstrology: The AstroTwins’ Guide to Parenting Your Little One by the Stars” di Tali and Ophira Edut.

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La dieta?…non un miraggio! Ecco come tornare in forma dopo le feste. I consigli della dott.ssa Rossella D’Elia, Nutritional Counsellor

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Come promesso ho postato un articolo per contrastare gli eccessi alimentari delle feste!

Nel periodo post-festività, con la Pasqua appena conclusa, consapevoli di portare ancora il peso degli eccessi delle festività natalizie e del Carnevale, l’argomento dieta è quantomai attuale! Puntuale è ogni anno, di questi tempi, il ricorso alla dieta miracolosa che scaccia via ogni senso di colpa, prima dei chili di troppo e ci prepara ad essere in forma per la “prova costume”. La bilancia, infatti, inesorabilmente, emette impietosa il suo verdetto: 2 chili in più, in media, secondo le statistiche ufficiali. Una buona notizia che può tranquillizzare è che l’organismo non riesce in tempi così brevi ad aumentare i depositi di grasso corporeo. Buona parte di questi chili è costituita essenzialmente da acqua, per effetto della ritenzione idrica che accompagna inevitabilmente una eccessiva introduzione di carboidrati, sale e grassi saturi. Prima regola, pertanto, idratarsi abbondantemente (almeno 1,5L di acqua) per aiutare il corpo ad eliminare i “chili” di acqua intrappolati nei tessuti a causa del consumo extra di zuccheri. Contestualmente, è fondamentale rifarsi alla “regola” di una sana alimentazione, ripartendo la giornata alimentare nei tre pasti canonici (colazione-pranzo-cena) più due spuntini (metà mattina e metà pomeriggio). Questa distribuzione ha l’effetto di aumentare l’efficienza metabolica del nostro corpo, attivando i processi di combustione.
È recente la pubblicazione su Science Daily, uno dei più importanti giornali di scienze online (tra i top 50 website nell’area delle scienze), dei risultati di una ricerca in materia di alimentazione e dieta curata dal Loyola Center for Metabolic Surgery & Bariatric Care di Maywood nell’Illinois. Stando alla ricerca, solo una persona su cinque riesce realmente a dimagrire e a rispettare quindi i buoni propositi; la maggior parte, invece, o desiste o compie sforzi vani. motivi di questo “fallimento” sarebbero quattro.
Il primo riguarda una sottostima, anche da parte degli esperti, delle calorie introdotte ogni giorno. Infatti si tende ad escludere dal conteggio le bibite (cola, aranciata ed in genere bibite zuccherate) che costituiscono le cosiddette “calorie vuote” cioè povere di micronutrienti (vitamine, sali minerali, antiossidanti) e quindi caloriche ma tendenzialmente poco salutari e, sempre più spesso, non si tiene conto neanche delle calorie assunte con gli spuntini o con i cibi fuori casa che spesso abbondano in condimenti e porzioni.
Il secondo riguarda l’importanza dell’attività fisica quotidiana sempre più spesso sopravvalutata.Basterebbero 30 minuti di esercizio moderato più volte a settimana, ma spesso il lavoro e gli impegni ci portano a mancanza di tempo e ad un’inevitabile pigrizia! Il consiglio, secondo gli esperti di weight management, è quello di munirsi di un contapassi che ci consenta di monitorare la nostra camminata fino a spingerla a 10.000 passi al giorno.
Il terzo è attribuibile ad uno scorretto orario dei pasti. Sarebbe buona norma mangiare ogni 3-4 ore spuntini salutari, evitando di restare digiuni per oltre cinque ore perché questo porta poi ad essere più affamati e quindi conduce all’abbuffata. Secondo queste indicazioni, si riescono a mantenere i livelli di glucosio abbastanza costanti, raggiungendo un ottimale livello energetico ed evitando un rallentamento del nostro metabolismo.
Il quarto è relativo al sonno. Insomma, sembrerebbe che non si dorme abbastanza, di solito meno di sei ore a notte. Questo comporta un tendenziale aumento del consumo di carboidrati durante la giornata con conseguente maggiore produzione nell’organismo di un ormone: la grelina capace di stimolare l’appetito. A questo si aggiunge l’incremento dell’ormone dello stress: il cortisolo che, se prodotto in eccesso, concorre a stimolare l’aumento del peso accelerando addirittura l’invecchiamento.
È buona abitudine, quindi, dare il giusto spazio ai carboidrati, preferendo però quelli “a basso indice glicemico”(pasta, riso, pane integrali, frutta e verdura) che costituiranno la base ideale per gli spuntini. I dolciumi “residui” delle feste dovranno tornare ad essere consumati solo sporadicamente. La dieta, inoltre, dovrebbe opportunamente essere integrata con proteine magre, in particolare quelle del pesce e/o delle carni bianche, riducendo drasticamente il consumo di formaggi (preferendo quelli a basso tenore di grassi), carni rosse ed affettati. La frutta secca potrebbe costituire, invece , una buona opportunità, se consumata in quantità adeguate (30-40gr.), in una versione rigorosamente senza aggiunta di sale, per dei sani spuntini fra i pasti, anche in sostituzione della classica frutta di stagione. Per una maggiore consapevolezza delle proprie abitudini alimentari, gli esperti consigliano di compilare un diario alimentare, una specie di agenda dove segnarsi cosa e come mangiare durante il giorno. In poche parole, responsabilità, controllo, riposo e moderata attività fisica, sono la ricetta giusta per rispettare tutti i nostri “buoni” propositi.

Per contatti
dott.ssa Rossella D’Elia, Nutritional Counsellor
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Letture animate presso la casa di Ù

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Mamme, bimbi, mercoledì 30 aprile un’occasione da non perdere. Presso la libreria di Ù al Vomero avrà luogo la lettura animata del libro “L’ingegnoso Don Chisciotte della Mancia, direttamente con i suoi autori Andrea Scoppetta e Marcello di Mezzo. La lettura animata di storie, fiabe e racconti coinvolge attivamente i piccoli ascoltatori ed è un importante strumento per l’educazione alla lettura, soprattutto se desideriamo che un giorno possano diventare lettori appassionati e consapevoli.

Dopo Pasqua ecco come possiamo riciclare le uova di cioccolato

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La Pasqua e la Pasquetta sono trascorse, spero, dando a tutte noi mamme la possibilità di vivere momenti gioiosi con le nostre famiglie, i nostri figli, compagni, i nonni. Chi l’ha trascorsa a casa, chi in montagna, chi al mare, chi in giro per la città…una cosa è certa, sfido chiunque a negare che, all’ennesimo uovo di cioccolata avuto regalato per il proprio figlio o figlia, non ha storto il naso e pensato: “NOOOOO! E adesso chi se lo mangia?!!!” Pensando a questo, mi sono messa a cercare sul web qualche ricetta per riciclare le uova di cioccolata.

Eccone un paio che mi hanno convinto, anche perchè adatte sia a bimbi che adulti!

MUFFINS AL CIOCCOLATO

Ingredienti:

Cioccolato delle uova di Pasqua
Farina 300 g
3 uova
Burro 150 g
Latte 1 tazza
Zucchero 150 g
1 pizzico di sale
1 pizzico di cannella
estratto di vaniglia
Attrezzi: Pentolini per bagno maria + Ciotole per impastare + Sbattitore + Stampini da Muffin

Procedimento:

Spezzettate la cioccolata in un pentolino e fate fondere a bagno maria. Quando è completamente fusa unite 1 cucchiaino di burro, mescolando bene e 2 cucchiai di latte. Togliete dal fuoco.
In una ciotola lavorate con lo sbattitore il burro con lo zucchero finchè sarà una crema spumosa. Unite le uova, una per volta, sempre battendo. Quando il composto sarà omogeneo, unite anche il latte poco per volta, sempre battendo e l’estratto di vaniglia. Unite anche la crema di cioccolata battendo, finchè avrete una crema liscia.
In un’altra ciotola mescolate insieme la farina, il lievito, la cannella, il sale. Accendete il forno a 180°.
Unite poco alla volta la farina alla crema e mescolate finchè il composto sarà omogeneo e liscio.
Con un cucchiaio riempite gli stampini (imburrati) con l’impasto, poco oltre la metà dello stampo.
Infornate i muffins per 25/30 minuti. Fate la prova di cottura con lo stecco di legno. Sfornate e lasciate stiepidire su una griglia.

 

MOUSSE DI CIOCCOLATA

Ingredienti:

300 g di cioccolato delle uova di Pasqua (fondente o al latte)
250 g di panna fresca da montare
2 tuorli
2 cucchiai di zucchero a velo
1 cucchiaino di burro
Attrezzi: Pentolini per bagnomaria + Sbattitore + Ciotole

Procedimento:

Spezzettate il cioccolato in un pentolino e fatela fondere a bagnomaria. Nel frattempo battete i tuorli con lo zucchero fino a che saranno molto gonfi e spumosi.
Quando la cioccolata è fusa unite il burro mescolando bene. Togliete dal fuoco e unite mescolando velocemente la crema di uova. Lasciate raffreddare.
Nel frattempo montate la panna fermissima e incorporate alla cioccolata battendo. Versate la mousse nelle ciotole e trasferite in frigo coperte con un po’ di pellicola.

Fonte: http://www.deabyday.tv/cucina-e-ricette/preparazioni-di-base/guide/382/Come-recuperare-il-cioccolato-delle-uova-di-Pasqua.html
Forza, un po’ di golosità non guasta! SLURP…ma per farmi perdonare appena possibile posterò i consigli per smaltire tutti questi eccessi…

Auguriamo una Pasqua di speranza alle mamme meno fortunate

Fonte immagine: http://italia-24news.it

Fonte immagine: http://italia-24news.it

Per questa Pasqua vorrei volgere un pensiero di solidarietà a quelle mamme meno fortunate di noi, madri che non possono vivere una vita normale, nelle loro case, coi loro bimbi, i loro compagni, i loro cari ma sono costrette, e le motivazioni non sta a noi giudicarle, a trascorrere occasioni come quelle delle festività, in cui dovrebbe essere avvertito il senso di famiglia, nello squallore di quattro mura. Mi riferisco alle madri detenute, in special modo a quelle con figli piccoli.

Per chi non conoscesse le leggi che regolano la detenzione femminile, le detenute con prole al seguito, riferisce la Dr.ssa Loredana Cafaro, sociologa presso l’Asl di Caserta, sono ospitate in sezioni idonee per i bambini fino a tre anni. I dati dell’Istat evidenziano che (al 31 dicembre 2011) sono 50 e hanno quasi tutte un solo figlio con sé: la concentrazione maggiore si osserva a Milano e a Roma, dove ci sono rispettivamente 11 e 10 detenute con figli.Negli istituti vi sono 53 bambini con età inferiore ai 3 anni e il numero degli asili nido funzionanti è 17.
I numeri, però, sostiene la Dr.ssa Cafaro, non andrebbero considerati riduttivamente, rapportati esclusivamente alla presenza totale dei maschi detenuti; infatti, la ricaduta sociale della suddetta percentuale, è molto più ampia se pensiamo alle conseguenze che può avere su una famiglia l’incarcerazione di una madre (figli rimasti ‘fuori’, affidati alla famiglia allargata, quando è presente, oppure in istituto). Sarebbe invece importante, prosegue la Dr.ssa Cafaro, elaborare strategie di intervento, quantomeno per affrontare consapevolmente le ricadute sociali enormi che comporta la detenzione delle donne e intervenire, per quanto possibile, adottando buone prassi ed obiettivi di recupero anche con l’ausilio della mediazione culturale.
Per la crescita equilibrata del bambino, in stato di libertà così come in stato di restrizione, risulta essenziale lo stretto contatto tra la mamma e il figlio piccolo, tenendo conto degli effetti che il contesto ambientale può provocare. Il rapporto non è infatti solo duale, madre-figlio, ma si compone necessariamente di un terzo elemento altrettanto importante, l’ambiente. La relazione deve così essere prospettata in questi termini: madre-figlio ambiente. Se il rapporto affettivo e simbiotico con la madre (che dovrebbe rappresentare un fattore di crescita armoniosa del bambino) si sviluppa in un luogo chiuso, delimitato negli spazi da chiavistelli e sbarre, riporta costantemente la donna a considerarsi inadeguata come madre e colloca il figlio in un contesto impregnato dall’assenza di autorevolezza della figura genitoriale materna e con un futuro di probabile emarginazione.

La detenzione dei bambini in carcere costituisce un grave problema, in quanto la prigionia dei bambini entro la struttura carceraria insieme alla madre non solo non salvaguarda il rapporto madre-bambino, compromesso dalle restrizioni proprie dell’istituto punitivo, ma lede anche il principio fondamentale della personalità della pena: il diritto del bambino di crescere in libertà e di venir accudito dalla madre, ma senza che gli venga inflitta una qualsiasi pena. Invece, numerosi bambini trascorrono i primi 3 anni di vita dietro le sbarre, in spazi fatiscenti, sovraffollati e malsani. Alcuni sono nati in prigione, altri sono stati portati dietro le sbarre per non essere tenuti lontani dalle madri. Il giorno del loro terzo compleanno sono poi costretti al distacco dalla madre: vengono affidati a parenti, a volte ai padri ma spesso ai nonni (molte detenute hanno compagni o mariti a loro volta in carcere), oppure messi in istituti. Il carcere e la separazione li segnano per sempre.
Le conseguenze della detenzione sono estremamente traumatiche: attaccamento morboso alla madre, mancanza di stimoli, difficoltà ad apprendere a parlare e a camminare sono solo i disagi più evidenti manifestati dai piccoli detenuti nelle carceri nazionali.
Fortunatamente, grazie al lavoro dei volontari, molti minori costretti alla reclusione possono uscire regolarmente dalle celle dove soggiornano e conoscere il mondo esterno, nella maggioranza dei casi completamente sconosciuto o dimenticato.

La promulgazione di due leggi, la n.40 del 2001 e la n.62 del 2011, per la salvaguardia dei diritti dei figli delle detenute ha segnato un cambiamento nella concezione stessa della pena: l’esecuzione penale non può prevalere sui diritti del minore, ed è necessario che la madre condannata possa espiare la propria colpa garantendo al tempo stesso il benessere del figlio. Pertanto, continua la Dr.ssa Cafaro, ci troviamo di fronte ad una duplice problematica, proveniente dalla medesima domanda: è possibile attuare forme punitive differenti rispetto all’inserimento entro strutture penitenziarie per le donne incinte o con figli di minore età?
Fino a oggi, l’unico spazio in Italia creato apposta per permettere alle madri con figli piccoli di scontare la pena fuori dall’ambiente angusto del carcere è l’Icam, l’Istituto a custodia attenuata di Milano. A causa dei tagli degli ultimi governi sarà difficile che nascano presto strutture simili.

Dunque la risoluzione tarda ad arrivare ma come mamme non possiamo smettere di sperare e di augurare a queste madri più sfortunate e ai loro figli un futuro migliore!

Laboratori creativi per bambini presso la Casa di U

Proseguono i laboratori creativi per i bimbi coordinati dalla dolce Valentina presso la Casa di Ù.  Domani pomeriggio è come ogni lunedì, mercoledì e venerdì dalle 16.30 alle 17.20 oppure dalle 17.30 alle 18.20 e sarà dedicato al tema pasquale. Un’occasione speciale per creare simpatici e spiritosi lavoretti da regalare ai papà o ai nonni per Pasqua. Per info http://www.casadiu.com oppure https://www.facebook.com/vale.labo?ref=ts&fref=ts.

 

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Riciclare con creatività: secondo appuntamento con i “riciclattoli” di Paola

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Oggi siamo al secondo appuntamento con i lavori creativi di Paola, mamma di una splendida bimba, che, come abbiamo visto nel precedente articolo, ama realizzare giochi per bambini con materiali di recupero, i cosiddetti “riciclattoli”. Accostando semplicità e design moderno, Paola ci insegna a creare giochi fantasiosi e divertenti dando nuova vita a quello che potrebbe diventare spazzatura….e, cosa ancora più interessante, i suoi riciclattoli sono davvero alla portata di qualsiasi mamma !

Oggi ci mostra come realizzare un gioco con triplice funzione: casetta delle bambole, negozio, teatrino

Occorrente:

  1. Uno scatolone di cartone
  2. avanzi di carta adesiva, di buste di carta e confezioni cartonate di varie fantasie e colori
  3. forbici
  4. colla
  5. Tanta FANTASIA!

Procedimento:

Smontare lo scatolone eliminandone un lato, aprire sui lati delle finestre: una con le grate passanti e l’altra con le ante apribili. I bimbi amano affacciarsi, curiosare, passare oggetti da una parte alla’altra!

Sul lato centrale aprire un arco e lasciare uno sportello attaccato al lato inferiore. Sarà all’occorrenza ripiano per la merce del negozio, palcoscenico del teatrino, vialetto d’ingresso della casa/ponte levatoio di un castello

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Rivestire poi gli interno con la carta adesiva; quella finto legno risulta perfetta per il palcoscenico e le ante della finestra.

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Con i ritagli di buste o confezioni cartonate si può decorare l’esterno a proprio piacimento. Ma solo dopo aver rivestito tutta la superficie con dei fogli colorati opportunamente sagomati: rossi a forma di tegole per il tetto, verdi per il basamento,  rosa per le pareti.

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Ed ecco il lavoro finito: da un lato è un simpatico bar per prendere un caffè, bibita o dolcetti; il lato interno è attrezzato con cassa e bilancia. Il lato esterno al centro è un fornito negozio di ortaggi e frutta.

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Ma non finisce qui: si cambia gioco e la scatola diventa una romantica casetta delle bambole. Oppure se la rivoltiamo come un calzino, l’esterno si trasforma in un castello delle fate o in bosco incantato degli elfi e degli unioni….Insomma il gioco è infinito!

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Grazie Paola per la tua genialità!!

Mamme ora non vi resta che ritagliarvi un po’ di tempo, approfittando delle feste pasquali,  e mettervi all’opera magari facendovi aiutare dai vostri bimbi!

Buon divertimento!

 

Come crescere il tuo “cucciolo” d’uomo per infondergli sicurezza. Segnali d’affetto….

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Care mamme, sapete qual’è la differenza tra le cure materne nell’uomo e il modo in cui vengono attuate nelle altre specie animali?

Le cure materne e paterne, nella specie umana, si sono evolute per far sì che la madre, una volta messo al mondo un bambino, si prenda cura dei suoi bisogni dato che alla nascita non ha modo di essere autonomo. Il piccolo umano ha infatti bisogno di essere protetto dai pericoli esterni, di essere nutrito, pulito, scaldato, e questo per un lungo periodo della sua vita, soprattutto nei primi tre anni di vita.
In questo periodo è la madre che fa tutto questo per lui: non vive più per se stessa, ma diventa il suo corpo vicario, pronta a intervenire ai suoi richiami e a difenderlo.
Madri e figli sono tenuti insieme da un flusso di segnali affettivi: il tono della voce della mamma, lo sguardo, il tono muscolare quando lo tiene in braccio, il lento movimento, il contatto fisico, rassicurano costantemente il bambino che tutto va bene.
Provate a ricordare: vi è mai capitato che il bambino è calmo e tranquillo con voi, e appena lo date in braccio ad un’altra persona inizia a piangere?
Il piccolo uomo è sensibilissimo: se è in braccio ad una persona calma e rilassata, che lo abbraccia e magari lo culla dolcemente, comprende che va tutto bene; se invece è in braccio ad una persona che, per un motivo o per un altro, è tesa, rigida, si muove a scatti, oppure ha un tono di voce brusco, il bambino si spaventa: percepisce che può esserci qualche pericolo nell’ambiente.
Il bambino non ha infatti coscienza di dove si trova e se corre pericolo, ma guarda e sente la mamma per poterlo capire. Se la mamma è tranquilla, lui è tranquillo, se la mamma è ansiosa, lui è ansioso. Spesso, è fin da qui che ha origine la cosiddetta iperattività: sono bambini agitati che non hanno potuto concedersi di rilassarsi perché non lo era la madre, che magari aveva dovuto lottare da sola contro mille difficoltà.
La mamma, infatti, in questo periodo, ha bisogno di un grande sostegno, ed è una importante capacità quella di saperlo richiedere. Il sostegno può arrivare dal marito, in primis, ma anche dai genitori, dagli amici, da coloro le sono vicini e che, anche quando non sono in grado di tenere il bambino, possono però dare una mano a fare la spesa, cucinare, fare le pulizie.
Il piccolo, appena nato, è istintivamente portato ad avere paura se lasciato solo. Da un punto di vista evoluzionistico, questa paura è giustificata, perché è legata al pericolo della predazione: il bambino, come cucciolo di uomo, può essere la preda preferita di molte specie animali. Bastano pochi secondi perché una tigre lo possa catturare. Per questo, il flusso di segnali con la mamma deve essere quasi costante nei primi mesi, nel senso che si possa assicurare, con lo sguardo o con un segnale affettuoso di presenza, che non ci siano pericoli nell’ambiente. Questo accade con la mamma, o con altre due o tre persone di riferimento, di solito il papà e i nonni.
Se il bambino è lasciato solo, dopo poco scoppierà in un pianto disperato: la paura della predazione prende il sopravvento. Ovviamente sappiamo che non c’è nessuna tigre in salotto, ma lui non può saperlo e istintivamente reagisce in questo modo. Il pianto del bambino piccolo non va sottovalutato; istintivamente, infatti, la madre accorre e lo consola. Non c’è il rischio di viziarlo in questo: il bambino sperimenta qualcosa di simile ad un attacco di panico, e purtroppo dei bambini che sono stati frequentemente trascurati da piccoli crescono con un senso di paura e di dipendenza di cui difficilmente si libereranno.
Il piccolo d’uomo quando è al sicuro si interessa all’ambiente, gioca, esplora, e impara nuove cose; quando invece teme che ci sia una minaccia, allora smette di giocare e di esplorare, e corre dalla madre se può, e se non può piange per richiamare la sua attenzione. E’ fondamentale che la madre accorra: in questo modo, il bambino acquisisce nel tempo un senso di sicurezza, sente che è amato, protetto, che non è solo, e che se esprime un bisogno c’è qualcuno che lo ascolta.
Questo lo porta, se sperimentato nei primi tre anni di vita, a sviluppare un senso di sicurezza in se stesso, e la fiducia di potersi allontanare, che sono le basi per una piena futura autonomia.
Se invece il bambino sente che davanti ad un (presunto) pericolo viene soccorso una volta si e una no, se riceve sguardi ostili e punizioni invece di una rassicurazione, o se i suoi bisogni vengono ignorati o fraintesi, allora crescerà pauroso e dipendente: avrà appreso che è meglio non allontanarsi dalla mamma, perché il pericolo è in agguato e in lui restano paure non placate. Potrà affrontare la vita in modo pauroso e con la sensazione di non farcela da solo, e potrebbe restare per molti anni legato e dipendente.
Per quanto questo sia un comportamento diffuso, soprattutto in passato, picchiare un bambino è come terrorizzarlo. L’uomo è l’unico mammifero al mondo che eserciti violenza sui propri piccoli: non vedrete mai una scimmia picchiare il proprio cucciolo, ma anzi, la mamma sarà pronta ad aggredire chiunque provi a separarlo da lei. Nelle scimmie, il piccolo per i primi anni cresce attaccato al pelo della mamma, che lo porta sempre con sé. Anche negli umani era così, ma nei millenni la specie umana ha adottato la postura eretta, ed ha smesso di portare addosso il proprio piccolo, sacrificando il legame affettivo con una maggiore efficienza lavorativa.
Per questo non bisogna temere di tenerlo “troppo” in braccio: non esiste un troppo, per i primi anni, e dopo sarà lui stesso a non volerci più stare. I suoi interessi lo porteranno ad esplorare il mondo, piuttosto che a stare sempre attaccato alla mamma.

I bisogni del piccolo li abbiamo detti, e possono essere riassunti nel sentirsi amati; tuttavia accade spesso che nel curare i propri piccoli molte mamme si sentano inadeguate o in difficoltà. Ecco perchè nella specie umana è importante che vengano considerati anche i bisogni di una mamma. Ricevere sostegno, riuscire a dormire il più possibile, magari sfruttando le ore in cui dorme il bambino, farsi aiutare dai familiari e dai parenti nella gestione della casa, lasciando che le pulizie e le altre cose non siano una priorità: non è possibile badare al bambino, fare le pulizie e la spesa, cucinare, e tenere tutto in ordine, nei primi mesi di vita del piccolo. Non ce la si fa, perché stare dietro al bambino e allattare è troppo stancante; a volte i papà, che la mattina escono per andare al lavoro, questo non riescono a comprenderlo e la loro stanchezza, visto che hanno avuto la possibilità di stare fuori casa e impegnarsi in altre attività, non è mai la stessa della mamma che è stata tutto il giorno alle prese con il figlio, magari senza riuscire neanche a farsi una doccia…

Dunque per crescere il proprio piccolo è importante sentire di avere il diritto di chiedere aiuto, coinvolgere i papà, ed eventualmente i nonni e…naturalmente farsi guidare dal proprio istinto materno, così qualsiasi piccolo errore può essere superato e si può instaurare una relazione gioiosa e di amore con il proprio figlio.

Dott.ssa Rossana Pierri
Psicologa e psicoterapeuta, socia APDP
Centro“Il terapeuta consapevole”Napoli

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Domani il via a “Fattorie Aperte 2014”: splendida opportunità per le famiglie della Campania

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Domani Sabato 12 aprile 2014, si terrà la ottava edizione di “Fattorie Aperte”, la manifestazione promossa dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania.

Nel corso della manifestazione le 200 Fattorie Didattiche iscritte all’Albo Regionale della Campania ospiteranno gratuitamente gruppi scolastici e consumatori, offrendo un nutrito programma di attività, con laboratori e percorsi didattici.

“Sarà un’occasione per comprendere il ruolo fondamentale del mondo agricolo, approfondire il legame tra agricoltura, ambiente, cibo e salute e scoprire le eccellenze dell’agroalimentare campano” e soprattutto un’occasione per vivere un’esperienza con la propria famiglia a contatto con la natura.

Per partecipare è necessario prenotare una visita guidata presso una delle Fattorie Didattiche accreditatate dalla Regione Campania consultando l’elenco pubblicato su questo sito

http://agricoltura.regione.campania.it/fattorie/fattorie-albo.htm

 

Fonte: http://agricoltura.regione.campania.it/fattorie/fattorie-aperte-2014.pdf